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Le dighe - Punt Dal Gall o Livigno

pubblicato il Aprile 2011 — modificato il Maggio 2020


Accordi sull’utilizzazione delle acque

Sia il torrente Spoel che l’Acqua del Gallo nascono e scorrono fino alla confluenza, in territorio Italiano, diventano poi affluenti di destra del fiume Inn in territorio Svizzero. Finiscono nel Danubio e quindi nel Mar Nero dopo aver percorso 3000 km attraverso 9 nazioni. Per definire la modalità di sfruttamento delle acque di questi due torrenti furono necessarie laboriose trattative che si conclusero a Berna con la convenzione del 27/5/1957. Con essa il governo Svizzero concedeva al governo Italiano di derivare, dal corso naturale dello Spoel, 90 milioni di metri cubi annui di acqua da utilizzare sul versante italiano delle Alpi, attraverso il canale di gronda dell’AEM allacciato al serbatoio di San Giacomo, lungo 17 km posto al di sopra della quota 1960 m s.l.m.. Il governo Italiano concedette in cambio la realizzazione del serbatoio di Livigno, che andava ad allagare le valli di Livigno e di Acqua del Gallo poste in territorio Italiano.

Finalità

La diga è stata costruita dalle Società Elettriche dell’Engadina E.K.W. ( Engadiner Kraftwerke A.G. ) per l’utilizzazione del torrente Spol e del fiume Inn nella centrale di Ova Spin, sia in produzione e pompaggio, e quelle a valle di Pradella e Martina in bassa Engadina.

Lavori

I lavori per la costruzione della diga di Punt dal Gall vennero affidati dalla EKW all’R.T.I. Italo - Svizzera Torno - Zschokke. La costruzione iniziò nel giugno 1962 con la realizzazione di ben due avandighe (cosa che la rende singolare), visto che il manufatto si trova perfettamente presso l’ex congiunzione fra l’Acqua del Gallo e lo Spol. Entrambe le avandighe sono del tipo ad arco doppio dell’altezza di 5,30 m (torrente Spol) e di 6,90 m ( torrente Acqua del Gallo ) e della corda di 47,10 e 37,00 m e deviavano le acque dei due corsi d’acqua in due scarichi di deviazione; uno scarico in sponda destra ed uno in sponda sinistra che espellevano rispettivamente a 112 e 138 m a valle della sezione in cui costruire della diga l’acqua accumulata nei due serbatoi temporanei.
Esse, come suddetto, erano lunghe 112 m e 138, possedevano una forma circolare ed avevano un diametro di 2,30 e 2,70 m. Le condotte non possedevano rivestimento.
Ultimati questi quattro manufatti, poterono iniziare i lavori di sbancamento delle imposte, che si protrassero particolarmente, per via della profonda ubicazione della roccia compatta, infatti, per questo motivo, presso la chiave dell’arco, le fondazioni sono profonde ben 34,10 m, e venne inoltre realizzato uno schermo impermeabile spinto fino alla profondità di 150 m. Vennero complessivamente sbancati 285000 metri cubi di terra. L’impianto di betonaggio venne installato sulla sponda opposta difronte alla diga, e per permettere di colare il calcestruzzo su tutta l’enorme struttura dovettero essere installati due Blondin radiali di 920 m di luce ( cosa notevole per gli anni ) e con un Derrick a venti con braccio di 80 m.

Descrizione della diga e delle opere accessoie

La diga è del tipo ad arco doppio simmetrico spesso (che è molto diffuso il Svizzera, vedi Val di Lei, ma non è mai stato applicato su realizzazioni italiane) che consiste nel realizzare appunto una diga sì a doppio arco, ma a differenza del tipo classico, gli spessori risultano molto simili tra base e coronamento. Essa è locata in una valle molto ampia perfettamente posizionata su l’ex immissione del torrente Spol nel torrente Acqua del Gallo, allo sbocco del tunnel "Munt la Schiera " costruito proprio dalle EKW per la costruzione della diga.

