Giaredo

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La diga di Giaredo fa parte dell’asta del Magra, insieme a quella di Rocchetta, va ad alimentare la centrale di Teglia. Si trova sul torrente Gordana nei pressi dell’abitato di Giaredo rientrante nel Comune di Zeri (MS).

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  • Anno Fine Costruzione:
  • Quota di massima regolazione[m s.l.m.]:
  • Altezza dello sbarramento[m]:
  • Lunghezza del coronamento[m]:
  • Volume della diga[103 x m3 ]:
  • Capacità invaso[Mm3]:
  • Quota autorizzata[m s.l.m.]:
  • Volume autorizzato[Mm3]:
  • Capacità nominale dell'impianto idroelettrico[MWh]:
  • Coordinate: N E

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La storia

La Società Acciaierie e Ferriere Lombarde Falck, subentrò, nel 1930, alla Società Forze Idrauliche Alto Magra, nel progetto, risalente al 1921, di costruzione di un gruppo d’impianti idroelettrici e di serbatoi per utilizzare il fiume Magra ed i suoi affluenti in prossimità di Pontremoli.
Scopo degli impianti era di fornire energia elettrica, sia agli stabilimenti siderurgici della Falck (ad integrazione di quella fornita dagli impianti alpini), sia alle Ferrovie dello Stato, in conformità ad un contratto stipulato nel 1930.
Il progetto fu poi modificato nel 1931 prevedendo la costruzione delle centrali di Teglia e Rocchetta e di tre serbatoi situati rispettivamente: sul fiume Magra a Molinello, con un invaso di 1.2 Mm3, sul torrente Gordana a Giaredo con 1.5 Mm3 e sul torrente Teglia a Rocchetta con 2.0 Mm3.
La diga di Giaredo, secondo questo primo progetto doveva avere un’altezza complessiva di 60.00 m e una lunghezza al coronamento di 220.00 m.
Tre distinti impianti dovevano, inoltre, esserecostruiti sul corso superiore del Magra, del Verde e del Gordana.
Per alimentare le Ferrovie la Falck installò inizialmente a Teglia delle macchine di conversione da 50 a 16 periodi, ed iniziò subito dopo la costruzione della derivazione dal Teglia e del relativo serbatoio di Rocchetta, per garantire l’autonomia della Centrale in caso d’interruzione della linea a 70 KV di collegamento con le centrali alpine, lunga ben 300 Km.
Il progetto fu poi ulteriormente modificato, riducendo l’altezza della diga di Giaredo, dove i rilievi geologici rivelarono gravi fatturazioni della roccia, da 60.00 a 27.50 m, con una capacità di soli 125000 m3 ed ampliando invece il volume di quello di Rocchetta da 2 a 5 milioni di m3.
Tutti i progetti della diga, furono redatti dall’Ing. Fabio Niccolai.

Descrizione della diga e delle opere accessorie

La diga di Giaredo è del tipo ad arco semplice, completamente tracimabile senza giunti a paramenti verticali ed ha un volume di 1850 m3.
La sua altezza, presso il punto più depresso delle fondazioni raggiunge i 27.40 m, mentre sul piano generale di fondazione, 25.60.
Il suo coronamento, non accessibile al pubblico, ha una lunghezza di 38.80 m e si sviluppa per 9 m rettilineamente sullo sfioratore in sponda sinistra.
Lo spessore, costante al disotto della soglia sfiorante, è di 2.15 m e alla base, 3.40.
Non sono istallate passerelle di servizio.
Le opere di scarico sono le seguenti:

- Sfioratore: è ricavato sia in roccia della sponda sinistra sia in corpo diga ed ha una lunghezza complessiva di 22.40 m, di cui 9.50 in roccia e in diga 12.90 m.
Quest’ultima sezione si suddivide in 5 luci di cui 4 di 2.00 x 1.80 m e una, posizionata sull’asse della chiave dell’arco, 0.50 x 2.00. Lo sfioratore ha una portata massima di 706 m3/s

- Scarico di esaurimento: attraversa il corpo diga e permette di svasare integralmente il serbatoio e di permettere il DMV, ed è costituito da una luce quadrata di 1.00 x 1.00 m ed è lungo 3.50 m che consente di dragare ciottolame di piccola dimensione accumulatosi nel bacino.
Esso è intercettato a monte da una paratoia piana azionata elettricamente. lo scarico di esaurimento ha una portata di 117 m3/s

L’opera di presa è installata in sponda destra ed è costituita da una bocca di 1.40 x 1.73 m rettangolare dotata di griglie a maglia piuttosto stretta alla quale segue una galleria di allacciameto di 1.20 x 1.50 lunga 1924 m dotata di una paratoia piana di 1.90 x 2.30 m che si immette poi nella condotta principale proveniente dalle traverse a monte di Marigola, Verde, Betigna e Pilacca avente un diametro di 2.30 m.

