San Giacomo Di Fraele

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  • Stato: Italia
  • Regione: Lombardia
  • Provincia: Sondrio
  • Corso d'acqua: Adda
  • Condizione: Invaso limitato
  • Uso: Idroelettrico
  • Concessionario: A.E.M. S.P.A.
  • Ufficio periferico RID: Milano
  • Tipologia dello sbarramento: Gravità a speroni pieni
  • Anno Fine Costruzione: 1950
  • Quota di massima regolazione[m s.l.m.]: 1949.0
  • Altezza dello sbarramento[m]: 83.5
  • Lunghezza del coronamento[m]: 970.0
  • Volume della diga[103 x m3 ]: 616.0
  • Capacità invaso[Mm3]: 64.0
  • Quota autorizzata[m s.l.m.]: 1942.0
  • Volume autorizzato[Mm3]: 48.58
  • Capacità nominale dell'impianto idroelettrico[MWh]:
  • Coordinate: 46.5368605013014 N 10.2797704075728 E

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La diga si trova all’estremità superiore della valle di fraele, alle sorgenti dell’Adda, il serbatoio occupa una vasta zona a monte del serbatoio di cancano, in prossimità dello spartiacque.
L’opera comprende una diga principale a gravità alleggerita, rettilinea in piano, sostenuta da contrafforti, e due dighe secondarie a gravità massiccia. Queste due dighe, costruite rispettivamente nelle depressioni laterali di val Pens e Vallone, sono raccordate all’opera principale attraverso due muri di contenimento di scarsa importanza.

Struttura della Diga

La diga principale comprende 25 contrafforti in calcestruzzo a distanza costante di 15 m. I contrafforti, tutti dello stesso tipo sono a forma di I e lo spessore della parte centrale variabile da 8.60 a 4.80 m. Il paramento di monte è formato da blocchi di granito, il paramento di valle di pietre della stessa roccia. Il sistema di drenaggio è formato da una serie di tubi verticali del diametro di 30 cm.

Dighe secondarie

Queste due dighe sono a gravità massiccia, costituite da blocchi di roccia calcarea, mentre il paramento di valle è in mosaico di roccia.

Scarichi

La diga è provvista di uno scarico di superficie e tre scarichi profondi.

- Scarico di superficie:

Si trova sulla spalla sinistra della diga principale, lo scarico comprende un’apertura alla quota 1947.00 m s.l.m. otturata da una paratoia di 14.00 x 12.00 m con funzionamento automatico a spinta idraulica. L’acqua scaricata viene accompagnata da un canale al sottostante lago di Cancano. Questo scarico è in grado di evacuare una portata massima di 61 m3/s

- Scarico di Mezzofondo:

Questo scarico si trova al di sotto dello scarico di superficie, e scarica nello stesso canale di accompagnamento acque. Lo scarico è costituito da due larghe gallerie otturate da due paratie piane da 2.30 x 3.00, questo scarico ha una capacità massima di 130 m3/s

- Scarico di fondo:

Lo scarico di fondo, che un tempo era in comune all’opera di presa, è costituito da due gallerie del diametro di 3 m scavate nella roccia in sponda destra. Le gallerie sono otturate da una valvola all’entrata e all’uscita delle stesse. Questo scarico evacua una portata massima di 81 m3/s

- Scarico d’esaurimento:

Gli scarichi d’esaurimento sono costituiti da tre condotte metalliche: La prima a quota 1872.70 è formata da una condotta del diametro di 80 cm, mentre le altre due condotte del diametro di 30 cm sono a quota 1929.80 e 1915.15 m s.l.m.. Questo perché c’è uno scarico d’esaurimento per ognuna delle tre dighe, che hanno il piede a quote diverse. Gli scarichi hanno una portata massima di 10 m3/s.

Lavori di costruzione

Il progetto della costruzione della diga di S. Giacomo di Fraele da parte dell’AEMrisale al 1937. La costruzione dei canali collettori iniziò nel 1938, e la fliovia per il trasporto dei materiali fù custruita nel 1939. I lavori per la costruzione della diga iniziarono nel 1940. La difficoltà nell’approvigionamento del cemento e dell mano d’opera, a causa della guerra, rallentarono non di poco i lavori di costruzione che nel 1944 si fermarono. Nel 1948 i lavori ripresero celeremente, e la diga venne completata nel 1950. Il villaggio che ospitava gli operai, situato al piede della diga, venne chiamato Digopoli.

- Derivazione provvisoria delle acque:

Per la derivazione provvisoria delle acque venne costruita una diga in terra con nucleo in cemento dell’altezza di 7.50 m e della larghezza di 33 m alla base. Le acque venivano convolgiate attraverso un canale a pelo libero all’imbocco della galleria in sponda destra, del diametro di 3 m, più tardi utilizzata come scarico di fondo.

