Madesimo

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La diga di Madesimo è stata costruita dalla Ex Edisonvolta S.p.A (gruppo Edison) poi è stata trasferita all’Enel nel Marzo 1963 ed è stata ultimata dal "Centro Progettazioni Costruzioni Idrauliche e Civili" di Milano.
Il manufatto è stato progettato dall’Ing. Claudio Marcello con la collaborazione del Dott. Ing. Luigi Noé e del Dott. Ing. Gianpiero Oppizzi.
La direzione generale dei lavori di costruzione è stata, invece affidata al Dott. Ing. Renzo Ramicciotti coadiuvato, in tempi successivi, dagli ingegneri residenti Luigi Amistà e Riccardo Bevilacqua.
Lo sbarramento è stato creato alla finalità di regolare giornalmente i deflussi del torrente Scolaggia utilizzati nella centrale di Isolato, posta nei pressi della diga ad arco doppio omonima.
La costruzione della diga è stata affidata all’Impresa Peduzzi di Milano e S.A.C.C.I. di Cosio Valtellina per le opere murarie della diga, e per le iniezioni e i sondaggi alla Geotecnica di Milano.

La deviazione delle acque del torrente è stata effettuata in prima fase mediante la costruzione di un calale provvisorio per consentire l’esecuzione degli scavi fino alla q. 1 512,50 m s.l.m. e l’apertura dello scarico di fondo, e, in seconda fase, mediante l’opera suddetta.

Il volume degli scavi eseguiti sia per l’impostazione della diga che per la sistamazione delle sponde è stato complessivamente di 14 483 m3 di materiali, di cui 9 859 m3 in terreno e 4 624 m3 in roccia.

Gli inerti per la confezione del calcestruzzo sono stati prelevati dalla cava di Groppera di Madesimo, ad eccezione della sabbia che venne ricavatata da cave nell’alveo del fiume Mera.
Per il calcestruzzo di massa la composizione percentuale in peso degli inerti per m3 è stata di:

- Classe da 0 a 4 mm: 22% 481 kg
- Classe da 4 a 15 mm: 26% 566 kg
- Classe da 15 a 40 mm: 26% 566 kg
- Classe da 40 a 80 mm: 26% 566 kg

Per il calcestruzzo del paramento di monte è stata esclusa la pezzatura da 40 a 80 mm; le classi rimanenti hanno pertanto assunto le percentuali di: 30-35-35.
Il rapporto acqua-cemento è stato di circa 0,53.
E’ stato impiegato cemento ferrico pozzolanico tipo 600 con i seguenti dosaggi:

- 250 kg/m3 per il calcestruzzo di massa;
- 312 kg/m3 per il calcestruzzo del paramento di monte;
- 434 kg/m3 per le malte.

Il peso dell’unità di volume del calcestruzzo appena vibrato è risultato di 2 535 kg/m3 con percentuale di vuoti del 1%.
Durante i periodi di getto sono state prelevate #43 serie di provini di 20 x 20 x 20 cm da sottoporre alle prove di compressione e permeabilità, ivi comprese #29 serie per le prove ufficiali effettuate presso il politecnico di Milano.
I calcoli dell’errore quadratico medio e del coefficente di variazione per la serie completa dei provini prelevati con dosaggio di 250 kg di cemento per m3 di impasto, riferiti sia alle prove a 28 gg. di stagionatura, hanno dato i risultati qui riportati:

1) Resistenza media (kg/cm2):
- Stagionatura a 28 gg.: 279,70
- Stagionatura a 90 gg.: 375,70

2) Errore quadrato medio (kg/cm2):
- Stagionatura a 28 gg.: 40,54
- Stagionatura a 90 gg.: 53,56

3) Coefficente di variazione (%):

- Stagionatura a 28 gg.: 14,50
- Stagionatura a 90 gg.: 15,50

L’accesso alla diga avveniva tramite la deviazione della SS dello Spluga Pianazzo-Madesimo.

