Santa Croce o Bastia

di



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La diga del lago di Santa Croce o, secondo la denominazione corrente presso il RID, diga di Bastia è stata costruita tra il 1926 ed il 1929 su progetto del dott. ing. Vincenzo Fermiani per conto della SADE. Nel 1934-35 sono stati fatti dei lavori di manutenzione alle opere accessorie su progetto dell’ing. Carlo Semenza.

  • Stato:
  • Regione:
  • Provincia:
  • Corso d'acqua:
  • Condizione:
  • Uso:
  • Concessionario:
  • Ufficio periferico RID:
  • Tipologia dello sbarramento:
  • Anno Fine Costruzione:
  • Quota di massima regolazione[m s.l.m.]:
  • Altezza dello sbarramento[m]:
  • Lunghezza del coronamento[m]:
  • Volume della diga[103 x m3 ]:
  • Capacità invaso[Mm3]:
  • Quota autorizzata[m s.l.m.]:
  • Volume autorizzato[Mm3]:
  • Capacità nominale dell'impianto idroelettrico[MWh]:
  • Coordinate: N E

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Il serbatoio è usato per la regolazione annuale delle sottostanti centrali del Fadalto, Nove, San Floriano, Castelletto, Caneva e del Livenza.

La diga sopraeleva la quota dell’esistente lago di Santa Croce la cui capacità utile è stata portata da 75 a 120 milioni di m3 in modo da regolare le acque proprie del bacino, costituito dal torrente Tosa ed altri torrenti minori e quelle del canale adduttore proveniente dalla presa sul Piave nei pressi di Soverzene.

La diga è in terra di tipo omogeneo di forma trapezioidale, in origine alta 10.5 m, negli anni 2008-2010 è stata alzata di diversi metri, ed è lunga 1975 metri.

Il progetto originale della diga prevedeva anche un nucleo interno di calcestruzzo che non è stato poi costruito viste le ottime caratteristiche del terreno di fondo e della terra utilizzata per la costruzione della diga.Quest’ultima è stata ricavata direttamente dalle serbatoio mentre il materiale per il rivestimento a monte è stato ricavato da cave di scaglia rossa lungo e sopra la strada statale Alemagna.

Opere accessorie:
- canale adduttore: il canale adduttore, profondo 4,5 m, della lunghezza di circa 9 km e dalla portata di 80 m3/s si immettere nel bacino mediante il sifone di Bastia che passa che sottopassa la strada per l’Alpago con tre tubazioni in calcestruzzo munite di raccodi di imbocco, di gargami per la chiusura provvisioria e, allo sbocco verso il serbatoio, di paratoie piane. A valle del sifone il canale è stato prolungato di circa 1600 m allo scopo di evitare che l’acqua derivata provocasse pericolose corrosioni alla diga. Questo prolungamento è stato realizzato per circa 1 km lungo i piedi della diga direttamente sul terreno e raggiunge la sponda sinistra sotto la strada Alemagna. Da li inizia un secondo tronco in muratura della lunghezza di 597,78 m procedere parallelo alla sede stradale convogliando le acque a circa 650 m dal piede della diga.

Sifone del canale da Soverzene

- scarico di superficie a pozzo: del diametro di 16 m con soglia sfiorante mobile con quota variabile tra 387,00 e 384,00 ottenuta mediante una paratoia circolare rientrante a canocchiale nel pozzo stesso.

Schema dello sfioratore a cannocchiale

- sfioratore in muratura con lo sviluppo della soglia di 150 m posto a quota 386,00. La testata del canale collettore dello sfioratore è chiusa da una paratoia piana della luce di 4,00 x 5,00 m con soglia a quota 381,00.

- opere di presa: sono ubicate sulla riva opposta alla diga e consistono in due gruppi di opere affiancate, l’uno per la vecchia centrale di Fadalto con soglia a quota 363,55 e l’altro per la nuova centrale con soglia a quota 353,40

La portata massima delle opere di scarico con livello alla quota 387,00 è dell’ordine di 500 m3/s.


Come raggiungere la diga

La diga è facilmente visibile e raggiungibile dalla SS 51 Alemagna girando all’incrocio in frazione La Zecca. Il primo tronco della diga. Il coronamento non è accessibile.

Riferimenti turistici

- Carta escursionistica: Tabacco n°012

Ambiente e sport

Il Lago di Santa Croce è molto noto tra i windsurfisti e i velisti che escono in località Poiatte (metà lago, lato est) e tra i kiters che escono sulla spiaggia a nord antistante ad un campeggio.

Oasi naturalistica del lago di Santa Croce, Farra d’Alpago, Belluno
L’oasi è una zona umida della sponda nord orientale del lago di Santa Croce, interessante dal punto di vista faunistico.
La vegetazione principale è una vasta zona di canneto e una fita boscaglia di salici e pioppi. Alcuni rivoli d’acqua attraversano l’area e si riversano in vecchie vasche per la pescicultura.

L’oasi naturalistica rientra in una più vasta zona denominata Parco Santa Croce che coinvolge tutta l’area a nord-est del lago, in comune di Farra d’Alpago. Il parco è attrezzato con aree gioco e sentieri pedonali e ciclabili ed è molto frequentato dai surfisti che praticano numerosi il windsurf nel lago.

Il giro dell’oasi naturalistica si compie con una passeggiata di un’ora, più il tempo dedicato all’osservazione naturalistica o degli uccelli.

Musei

- Museo di Storia Naturale dell’Alpago
Viale Manzoni, 215 - 32010 Chies d’Alpago (BL) Italia
tel. 3496711639 o 3208565344
http://www.museochies.it/

- Museo della Casa dell’Alchimista
Valdenogher di Tambre (BL)
tel. 3208565344
http://www.museoalchimista.it
Dopo un restauro durato ben 20 anni, un nuovo museo si è aggiunto a quelli già presenti in alpago. Si tratta della misteriosa Casa Museo dell’Alchimista che, innaugurata il 29 luglio 2006, si trova a Valdenogher di Tambre (BL).
Dai simboli in pietra, ancora ben presenti sulla facciata, sembra che essa sia stata la dimora e il laboratorio di un alchimista vissuto nel 1500.
Numerose sono le particolarità della casa: manca per esempio il camino e i muri, specialmente quelli del piano terra, sono anneriti dalla fuligine.
Tutti simboli scolpiti nella pietra hanno un significato legato all’alchimia.


info portfolio

Diga e sfioratore a calice Diga Lago Diga e casa del guardiano Schema dell'impianto Schema della diga Schema del sifone

(pubblicato il Aprile 2010)