- Calcestruzzo:

Gli aggregati per il calcestruzzo venivano estratti dal monte cornaccia attraverso tre cave, due a cielo aperto e una in galleria. Attraverso un’articolato sistema di nastri venivano trasportati ai silos di stoccaggio.

- La filovia dello Stelvio:

La filovia dello stelvio è stata una filovia realizzata dalla AEM per la costruzione delle dighe di San Giacomo e Cancano. Lungo la filovia operavano 16 filocarri Fiat 666 CGE a tre assi con guida a destra ( tranne uno che aveva due assi ) due filotrattori Fiat 666F/20 per i carichi più pesanti e due filobus per il trasporto degli operai. I filocarri operavano a 650 Volt cc. tratti dalle linee elettriche aeree (bifilari).
La linea su cui operavano i fliocarri era la Tirano-Bormio-Boscopiano (66 km, 1940-1950) il tragitto si snodava prevalentemente lungo la Strada Statale 38 dello Stelvio con bifilare unico, tranne in sei punti dove si raddoppiava ed i filoveicoli si incrociavano. Il dislivello era di ben 1500 m. Più tardi per la costruzione della diga di cancano II venne costruita un’altra filovia.

Il cemento arrivava in treno dalla stazione di Tirano, e veniva caricato sui filocarri che a massimo carico portavano 14 contenitori da 400 Kg. Da qui i filocarri percorrevano la linea fino ad arrivare alla partenza della Funevia, a boscopiano, che portava il cemento al cantiere, dove veniva stoccato in silos da 30000 quintali.

- I blondins:

Il calcestruzzo veniva posato in opera da due grossi blondins da 567 metri di portata, potevano caricare al massimo 12 Tonnellate nella loro benna da 5 m3. I cavi portanti avevano un diametro di 80 mm. I piloni del blondins erano mobili su dei binari di 100 metri di lunghezza. Un terzo blondins da 5 T si occupava dei carichi minori.
Il calcestruzzo una volta posato veniva stabilizzato da vibratori ad immersione.

La diga di San Giacomo di Fraele venne costruita dall’Azienda Elettrica Milano( AEM ) oggi A2A su progetto dell’ingeniere Luigi Gallioli. Il direttore locale dei lavori era l’ing. Andrea Roverselli.


Come raggiungere la diga

Arrivati a Bormio (SO) si imbocca la statale SS 301 in direzione Livigno.
In prossimita di Valdidentro e poco oltre Premadio (in loc. Madonna della Pietà), si lascia la statale svoltando a destra in un bivio ben segnalato (indicazioni Torri di Fraele e Lago di Cancano) ma poco visibile.

Ci si trova quindi su una strada che comincia ad arrampicarsi lungo il versante, con un primo tratto rettilineo e quindi con una sequenza di tornanti impressionante. La strada è sterrata, (anche se in fase di asfaltatura), e a causa del passaggio di mezzi pesanti sulle curve appare dissestata, è comunque percorribile con qualsiasi vettura prestando le dovute attenzioni.

Raggiunto il crinale, la strada si fa largo attraverso la roccia con una breve galleria, e lasciando a destra le Torri di Fraele e il laghetto "delle Scale", grossa riserva di pesca privata, si arriva nell’immensa valle formata dalle dighe di Cancano e San Giacomo.

La prima diga che appare è la diga di Cancano riconoscibile per la sua struttura ad arco, e vi si accede svoltando a destra al primo bivio che si incontra.
Il coronamento e’ carrozzabile e a poca distanza e’ possibile visitare la chiesa di San Giacomo (1953), eretta a protezione delle dighe stesse. Proseguendo dritti al bivio invece si costeggia l’intera sponda sinistra del lago del Cancano sino a raggiungere la diga di San Giacomo, strutturata a speroni e anch’essa carrabile.
Occorre comunque prestare attenzione alla segnaletica perché c’è la concreta possibilità che la strade intorno ai laghi vengano chiuse al traffico.

Viste le ampie possibilità escursionistiche del luogo non mancano i punti di ristoro presso rifugi e crotti sparsi nella zona e le possibilità di parcheggio, ma è meglio comunque evitare i giorni piu’ affollati.

Libri e siti internet

- ANIDEL le dighe di ritenuta degli impianti idroelettrici italiani, Volume 7 diga n° 1
- La filovia dello Stelvio di Albè Alessandro e Viganò Sergio
- Gallery di ProgettoDighe


info portfolio

Incrocio di filocarri, sulla filovia dello stelvio Contrafforte del paramento di valle Paramento di valle, l'acqua è quella del lago di Cancano Immissione canale di gronda Forni - Braulio Planimetria della diga Due vedute della diga ultimata, si nota il villaggio di Digapoli Scivolo degli scarichi di superficie e mezzofondo Pilone della teleferica Boscopiano - S. Giacomo Diga in costruzione, notare i piloni mobili del blondins

(pubblicato il Giugno 2010 — modificato il Dicembre 2011)