L’impianto di frantumazione degli inerti era ubicato nei pressi di una cava calcarea lungo il torrente Groppera, ad una distanza in linea d’aria di 500 m dalla diga.
L’impianto di frantumazione e classificazione degli inerti era a poche decine di metri di distanza dal piazzale della cava e veniva alimentato o da una pala caricatrice, oppure mediante autocarri ribaltabili a loro volta caricati con pala cingolata.
Il pietrame di cava veniva scaricato nella tramoggia di raccolta e da qui passava in una frantoio dove subiva una prima frantumazione. All’uscita da questo veniva diviso in due pezzature, di cui la più piccola veniva trasportata all’impianto di lavaggio e classificazione.
Questo impianto, al quale perveniva mediante lo stesso nastro anche la frazione trattata dal frantoio secondario, era costituito da vagli vibranti sovrapposti.
Il lavaggio, all’arrivo dell’inerte, avveniva mediante getti d’acqua apportunamente orientati.
Le tre classi ottenute, 5 - 15 mm, 15 - 40 mm e 40 - 80 mm erano raccolte nei sottostanti sili della capacità complessiva di 30 m3, mentre lo scarto veniva inviato alla discarica.
Il trasferimento degli inerti veniva effettuato con camion ribaltabili, caricati mediante il semplice spillamento del materiale dalle bocchette alimentatrici.
La sabbia da 1 a 5 mm veniva approvvigionata, come già accennato, dai depositi alluvionali del fiume Mera e Noviate di Mezzola con camion ribaltabili e direttamente scaricata nell’apposito silo dell’impianto di confezionamento del calcestruzzo.
Questo impianto era ubicato poco più a monte della sezione di imposta della diga (a circa 50 m dall’asse longitudinale) sul fianco sinistro della valle, fra la vecchia e la nuova SS Pinazzo-Madesimo.
L’impianto per il confezionamento era costituito da un gruppo di quattro sili, della capacità utile complessiva di 80 m3, per le quattro classi di inerti, da un silo per il cemento, dalla capacità di 800 quintali e da una betoniera del tipo a tamburo, capace di 0,40 m3 di resa utile.
Ciascun silo degli inerti era coperto da una tettoia ed era dotato, all’estremità inferiore, di un’apparecchiatura per il dosaggio realizzata mediante un recipiente collegato all’elemento mobile di una bilancia.
Il riempimento del recipiente avveniva con un comando volontario e si arrestava automaticamente tramite meccanismi connessi con l’asta mobile della bilancia.
Il materiale di ciascuna classe veniva successivamente scaricato su un nastro trasportatore che lo trasferiva alla betoniera dove contemporaneamente veniva scaricato per gravità per il cemento proveniente dai sili, dosato a peso con lo stesso sistema adottato per il dosaggio degli inerti.
Il cemento veniva trasportato mediante camion-cisterna ed immesso nei sili tramite sistema Klinger ad aria compressa.
La betoniera era del tipo a tamburo, l’impianto di dosaggio dell’acqua era fornito di dispositivo di blocco per lo scarico frazionato dell’acqua.
La distribuzione e la posa in opera del calcestruzzo avveniva a mezzo di una gru semovente di 60 m di altezza e sbraccio massimo di 40 m e minimo di 11 m con portata, in relazione alla lunghezza del braccio, di 660 kg e 400 kg.
La gru alimentava, mediante benne di capacità variabile, tutta l’area di getto interessata dalla diga propriamente detta, mentre i punti più lontani delle opere accessorie (canale fugatore dello scarico di superficie, casa dei guardiani, ecc.) sono stati impiegati sistemi manuali per la posa in opera del calcestruzzo.
Il volume complessivo del calcestruzzo posto in opera è stato di 8 237 m3; la massima produzione si è avuta nel Settembre 1962 con 1 987 m3, mentre la massima giornaliera si è avuta il 15 Settembre 1962 con 131 m3.

