Ponte Racli

di



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La diga, insieme alle dighe di Ca’ Zul e Ca’ Selva, fa parte dell’impianto della Val Meduna (sottoimpianto di Meduno) e va ad alimentare la centrale omonima.
Essa si erge in comune di Tramonti di Sotto, sul torrente Meduna ed è posizionata per la maggior parte su di uno sperone roccioso, in sponda sinistra.
E’ su questa sponda che la diga è incastonata in una parte stretta della valle; in questa sezione, raggiunge l’alveo del T.Meduna.
La diga è nota per i suoi 3 caratteristici ponti ancestrali, di cui il più vecchio, viene talvolta sommerso dalle acque del bacino.

  • Stato:
  • Regione:
  • Provincia:
  • Corso d'acqua:
  • Condizione:
  • Uso:
  • Concessionario:
  • Ufficio periferico RID:
  • Tipologia dello sbarramento:
  • Anno Fine Costruzione:
  • Quota di massima regolazione[m s.l.m.]:
  • Altezza dello sbarramento[m]:
  • Lunghezza del coronamento[m]:
  • Volume della diga[103 x m3 ]:
  • Capacità invaso[Mm3]:
  • Quota autorizzata[m s.l.m.]:
  • Volume autorizzato[Mm3]:
  • Capacità nominale dell'impianto idroelettrico[MWh]:
  • Coordinate: N E

Vedi sullo SKYdam:


La diga è stata progettata dall’ing. Manfredini ed è stata costruita dalla società Caffaro Energia. per alimentare lo stabilimento industriale di Torviscosa, al fine di far fronte all’incremento della richiesta di energia da parte dello stabilimento industriale.

I lavori della costruzione della diga, iniziarono nel 1947, con la costruzione, sull’alveo del fiume, di un’avandiga a gravità massiccia avente rispettivamente l’altezza di 15,22 m.
In contemporanea, fu realizzato uno scarico provvisorio che servì, attingendo acqua dal piccolo bacino provvisorio creato dall’avandiga, a far rimanere asciutto il sito in cui erano in corso gli scavi delle imposte relative alla struttura dello sbarramento principale.
Con tale scarico il cantiere, posto a poche decine di metri da esse, poté rimanere asciutto e così fu possibile iniziare lo scavo delle imposte. Per proteggere il cantiere dall’acqua, venne costruito poi, a circa 180 m dalla zona dello scavo, una controdiga a gravità.

Così quando i lavori preliminari vennero portati a termine, nell’estate dell’anno stesso, si cominciò a costruire la diga, che venne ultimata alla fine del 1951, con il conseguente invaso. Il collaudo ebbe luogo nell’agosto dell’anno successivo.

La diga è del tipo a cupola ed ha un volume di 18000 m3; lo sbarramento ha un’altezza massima di 75,35 m (sull’alveo la diga ha un’altezza di 50,60 m) la lunghezza del coronamento è di 110,00 m.
Esso, è accessibile solo dal personale.
Sul paramento di valle dello sbarramento sono disposte ad intervalli irregolari 4 passerelle di servizio.
L’invaso creato della diga, ha un volume complessivo di 25 000 000 m3, la quota di massimo invaso è a quota 314,04 m.s.l.m., quella di massima regolazione è a quota 313,00, quella di massima regolazione è a 313,00, mentre quella minima è a quota 290,00 m.s.l.m..

La diga, possiede 2 scarichi, nel suo corpo:

Sfioratore

Lo sbarramento possiede una soglia sfiorante costituita da otto luci sagomate, aventi un’ampiezza totale di 50 m con ciglio a quota 313,40 m.s.m.
La portata massima esitata con invaso a quota 314,07 m.s.l.m., è di 62,00 m 3/s.

Scarico di esaurimento

E’ costituito da una tubazione metallica del diametro di 0,80 m incorporata nel tampone di fondazione con asse a quota 267,00 m.s.l.m..
E’ intercettata da una valvola a saracinesca.

Gli altri scarichi, sono:

Scarico di superficie

Lo scarico di superficie è ubicato in sponda sinistra ed è costituito da due ampi manufatti comprendenti ciascuno tre luci di scarico.
Le luci centrali sono presidiate da 4 paratoie a ventola con azionamento a bilanciere delle dimensioni di 10,00 m x 2,60 m e soglia a 310,40 m.s.l.m..
Due larghi scivoli in calcestruzzo opportunamente sagomati e a forte pendenza, convogliano le acque in 2 gallerie di deviazione a sezione circolare del diametro di 6 m per la restituzione al T.Meduna, circa 100 m a valle della diga.
La portata massima esitata con invaso a quota 314,07 m.s.l.m. è di 1078 m 3.