La diga crebbe di 34 cm/giorno, suddivisa in 32 conci con giunti di dilatazione intervallati di 18 m. La diga è attraversata longitudinalmente da 5 cunicoli orizzontali posti a diverse quote collegati fra loro da scale. Per il controllo della struttura furono installati numerosi strumenti di misura, in particolare 5 pendoli rovesci installati in pozzi che si addentrano fino a 50 m nella roccia di fondazione. Semplicità, razionalità, praticità costruttiva caratterizzarono il progetto dell’opera: niente pulvini d’appoggio, niente coprigiunti, nessun sistema drenante nel corpo diga, nessuna armatura metallica di rinforzo e giunti rigidamente verticali dallo spiccato al coronamento.
La diga venne ultimata il 18 ottobre 1968. I turni di lavoro furono di 7 ore per il giorno e di 4 per la notte. Tutto il personale venne alloggiato presso la diga data la particolare condizione climatica della zona. Vennero predisposti 380 posti letto, cucine, mense e infermeria su una superficie di circa 2000 mq. Nella costruzione, purtroppo perirono 3 operai, alla base della diga, vicino all’accesso dei cunicoli di ispezione, una colonnina con epitaffio a loro ricordo.
Il grande serbatoio della capacità di 164 milioni di metri cubi iniziò ad invasare nell’Aprile del 1969, con l’inizio dello scioglimento dei ghiacciai e raggiunse la quota di massimo invaso solamente nell’Agosto 1971.

Per via della sua grande mole, possiede un volume di ben 776 000 m3, notevole per una diga del tipo a cupola, esso è causato infatti da la sua molto rilevante altezza che tocca i 130 m e il suo sviluppo coronareo, che raggiunge invece i 540,00 m. La struttura è spessa alla base 21,40 m e al coronamento 17,00 m. Sul paramento di valle non sono state posizionate passerelle di servizio, mentre l’accesso ai cunicoli di ispezione avviene al piede della diga tramite una particolarmente grande entrata.

La diga possiede le seguenti opere di scarico:

- Uno scarico di superficie, ricavato in sponda destra, il quale possiede l’imbocco presso il muro di sbarramento, il quale attinge acqua da una vasca dotata di tre luci con paratoie, della capacità di 280 m3/s. Esso ha un diametro di circa ben tre metri, e, come suddetto, ha imbocco presso il manufatto e lo attraversa in discesa per poi passare in roccia. Questo spurgo è lungo circa 480 m ed è rivestito in calcestruzzo leggermente armato e non possiede paratoie.

- Uno scarico di fondo, in roccia della sponda destra, costituito da una galleria del diametro di 2,90 m rivestita pure come quella dello scarico di superficie, in calcestruzzo armato che possiede un’imbocco posto 30 m sul piede della diga, con luce quadrata. Ha sbocco vicino ad un tornante che scende alla base della diga e possiede - allo sbocco - un piccolo scivolo in calcestruzzo. Inoltre, la galleria è provvista di una paratoia piana di 3,85 x 3,10 m.

L’opera di presa della galleria derivatrice è posta in sponda sinistra ed è protetta da una griglia a sacco sollevabile ed è costituita da una luce rettangolare di ben 4 x 3,60 m di dimensione. La galleria di derivazione in pressione del diametro di 3,7 m è lunga 7,6 km e viaggia in sponda destra del torrente Spoel a valle della diga, fino al pozzo piezometrico della centrale di Ova Spin.

A valle della diga si trova la centralina per il rilascio del deflusso minimo vitale, essa è composta da 2 turbine francis della potenza di 1,2 MW cadauna.

Come raggiungere la diga
Dall’abitato di Livigno si seguono le indicazioni per il "Passo del Gallo" che costeggiando il lago di Livigno arriva in cima al coronamento della diga. Da Zernez seguire le indicazioni per Livigno/Val Munstair e arrivati in localtà Punt la Drossa percorrere il tunnel a pedaggio Munt la Schera, all’uscita di esso ci si ritroverà sul coronamento della Diga.

Libri e siti Internet
- Swissdams
- Wikipedia
- Gallery di Progetto Dighe