Le iniezioni di impermeabilizzazione sono state eseguite su due file di fori distanziati di 2 m, parallele fra loro e all’asse longitudinale della diga; i fori di ogni singola hanno interasse di 4 m e direttici parallele verticali.
Fra le due file sono stati eseguiti alternativamente dei fori di controllo inclinati di 45°.
I fori, per complessivi m 1 093,30, sono stati eseguiti a sonda a rotazione; i fori per le iniezioni di impermeabilizzazione sono stati #30 per le due file (I^ fase) per complessivi m 822,95, mentre i fori di controllo sono stati in numero di 16 per un totale di m 270,35 di perforazione.
La prima fase ha assorbito complessivamente quintali 468,65 di cemento con un’assorbimento medio pari a 0,57 quintali di cemento per metro di foro; la fase di controllo ha assorbito un totale di 63,90 quintali di cemento con un’assorbimento medio pari a 0,24 quintali di cemento per metro di perforazione.
La quantità di cemento iniettata è risultata quindi di 532,55 quintali, con un’assorbimento medio di 0,49 quintali di cemento per metro di foro.
Le iniezioni di consolidamento e di cucitura sono state eseguite per tutta l’estensione dell’imposta lungo due allineamenti quasi paralleli distanti 2 m l’uno dall’altro; lungo l’unghia di valle sono stati eseguiti #55 fori divergenti mediante sonda di rotazione del diametro di 45 cm; dal cunicolo di ispezione, mediante martello, sono stati eseguiti ulteriori 85 fori del diametro di 35 cm, pure divergenti.
In complesso, il consolidamento della roccia ha richesto m 305,29 di perforazione, di cui m 135,47 eseguiti con sonda di rotazione e m 169,82 con martello; sono stati iniettati 51,60 quintali di cemento con un’assorbimento medio di 17 kg di cemento per metro di foro.
Per le iniezioni di cucitura calcestruzzo-roccia furono eseguiti fori per uno sviluppo complessivo di 454,73 m di cui m 207,95 eseguiti con sonda e m 246,78 con martello, e vennero iniettati in totale 7,19 quintali di cemento.
I lavori di impermeabilizzazione e di risanamento della roccia comportano in complesso l’esecuzione di m 1 853,32 di perforazione e l’assorbimento di 591,34 quintali di cemento.

Geologia

Il serbatoio è stato realizzato sbarrando il torrente Scalcoggia poco a valle dell’abitato di Madesima e ricadeperlopiù su un complesso roccioso formato essenzialmente da gneiss micacei grigi denominati "gneiss di Tambò".
Il fondo roccioso è sepolto da masse di sfasciume morenico e depositi alluvionali.
I banchi gnessici sono ben distinti e si immergono verso Nord-Est con un’inclinazione media di 25° ad eccezione dell’estremità di monte del serbatoio dove l’inclinazioneè minore.
I livelli più elevati della serie mesozoica, che affiorano a monte dell’abitato di Madesimo, non sono interessati dall’invaso.
Il contatto tra gli "gneiss del Tambò" impermeabili ed i terreni della serie mesozoica, meno impermeabili, si immerge con debole inclinazione verso monte e non si abbassa comunque a quote inferiori a quella di normale ritenuta, assicurando per questo una buona tenuta al serbatoio.

Per quanto si riferisce alla zona della diga le condizioni geologiche sono più definite di quelle corrispondenti al resto dell’invaso.
La roccia infatti affiora sia nell’alveo del torrente, sia sulla sponda destra della valle, mentre risulta coperta dalla morana solo sul lato sinistro.
I banchi di gneiss grigi, minuti, che la compongono si immergono verso Nord-Est con un’inclinazione di circa 30°.
Sul fianco sinistro la roccia in posto fu preventivamente individuata a 12 m di profondità a mezzo di un cunicolo di indagine.
Per le caratteristiche di impermeabilità dello gneiss e per l’assenza di uno stato di frantumazione di rilievo fu possibile prevedere, per la zona di sbarramento, una buona tenuta.
Fu dato così parare favorevole per la realizzazione della diga in considerazione delle buone caratteristiche tecniche delle quali la suddetta formazione rocciosa era dotata in corrispondenza della stretta.