Scarico di fondo

Lo scarico di fondo è ubicato in sponda sinistra affiancato all’opera di presa.
La soglia è posta a quota 267,00 m.s.l.m. a cui fa seguito un tratto in galleria a sezione circolare del diametro di 4 m sino all’imbocco nella prima galleria di deviazione degli scarichi di superficie.
Per l’intercettazione sono installate immediatamente a valle dell’imbocco due paratoie piane in serie aventi luce netta di 3,00 m x 2,50 m con apertura ausiliaria per il riequilibrio della camera intermedia.
La camera di manovra delle paratoie coincidente con le opere di presa è contenuta nei locali è contenuta nella cabina di manovra e guardiania.
La portata massima esitata con invaso a quota 314,07 m.s.l.m. è di 180 m3/s.

Scarico sussidiario

E’ presente anche uno scarico sussidiario costituito da una condotta in calcestruzzo armato del diametro di 1,60 m con soglia dell’imbocco a quota 272,25 m.s.l.m. e scarico nella seconda galleria di deviazione degli scarichi di superficie.
Per l’intercettazione è istallata, immediatamente a valle dell’imbocco, una paratoia piana avente luce netta di 1,50 m x 1,50 m.
Il comando relativo è accessibile solo con quota dell’invaso minore a 285,30 m.s.l.m.

Cabina di derivazione

La cabina opere di presa è ubicata in sponda sinistra a monte della diga.
Nella cabina sono contenuti gli organi di comando della paratoia di intercettazione e delle 2 griglie mobili, delle 2 paratoie delle scarico di fondo, il quadro elettrico e di comando degli organi di derivazione, la cabina di trasformazione M.T./B.T., il gruppo elettrogeno di emergenza le apparecchiature di misura della quota di invaso e le apparecchiature di telecontrollo.

Opere di deviazione
La presa, con soglia a quota 283,00 m.s.l.m., è intercettabile con una paratoia a strisciamento avente luce utile di 2,5 m x 2,5 m protetta da due griglie a sacco sollevabili.
La galleria in roccia rivestita in calcestruzzo armato ha un diametro di 3,3 m per una lunghezza totale di 3500 m e termina nel pozzo piezometrico della centrale di Meduno.

Cabina di trasformazione
La cabina è ubicata all’interno dei locali di servizio diga ed è alimentata dalla linea di servizio a 10 kV.
Nella cabina è contenuto il trasformatore 10/0,22 kV 0,05 MVa, gli organi di protezione a sezionamento di linea, il gruppo elettrogeno di emergenza, il quadro elettrico genterale di distribuzione B.T..
Alla cabina pervengono le 2 linee 10 kV provenienti dagli impianti di monte (Chievolis) e di valle (Meduno) che possono essere opportunamente sezionate.

Cabina opere di scarico
Nella cabina, incorporata nell’opera dello scarico di superficie, sono contenuti gli organi di comando di tutti gli scarichi relativi.

Cabina di guardia
Nella cabina, ubicata in prossimità della diga, sono ubicati locali di servizio dell’operatore addetto alla sorveglianza.

Impianti elettrici
L’impianto elttrico utilizzatote a B.T. a 220 V trifase, sistema TN, è alimentato dalla propriacabina M.T./B.T. o, in emergenza, da un gruppo elettrogeno fisso ad avviamento automatico o manuale.

Comunicazioni
Sono disponibili due distinti collegamenti telefonici ed un collegamento con il ponte radio di servizio.

Trasmissione dati
E’ installato un sistrma di telecontrollo per i parametri principali dell’invaso.

Accessi
L’acceso alle opere è garantito dalla SS 552 del Passo Rest.


Come raggiungere la diga

Da Meduno(PN) si prosegue in direzione Redona(PN) con la SS552, dopo circa 4 km sulla sinistra appare lo sbarramento.
Sull’incrocio appena a monte della diga è presente uno spiazzo sul quale riescono a parcheggiare 4 o 5 auto. Nei dintorni della diga non vi solo altre valide alternative di parcheggio a breve distanza. Proseguendo per Redona a qualche decina di metri dalla diga ci sono gli scarichi di superfice a paratoia ben visibili dalla strada. Dalla diga di Ponte Racli si può raggiungere facilmente la diga di Cà Selva e quella di Cà Zul.

