Asta del Cellina

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Il sistema attualmente è costituito da sei impianti in serie denominati Barcis, Ponte Giulio, San leonardo, San Foca, Villa Rinaldi e Cordenons e si inquadra in un piano coordinato di utilizzazione promiscua, idroelettrica ed irrigua, delle acque del torrente Cellina, regolate dal serbatoio di Barcis, di propietà di Edipower e dal futuro sebatoio di Ravedis di propietà del Consorzio di Bonifica Cellina-Meduna.

Gli impianti di Ponte Giulio e San Leonardo hanno sostituito i vecchi impianti di Malnisio(1905), Giais(1908) e Partidor(1919). Gli impianti di San Foca e Villa Rinaldi, entrati in servizio nel 1954 costruiti inizialmente con un solo gruppo sono stati successivamente potenziati mediante l’installazione di un secondo gruppo in ciasuno di essi.

Tutti gli impianti sono stati concepiti con il criterio di non alterare la destinazione irrigua e di scolmamento delle piene del torrente Cellina assegnata al serbatoio di Ravedis, facendo affidamento sulla produzione di energia e non sulla disponibilità di potenza.

Il deflusso medio annuo risulta pari a 698 milioni di metri cubi mentre la portata massima per la quale sono dimensionate le opere idrauliche dell’impinato di testa(Ponte Giulio) è di 30 metri cubi al secondo. mentre la portata media utilizzata dallo stesso impianto è di 18 mc/s.

Il volume medio annuo complessivo per l’irrigazione risulta pari a 292 milioni di metri cubi con portate massime di circa 17 mc/s e di circa 1 mc/s per utilizzi acquedottistici.

Gli impianti si sviluppano per circa 15 km lungo la sponda destra del torrente cellina sfruttando una pendenza del terreno di circa 1,5% pressochè costante.

La centrale di Malnisio, alimentava con una linea di 87 km a 30.000 volt la città di Venezia.
La centrale è dotata di quattro gruppi turbina Francis ad asse orizzontale.

La centrale di Giais, alimentava la città di Udine con una linea di 45 km a 30.000 volt.
La centrale è dotata di due gruppi Francis ad asse orizzontale.

La centrale di Ponte Giulio, in attesa del completamento della nuova diga di Ravedis, è alimentata mediante una derivazione provvisoria, dalle acque captate dal torrente Cellina in località rio Stella.
Il canale di derivazione in pressione della centrale, lungo 4511 m., dopo essersi collegato al pozzo piezometrico, mediante due brevi condotte forzate metalliche (di m 50,7 e 47,4) alimenta i due gruppi della centrale.
I gruppi ad asse verticale sono costituiti ciascuno da una turbina Francis e da un generatore sincrono.
La vasca ed il canale di scarico hanno lunghezza rispettivamente di 46 m e 664 m

La centrale di San Leonardo ha schema idraulico ed opere simili a quelli dell’impianto di Ponte Giulio dal cui canale di scarico riceve l’acqua fino in vasca di carico. Dalla vasca di carico parte il canale di derivazione in pressione costituito da due tubazioni lunghe circa 4400 metri che si innestano alla base del pozzo piezometrico. Da questo si dipartono le due condotte forzate metalliche lunghe circa 70 metri che alimentano i due gruppi ad asse verticale, dotati ciascuno di turbina Francis e di generatore sincrono. La centrale è ubicata all’aperto in fregio all’alveo del Cellina.

La centrale di San Foca utilizza le acque scaricate dalla centrale di San Leonardo che vengono recapitate alla vasca di carico tramite un canale a pelo libero.
Il canale di derivazione in pressione, lungo 2681 m, è costituito da due tubazioni in cemento armato precompresso che si innestano nel basamento del pozzo piezometrico da cui si dipartono due condotte forzate metalliche.
La centrale è dotata di due gruppi con turbina Francis ad asse verticale e di generatori sincroni.

La centrale di Villa Rinaldi ha schema idraulico ed opere simili a quelli di San Foca di cui utilizza le acque scaricate.
Il canale di derivazione in pressione, lungo 2354 m circa, è costituito da due tubazioni in cemento armato precompresso, che si innestano alla base del pozzo piezometrico da cui prendono il via due condotte forzate metalliche.
La centrale è dotata di due gruppi con turbine Francis ad asse verticale e generatori sincroni.

La centrale di Cordenons deriva le acque nella parte terminale dell’esistente canale di scarico della centrale di Villa Rinaldi, ove sono state ricavate la vasca di carico e l’opera di presa.
Il canale di derivazione in pressione, lungo 3780 m circa, è costituito da due tubazioni interrate in cemento armato precompresso che si innestano nel basamento della torre piezometrica. Da qui parte una breve condotta forzata che termina con un distributore dotato di tre diramazioni facenti capo ad altrettanti gruppi ad asse verticale con turbina Francis e generatore asincrono.
L’acqua scaricata dalla centrale viene restituita, tramite un canale, nel torrente Meduna.

Date

fine del 1800 Primi impianti idroelettrici del Friuli Venzia Giulia
1900 Inzia la costruzione del canale di derivazione e della diga di Barcis(Vecchia diga)
1905 Entra in servizio la centrale di Malnisio
1906 Termina la costruzione della strada della Valcellina
1908 Entra in servizio la centrale di Giais
1919 Entra in servizio la centrale del Partidor, costruita a valle della centrale di Giais
1950 Iniza la costruzione della diga di Ponte Antoi per opera della SADE
1954 Termina la costruzione della diga di Ponte Antoi e vengono completate le centrali di Barcis(presso la vecchia diga), San Foca e Villa Rinaldi
1988 Entra in servizio la centrale di Ponte Giulio e di San Leonardo
1997 Entra in servizio la centrale di Cordenons

(pubblicato il Aprile 2010)