Descrizione della diga e delle opere accessorie

La diga che è del tipo a gravità ordinaria, ha un’andamento planimetrico rettilineo e si prolunga oltre la deviazione della strada Pinazzo-Madesimo fino ad incontrare la roccia in posto.
Essa è in calcestruzzo di cemento pozzolanico tipo 600 con due diversi dosaggi: 250 kg/m3 di impasto per il calcestruzzo di massa e 313 kg/m3 per il calcestruzzo del paramento di monte.
Il manufatto è dotato di sistema drenante costituito da canne verticali del diametro di 20 cm disposte alla distanza di 1 m dall’asse di riferimento della diga e all’interasse di 2 m.
Dette canne sono collegate inferiormente da un cunicolo di ispezione e raccolta drenaggi e longitudinalmente secondo l’andamento delle fondazioni.
I giunti di dilatazione, in numero di sette e posti alla distanza media di 12 m, sono protetti a monte da trave coprigiunto in calcestruzzo e pozzetto di drenaggio del diametro di 20 cm.
Tra la trave coprigiunto e il lamierino di rame vi è un pozzetto verticale che contiene materiale bituminoso nonché la resistenza elettrica per il riscaldamento del bitume.
Il giunto del paramento di monte fino al pozzetto di drenaggio ha andamento planimetrico rettilineo, mentre a valle del pozzetto di drenaggio presenta invece una convessità atta a garantire il contrasto fra i due conci adiacenti.
Il cunicolo di ispezione e raccolta drenaggi che corre, come già detto, longitudinalmente secondo l’andamento delle fondazioni è alto 1,90 me largo m 1,20, ad esso fanno capo, oltre alle canne di drenaggio, i pozzetti di scarico del bitume.

L’opera di presa è ubicata in destra idrografica a monte della diga; ha soglia a 1 513,35 m s.l.m. ed imbocco protetto da griglia.
Segue un tronco di invito alla galleria di derivazione; questa ha sezione circolare con diametro di m 1,75 e generatrice inferiore inizial e te a 1 514,00 m s.l.m.; ha una pendenza di 0,0055 ed alla progressiva 12,80 è intercettata da una paratoia piana di m 1,40 x 1,75 con soglia a m s.l.m. 1 513,95; la suddetta paratoia è manovrabile a mano dalla casa di guardia.

Le opere di scarico - che sono state ricavate esclusivamente sul corpo diga - sono costituite da uno sfioratore, uno scarico di esaurimento e da uno scarico supplementare atto ad alimentare la cascata di Pinazzo.
Essi hanno una portata complessiva di 289,57 m3/sec..

- Sfioratore: è ricavato nel concio #6 della diga, vicino alla sponda destra, con soglia a 1 521,00 m s.l.m., ed è costituito da una luce di m 12,00 con profilo di tracimazione sagomato in modo che la vena defluente risulti sempre aderente al paramento di scarico.
Quando il livello del serbatoio riggiunge il massimo invaso, esso può scricare fino a 189,10 m3/sec..
Il profilo di tracimazione è raccordato ad un canale fugatore della lunghezza di m 26,64 che accompagna l’efflusso in alveo.
La luce è sormontata da paratoia autolivellante a ventola di m 12,00 x 3,00.
L’abbatimento della paratoia inizia quando l’invaso raggiunge la q.1 524,10 m s.l.m.; esso può essere comandato anche dalla casa di guardia mediante un meccanismo dotato di elettropompa, di motopompa a nafta e di pompa a mano azionabile a sito.

