Da Molare al Vajont di Giorgio Temporelli

di Elvis Del Tedesco, Daniele Zamò




- Titolo: Da Molare al Vajont - Storie di dighe
- Autore: Giorgio Temporelli
- Editore: Erga Edizioni http://www.erga.it/edizioni/
- Pagine: 216 illustrato a colori
- ISBN: 9788881636532
- Anno: Febbraio 2011
- Prezzo (di copertina): 21,00 euro

Quando si parla di incidenti associati alle dighe, la memoria collettiva torna al Vajont, a quei tragici accadimenti che il 9 ottobre 1963 provocarono, in pochi minuti, la morte di circa 2000 persone nonché ingenti danni materiali.
Catastrofi similari, forse meno note, sono accadute in altri luoghi e in altri tempi, provocando l’allagamento dei territori a valle degli sbarramenti e perdite di vite umane. Limitandoci all’Italia e al territorio prossimo ai suoi confini, possiamo citare i disastri del Gleno (Bergamo, 1923), di Molare (Alessandria, 1935), di Fréjus (Costa Azzurra, 1959) e della Val di Stava (Trento, 1985).
Il presente libro intende, per la prima volta, riunire tutti questi accadimenti. Il lavoro, frutto di indagini bibliografiche e di inchieste sul campo, presso le località oggetto della trattazione, contiene, oltre alla cronistoria degli eventi, note sull’impatto ambientale, sulla progettazione, la messa in opera e la corretta gestione delle diverse tipologie di diga. In appendice è presente uno spazio dedicato agli incontri con alcuni superstiti e sopravvissuti del Vajont: una testimonianza umana preziosa, che in qualche modo controbilancia gli approfondimenti tecnici presenti nel libro.
L’intento dell’opera è fornire un’analisi oggettiva delle cause che hanno determinato i vari incidenti.
Le dighe consentono alla comunità di disporre di un’importante riserva di acqua potabile e di energia, ma come tutti gli impianti tecnologici possono rappresentare un fattore di rischio.
Da un esame approfondito degli argomenti trattati nel volume si evince che la natura non è stata la principale attrice.
Gli eventi alluvionali che hanno accompagnato la maggior parte di questi episodi non bastano, da soli, a giustificare quanto accaduto.
Spesso l’acqua è solo apparentemente colpevole: le vere cause sono da ricercarsi nella superficialità, negli interessi, nell’incapacità o cattiva volontà da parte dell’uomo di interpretare i segnali della natura.
Ci auguriamo che la storia dei passati errori possa essere utilizzata come uno strumento di conoscenza per evitare di commetterne in futuro.

Giorgio Temporelli

Laureato in Fisica, dalla metà degli anni novanta si occupa professionalmente di tematiche riguardanti le acque destinate all’alimentazione: tecniche di potabilizzazione, acque minerali naturali e sistemi di
filtrazione e affinamento al punto d’uso.
La passione per la divulgazione scientifica lo ha visto, ad oggi, autore/coautore di oltre 60 articoli tecnici, 10 libri, e 90 tra interventi, incontri, dibattiti, presentazioni e conferenze del settore. Ha tenuto lezioni in vari Istituti Scolastici e all’Università e ha svolto consulenze tecniche sia per il Tribunale che di parte.
Attualmente svolge attività di ricerca in collaborazione con la Fondazione AMGA
Per maggiori informazioni sulla sua attività professionale consultare il sito www.giorgiotemporelli.it

Il commento di ProgettoDighe

Il primo commento che mi è venuto in mente appena chiuso il volume è stato: "Questo è un libro sulle dighe che avrei voluto scrivere io".
Si tratta di un libro abbastanza tecnico ma allo stesso tempo estremamente accessibile per chiunque, offre una chiara visione dei fatti ma non perde di vista le persone che ci sono dietro al disastri descritti, ben scritto, scorrevole e corredato da un buon repertorio fotografico. La parte iniziale del libro è un’introduzione vera e propria alla tecnica costruttiva delle dighe, ne individua le tipologie mediante schemi e disegni molto chiari. Assieme ad un breve ma essenziale glossario la comprensione delle terminologie tecniche risulta chiara e diretta anche per coloro che conoscono limitatamente questo settore. Si vede che l’autore ha fatto un buon lavoro di ricerca.

Veramente un’ottimo libro che merita di stare nella biblioteca di un dighista.

(pubblicato il Marzo 2011)