L’invaso creato dalla diga ha una capacità di 120000 m3 con un bacino imbrifero sotteso di 38.7 Km2.

Lavori di costruzione

I lavori di costruzione inizarono nel 1938 quando vennne costruita una piccola avandiga in muratura di pietrame, di 2.10 m di altezza e 5.50 di lunghezza, il cui materiale di costruzione venne ricavato in loco.
Annessa, è stata allacciata una galleria di derivazione di 0.80 m, scavata in sponda sinistra, senza rivestimento, lunga 93 m la quale trova sbocco a 79 m dal cantiere di scavo.
Ultimate queste due opere si iniziò a scavare le fondazioni e le imposte, i cui lavori vennero terminati in circa 8 mesi.
Così venne iniziata la costruzione della diga, che crebbe inizialmente di 14 cm/giorno. e, raggiunti i 12.18 m, di 26.
Il dosaggio di cemento ogni m3, invece, fu di 250 Kg.
Lo sbarramento venne ultimato il 28 Luglio 1941, ed il suo collaudo abbe luogo il 9 Febbraio dell’anno successivo.
Il calcestruzzo per la costruzione della diga è stato preparato da una stazione di betonaggio posta nei pressi della diga. Gli aggregati per il cemento venivano prelevati da una cava posta sulla riva sinistra del gordana a 1.5 Km a valle della diga, e trasportati alla stazione di betonaggio da una decauville. Il cemento veniva poi messo in opera con degli scivoli.
Il progetto e la direzione generale della costruzione furono curati dagli ingenieri Mario Scalabrini, Bernardo Tassi e Luigi Fizzero. Consigli tecnici G. Olberti e G. Dal Piaz per la geologia.

Come raggiungere la diga

Per raggiungere la diga, esisterebbe una piccola strada di accesso sterrata, ma è riservata all’ Edison.
Però, percorrendo gli stretti di Giaredo, è possibile arrivare al suo piede.
Ci sono sue modi per raggiungerla:

1) Dalla provinciale di Zeri, dopo alcuni tornanti, si prende a sinistra, in discesa, seguendo le indicazioni per Cavezzana Gordana; dopo poco, a un bivio, si deve prendere a destra, poi al successivo tornante, verso sinistra. Abbandonata la strada asfalta, si svolta a destra lungo una sterrata in discesa.
Continuare fino a un piccolo spiazzo, dove si può lasciare la macchina o procedere ulteriormente sino a raggiungere uno spiazzo più vasto.

2) Gli Stretti sono raggiungibili anche dal ponte sul Gordana (seguire la strada le indicazioni per Zeri, una volta usciti dall’autostrada) proprio davanti ad un grosso mobilificio (Sordi arredamenti), girare a destra verso Cavezzana Gordana.
Costeggiare il torrente e dopo aver superato un gruppo di case, vedendo sulla sinistra l’abitato di Cavezzana, abbandonare la strada asfaltata che sale a destra verso Dozzano e procedere diritti lungo una strada sterrata che va ricongiungendosi al percorso anteriore.
Una volta lasciata la macchina, scendere nel torrente e risalirlo, dopo un centinaio di metri si arriva all’entrata degli stretti di Giaredo.
Gli stretti si trovano in una zona esondabile e bisogna sempre porre molta attenzione.
Da qui basta continuare per 200-300 m circa per arrivare alla diga.


Libri e siti Internet

- ANIDEL - le dighe di rienuta degli impianti idroelettrici italiani; Vol. VI, 1953 diga n° 9
- Gallery di ProgettoDighe
- Diga di Giaredo
- Il Gordana e gli stretti di Giaredo
- Gli stretti di Giaredo
- Terre di Lunigiana: gli stretti di Giaredo


info portfolio

La diga vista dall'alveo del torrente Gordana. La diga scorta da monte nel 1986 dalla spalla destra con, in secondo piano, (...) Scorcio del coronamento della diga e dello sfioratore in roccia, con (...) Vista completa del paramento di valle della diga, con i suoi sfioratori e (...) Diga vista da monte Diga in corso di realizzazione vista da monte

(pubblicato il Ottobre 2011 — modificato il Giugno 2013)