- Scarico di esaurimento: ubicato nella zona centrale dello sbarramento con soglia a q.1 508,75 m s.l.m. è costituito da una galleria che attraversa il corpo diga, lunga m 9,60 e con pendenza del 9% ed ha una portata massima di scarico pari a 100,47 m3/sec..
Detta galleria ha sezione quadrata di m 2,60 di lato per il primo tronco della lunghezza di 4,00 m rivestito con lamiera metallica, segue un secondo tronco lungo m 5,60 con sezione di m2 7,66, base di m 2,60, volta superiore in calcestruzzo in getto e rivestimento sul fondo con bolognini di granito.
Lo scarico è intercettato a monte da una paratoia piana a strisciamento di m 2,60 x 2,60 azionabile dalla casa di guardia a mezzo di elettropompa e di benzopompa e in sito con pompa a mano.

- Scarico supplementare: è stato ricavato nel concio 3 della diga uno scarico supplementare per l’alimentazione della cascata di Pinazzo.
Esso è costituito da una presa a forma rettangolare di m 1,00 x 1,10 con asse a m s.l.m. 1 513,20 protetta da una griglia di ferro cui segue, con invito ad imbuto, una tubazione metallica del diametro di 35 cm incorporata nel getto; questa tubazione, sorpassando il cunicolo di ispezione, fa capo ad apposita camera di manovra della valvola regolatrice.
La valvola è del tipo Howell-Bunger ed è preceduta da una paratoia di chiusura manovrabile a mano, e, tramite un’automatismo elettromeccanico, assicura, l’erogazione costante di 200 l/sec.
L’apertura di detta valvola avviene manualmente in posto o automaticamente dalla casa di guardia.


Come arrivare alla diga

Arrivati all’abitato di Pietra bisogna procedere in direzione Nord da Via Pietra/SS36 verso Via Tini e continuare per 7 km seguendo quest’ultima SS.
Dopo avere percorso questa distanza bisogna fare un tornate per rimanere sulla suddetta Statale.
Dopo 220 m la SS36 fa una leggera curva e diventa SS36dir; da qui bisogna affrontare una galleria di 1 275 m che porta direttamente al paese di Scalcoggia.
Da qui bisogna attraversare il paese e continuare in direzione Madesimo.
Dopo quasi mezzo km la strada fa un tornante e passa davanti alla diga.
La strada poi continua per 110 m circa e arriva direttamente ad affiancare la diga, che, però, molto probabilmente (ProgettoDighe fin’ora non ha ancora visitato l’impianto) non possiede un coronamento accessibile.

Ambiente e sport

Madesimo si trova in Valchiavenna, un vero museo a cielo aperto.
Attrazione di spicco è la riserva naturale del Pian di Spagna e il Lago di Mezzola: una grande area molto umida che sorge in un luogo strategico tra l’Adda, il Lago di Mezzola e il Lago di Como
Nei parchi si può assaporare il gusto di rivivere la storia di questo meraviglioso scampolo d’Italia e volendo, è possibile superare i confini valicando i passi alpini.
Gli sport praticabili in questa area sono numerosi:
- Bici da strada e Mountain Byke con percorsi dedicati comodi ed interessanti come ’La piana di Chiavenna’ o ’La ciclovia di Val Bregaglia’
- Pesca sportiva: www.la-sorgente.eu / www.fishingclubmadesimo.com
- Trekking
- Canyoning
- Golf
- e molti altri........

Arte e cultura

La Valchiavenna può vantare un passato ricco di storia e tradizioni.
Numerosi sono i palazzi dalle ricche facciate, piazzette con splendide fontane ed eccezionali opere d’arte come:

- La Collegiata di San Lorenzo: con la chiesa, il battistero, il chiostro, la torre campanaria.
- Il Museo del Tesoro: vi sono raccolti gli oggetti sacri più preziosi: calici, abiti, quadri e volumi provenienti alle varie parrocchie della vallata.
- Il palazzo Vertemate Franchi: una delle più prestigiose dimore dell’area lombarda
- Il Mulino di Bottonera: rarissimo esempio di architettura industriale.
- Museo dei Palazz, a Campodolcino; esempio rilevante di dimora signorile.

