Ponte Cola o Valvestino

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  • Anno Fine Costruzione:
  • Quota di massima regolazione[m s.l.m.]:
  • Altezza dello sbarramento[m]:
  • Lunghezza del coronamento[m]:
  • Volume della diga[103 x m3 ]:
  • Capacità invaso[Mm3]:
  • Quota autorizzata[m s.l.m.]:
  • Volume autorizzato[Mm3]:
  • Capacità nominale dell'impianto idroelettrico[MWh]:
  • Coordinate: N E

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La diga di Ponte Cola è stata realizzata nella valle del torrente Toscolano in località Santa Maria al Valvestino, a circa 9 km dal suo sbocco nel lago di Garda. Il grande serbatoio della capacità teorica ( oggi limitata ) di 47,5 milioni di metri cubi alimenta la centrale di produzione e pompaggio di Gargnano sul Garda. Oltre alle acque del Toscolano vengono addotte al serbatoio anche quelle del torrente S. Michele tramite una presa e un canale di gronda che scarica a monte dell’invaso di Ponte Cola. Il Bacino imbrifero totale ( naturale più allacciato ) è pari a 121 km2

La diga è limitata alla quota di 470 m s.l.m. per disposizioni di carattere amministrativo, 33 metri al disotto della sua quota di progetto ( 503 m s.l.m. ) sacrificando quindi la maggior parte della sua capacità utile.

- Struttura della diga

La diga è del tipo ad arco a doppia curvatura alta 124 m, impostata sul pulvino e tampone di fondazione, a struttura arcuata simmetrica rispetto al piano verticale di mezzeria , coincidente col piano dei centri di curvatura degli archi. La diga presenta uno spessore alla base di 11.5 m e alla sommità di 6.5 m.

- Opere di scarico e di presa

- Scarico di superficie con una capacità massima di 192 3 situato in sponda destra e costituito da due luci con soglia di imbocco a quota 499 m s.l.m. protette da paratoie piane.

- Scarico intermedio costituito da una galleria a sezione circolare del diametro di 2.5 m lunga 130 m che sorpassa la diga in sponda destra.

- Scarico di fondo costituito da una galleria a sezione circolare del diametro di 2 m realizzato anche’esso in sponda destra capace della portata di 106 3.

è inoltre presente uno scarico di esaurimento realizzato all’interno del corpo diga, alla base della stessa, composto da due tubazioni metalliche.

L’opera di presa è situata a quota 432 m s.l.m. in sponda sinistra ed è realizzata da una struttura di calcestruzzo delle dimensioni di 10 x 6 m protetta da griglia metallica. La galleria di derivazione in pressione ha un diametro di 4.20 m ed è intercettata da una paratoia a strisciamento 166 m dopo l’opera di presa.

- Lavori di costruzione

Durante i lavori di costruzione che si sono protratti dall’estate del 1960 al 1962 la galleria dello scarico di fondo è stata utilizzata per deviare l’acqua del Toscolano fuori dalla zona di imposta della diga. Gli inerti per il confezionamento del calcestruzzo furono prelevati da una cava posta 4 km a monte della diga mentre l’impianto di betonaggio venne realizzato in prossimità della diga in sponda destra. Il calcestruzzo veniva postato in opera mediante due Blondin e una gru a Derrick con sbraccio di 60 m.

La diga venne realizzata dalla ex. società elettrica SELT - Valdarno ed è stata trasferita all’ENEL nel marzo del 1963 che è ancora l’attuale gestore. Progetto degli Ing. Franco Gulì e Giancarlo Ferratini, lavori di costruzione furono eseguiti dall’impresa CO.GE.FAR di Milano.


Riferimenti:
- ENEL - le dighe di ritenuta degli impianti idroelettrici italiani, Vol. 2 1977
- Le foto provengono dalla gallery di ProgettoDighe


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(pubblicato il 23 maggio)