Riferimenti turistici

- Carta escursionistica: Tabacco n° 028

Ambiente e sport

Questa porzione di Friuli offre una flora molto varia.
Lungo i sentieri che attraversano i boschi e nei prati possiamo trovare: stella alpina, sassifraghe, papaveri, gigli, orchidee e la fragola.
E’ possibile praticare trekking ed un percorso interessante è quello che da Navarons risale la Val Tramontina, costeggiando il Meduna, fino alla diga di Redona.
Il sentiero, poi prosegue verso la Val Cosa e la Val d’Arzino.

Arte

Alcuni luoghi da segnalare:

- Maniago: nel paese, noto per le sue coltellerie si trovano, murati sulla facciata del Duomo di S.Mauro, frammenti scultorei databili attorno al sec. VIII°.

- Meduno: caratteristico il centro storico dominato dalla Chiesetta di S. Martino in Castello e le numerose dimore ornate dalle opere degli scalpellini locali.

- Navarons (frazione di Meduno): piccolo borgo rurale in cui avvenne il primo atto, ad opera dei patrioti mazziniani e garibaldini, che portò alla liberazione del Friuli dalla dominazione Austriaca.
Da vedere: la Chiesa di S. Pellegrino (XVI° sec.).

- Vivaro: in questo piccolo paese meritano una visita: ’Il mulino del Vivaro’, un antico mulino ad acqua completamente restaurato e funzionante, la ’Lataria’, costruzione in sasso a vista squadrato dagli scalpellini e, in località Basaldella, la ’Villa Cigolotti’ (1720 c.a.).

Artigianato

- A Maniago, (ne è l’indiscussa capitale) si possono acquistare coltelli , ma anche utensili per la cucina.

- A Cordenons, si segnala un tipico prodotto dell’artigianato locale: i ’folipi’, antichi zoccoli di legno oggi usati come ornamento per le mura esterne delle case Cordenonesi.

- Il Medunese, infine, è terra di abili scalpellini.

Gastronomia

Da assaggiare sono: il tipico dolce “Nidi d’ape”, la “Frittata alle erbe”, o le specialità a base di zucca come gli gnocchi o il “Pan cun la cavoce”; un pane antico e povero insaporito dal delicato gusto della zucca.
Merita una nota il ’Succo di mele’, caratteristica bevanda prodotta con pregiate ed antiche varietà di mele portate nelle Valli dagli emigranti Friulani di tutto il mondo.

Mostre e Musei

- Museo ’Casa Andreuzzi’
Casa natale del medico Andreuzzi allestita, con cimeli e documenti, per raccontare le vicende legate ai moti del Risorgimento.
Per info:
Comune di Meduno
Tel. 0427 86130

- Ecomuseo delle Dolomiti Friulane ’Lis Aganis’
Cellule ecomuseali in cui sono esposte le potenzialità del territorio attraverso tre percorsi: acqua, mestieri e sassi.
Tel. 0427 764425
Sito Internet: www.ecomuseolisaganis.it

A Vivaro:

- Museo Antiquarium
Raccolta di materiale dell’epoca Romana

- Fattoria didattica ’Gelindo dei Magredi’
Fattoria con percorsi e laboratori didattici per far conoscere il mondo rurale e la sua cultura.
Tel. 0427 97037
Sito Internet: www.gelindo.it

Eventi

- Navarons in Festa: poesia, teatro, musica e cinema a Navarons
- Festa del formaggio: presso l’ex centrale di Malnisio a Montereale Valcellina
- Settimana nazionale della cultura: sempre presso la centrale di Malnisio
(Date ancora da definirsi)

Dove mangiare:

- Locanda “al Lago”
Fraz. Redona, 1
Tramonti di Sopra
Loc. Chievolis
Tel. 0427 86145

- Antica Osteria “da Mattia”
Via R. Elena, 5
Tramonti di Sopra
Tel. 0427 869092

- Bus del Colvera
Borgo Fornasette , 1
Frisanco

Dove dormire

- Hotel Ristorante “da Romano” ***
Loc. Ponte Maraldi
33092 Meduno
Tel. 0427 86135

- Hotel Ristorante “Al Giardino” ***
Via Circonvallazione Nuova
33092 Fanna
Tel. 0427 86367

- Agriturismo “Alle Ruote”
Via Nuova 36-38
33092 Meduno
Tel. 0427 86367

- Fattoria "Gelindo dei Magredi"
(centro agrituristico e fattoria didattica)
Via Roma, 16
33099 Vivaro
tel. 0427 97037 cell. 335 7170808
www.gelindo.it

Numeri e link utili

- Associazione primi di Torviscosa
- Pordenone with love


info portfolio

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(pubblicato il Giugno 2010)