Gastronimia

Alla base dei piatti tipici della Valchiavenna vi sono le carni, gli ottimi formaggi d’alpeggio e la farina.
La specialità più note, oltre alla bresaola sono:

- gli Pizzoccheri della Valchiavenna detti anche Gnocchetti della Valchiavenna: conditi con l’ottimo burro fuso prodotto localmente e mischiati con aglio e formaggio d’alpe.
- costine di maiale: sia cucinate ’alla piota’, o al cavé su pietra ollare.
- polenta taragna; farina gialla e nera con l’aggiunta di formaggio a pezzi.

Eventi

- ’Andèm a crot’
Percorso enogastronomico alla scoperta dei ’crotti’ (antiche cantine naturali)
In Agosto.
www.sagradeicrotti.it

Musei

- ’Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo’’
Percorso museale che vuol rappresentare la storia della Valle.
E’ ripartito in diverse sezioni: Cappella, Tabernae, Stüa Vegia.

Per info:
- Palazz-Frazione Corti
23021 Campodolcino (So)
tel: 0343 50628
e-mail: info@museoviaspluga.it

Dove dormire

- Hotel Residence ’Boscone’ ****
Via Per Motta 14
Madesimo (So)
Tel. 0343 53628

- Hotel ’La Meridiana’ ***
centrale, in zona pedonale.
Madesimo (So)
www.hotel-lameridiana.com

- Hotel Aurora
Tel. 0343 53628

- Hotel Crimea
Tel. 0343 34343

- Rifugio ’Bertacchi’
Cucina tipica, escursioni e palestra per arrampicate.
Lago d’Ermet
tel. 335 681 7062

Dove mangiare

- Ristorante ’Dogana vegia’
Costruzione che già nel 1600 ospitava la dogana del confine italo-svizzero.
L’ambiente è riscaldato da camini e illuminato a petrolio.
via Emet 19
23024 - Madesimo
tel. 0343 54082-3387499604
www.doganavegia.com

- Osteria Vegia
Via Cascata 7
Tel. 0343-53335
www.osteriavegia.it

- Ristorante ’Tec de l’urs’
_Madesimo
_tel. 0343 56187

- Ristoro ’Acquarela’
Madesimo
Tel. 335 258 462

- Ristorante La Genzianella
via Fracisio, 72
23021, Campodolcino (SO)
tel 034350154

Il commento di ProgettoDighe: questo ristorante, anche se un’attimo al di fuori della zona ’dighica’ è vivamente consigliato sia per l’eccelsa qualità dei piatti tipici (spettacolari i pizzoccheri della Valchiavenna) che per il prezzo molto contenuto. E’ vivamente consigliata la prenotazione in quanto il locale è piccolo e molto frequentato.

Recapiti utili

- Consorzio Turistico Valchiavenna
_Tel. 0343 33442 - Fax 0343 37361.
e-mail: consorzioturistico@valchiavenna.com,
Pro-loco Chiavenna Tel. e fax 0343 35327

- Ufficio turistico Madesimo
Tel. 0343 53015

Libri e siti Internet

- ENEL: le dighe di ritenuta degli impianti idroelettrici italiani - Vol. III, 1978
- Edipower - Impianto di Mese
- Madesimo
- Comune di Madesimo
- Wikipedia - Madesimo
- Informazioni sulla stazione sciistica di Madesimo
- www.valchiavenna.com


info portfolio

La diga scorta fra gli alberi da valle e dall'alto dalla spalla (...) La diga vista a invaso vuoto da monte a costruzione quasi ultimata La diga vista poco tempo dopo la sua ultimazione dall'alto La diga in costruzione vista da valle e dalla spalla sinistra La diga in costruzione: veduta generale degli impianti di cantiere e dei (...) Dettaglio della diga in costruzione La diga scorta da valle e dalla spalla sinistra nel suo complesso Lo scarico di superficie visto da monte Epitaffio a ricordo dei caduti sul lavoro Le opere di azionamento dello scarico di esaurimento con un livellometro (...) Scorcio della diga vista da monte Il piccolo bacino visto dalla diga

(pubblicato il Ottobre 2010)