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Le dighe - Ambiesta

pubblicato in — modificato nel

Condizione
Esercizio normale
Uso
Idroelettrico
Tipologia dello sbarramento
Ad Arco a doppia curvatura
Anno di costruzione
1959
Altezza dello sbarramento [m]
57,0
Lunghezza del coronamento [m]
144,6
Capacità invaso [milioni di metri cubi]
3,89

La diga dell'Ambiesta è il secondo sbarramento degli impianti del Tagliamento. Nel suo bacino confluiscono le acque provenienti dalla centrale di Ampezzo, dalle prese sul torrente Degano e dalla presa di Caprizzi. Lo sfruttamento delle sue acque avviene nella centrale di Somplago.

La diga si presenta come un'impianto di una media dimensione. Particolari interessanti sono il canale di scarico che passa sotto la casa del custode, la possibilità di vedere da vicino la sirena di segnalazione e la galleria con le prove dei materiali da costruzione. Questa galleria si trova sul lato destro della valle appena attraversato il coronamento.

Vediamo quindi la descrizione dell'impianto come presentata nel volume numero primo de Le dighe di ritenuta degli impianti idroelettrici italiani edito da ENEL nel 1974.

Dati caratteristici del serbatoio

Finalità

Regolazione settimanale giornaliera dell'energia producibile nella centrale di Somplago, dell'impianto Medio Tagliamento-Degano.

Ubicazione.

Nella valle del torrente Ambiesta, affluente di destra del Tagliamento, a circa km 3,5 dalla confluenza

Dati principali

Livello di ritenuta normale 484,00 m s.m.
Livello di massimo invaso 485,50 m s.m.

Capacità d'invaso:

  • complessiva 3,88 m3 x 106
  • utile 3,60 m3 x 106

Superficie del bacino imbrifero sotteso 9,065 km 2

Notizie geologiche

Serbatoio

La valle Ambiesta recide il gruppo montuoso di Verzegnis e confluisce sulla destra della valle del Tagliamento poco oltre il ponte di Tolmezzo. Il tratto di valle cho interessa il serbatoio attraversa un massiccio di dolomia principale (Trias superiore). La zona del serbaloio e soggetta a sismi.

Sezione di sbarramento

La stretta presenta una tipica forma a V, incisa per erosione nel massiccio di dolomia principale. La roccia affiora sul fondo della stretta e si lega in perfetta continuità sui fianchi: i banchi sono inclinati verso monte e solcati da un doppio sistema di fratturazioni, che non si estendono al di sotto di un modesto spessore. Nel suo insieme, la roccia dolomitica è sana e resistente per tutta l'altezza della sezione.

Indagini geognostiche.

Si sono effettuati sondaggi a perforazione sul fondo e sui fianchi, si sono aperti cunicoli di sondaggio, si è effettuata la misura del modulo elastico della roccia con cunicoli e con rilievo geosismico.

Caratteristiche della diga

Tipo

La diga è del tipo ad arco, a doppia curvatura. La struttura a cupola, delimitata da un giunto perimetrale, è simmetrica rispetto al piano verticale di mezzeria.

Dati geometrici principali

Altezza del piano di coronamento (a q. 486,50) :

  • sul punto più depresso della fondazione 58,63 m
  • sul piano dell'alveo a valle 56,00 m

Franco rispetto al piano di coronamento:

  • sul livello di ritenuta normale 2,50 m
  • sul livello di massimo invaso 1,00 m

Sviluppo del coronamento 144,64 m
Corda massima ( a 480,50 m s.m.) 117,75 m

Raggio di curvatura planimetrica:

  • dell'arco a 484 m s.m. 74,07 m
  • dell'arco a 437 m s.m. 48,00 m

Spessore in chiave:

  • in sommità 1,798 m
  • alla base 5,521 m

Volume della diga 28 734 m3

Struttura dell'opera

La piastra arcuata è caratterizzata da linee d'imposta grossolanamente proiettate in orizzonmtale secondo due segmenti di cerchio. Gli archi elementari di cui la si può idealmente seziona su piani orizzontali, che corrispondono a reali elementi di tracciamento, sono a spessore variabile dalla chiave alle imposte: in prossimità delle imposte il raggio d'intradosso è stato leggermente diminuito per una migliore centralizzazione della linea delle pressioni. Sono pure gradualmente variabili, lungo l'altezza, lo spessore in chiave, il raggio di curvatura degli archi elementari e la loro apertura angolare. La piastra curva è appoggiata, attraverso il giunto perimetrale al pulvino di imposta, di spessore alquanto maggiore, il quale si prolunga con graduale raccordo nel tampone di fondo che chiude la parte inferiore della stretta. Il giunto perimetrale è sagomato leggermente a culla risalente da monte verso valle. La struttura arcuata è suddivisa in conci verticali dello sviluppo medio in asse di 10 m, mediante giunti radiali di costruzione che si staccano perpendicolarmente dal giunto perimetrale e terminano verticalmente al coronamento. Il coronamento della diga, sagomato secondo il profilo della lama stramazzante, è sfiorante nella sua parte centrale, e su di esso corre una passerella pedonale in calcestruzzo armato sostenuta da 26 pile radiali, a distanza d'asse di m 4,46. La lama sfiorante cade a distanza dal piede del tampone grazie alla curvatura verticale della piastra ed alla sagomatura dell'arco di cresta. La diga è in calcestruzzo con dosaggio di 250 kg/m3 di cemento ferrico pozzolanico, con aggiunta di plastificante (Frioplast) in ragione di 0,5% del peso del cemento. I paramenti sono muniti di una leggera armatura incrociata per l'assorbimento degli sforzi corticali. Il giunto perimetrale è fortemente armato. I giunti di costruzione sono stati sigillati con iniezioni cementizie non appena raggiunto un opportuno regime termico.

Verifica statica

La verifica statica è stata eseguita considerando la struttura formata da archi orizzontali indipendenti, soggetti al carico idrostatico, alle azioni termiche ed al ritiro, applicando la teoria dell'elasticità all'arco incastrato alle imposte, trascurando il peso proprio e le sottopressioni. E' stata poi verificata la stabilità della mensola centrale, considerata come elemento di cupola di rotazione di piccolo spessore; è stata pure eseguita la verifica delle mensole, considerate indipendenti e soggette al peso proprio corrispondente alle varie quote raggiunte con i getti. E' stata infine effettuata la verifica a serbatoio vuoto, considerando la cupola resistente o meno alla trazione. In tutte le determinazioni è stata introdotta la considerazione dell'elasticità della roccia d'imposta.

Le sollecitazioni massime calcolate con la teoria dell'arco elastico, per archi indipendenti, sono risultate:

  • a serbatoio pieno: 56,5 kg/cm2 di compressione;
  • a serbatoio vuoto: 3,8 kg/cm2 di trazione.

E' stato inoltre effettuato un calcolo di verifica alle sollecitazioni dovute ad azioni sismiche, sia sussultorie che ondulatorie, un calcolo complementare nell'ipotesi di dislocamenti relativi alle due sponde per la determinazione degli spostamenti massimi ammissibili, ed infine è stata esaminata la possibilità di azioni idrodinamiche (teoria di Westergaard) che sono risultate di limitata importanza relativamente alle altre azioni esaminate. Per tutte le sezioni della diga sono stati correlativamente tracciati i diagrammi degli sforzi nelle varie ipotesi assunte.

Sono state effettuate prove statiche su modello in scala 1:50, sia per la determinazione degli sforzi sotto carico normale che ad oltranza.

I risultati delle prove statiche diedero una compressione massima di circa 30 kg/cm2 negli elementi orizzontali e una trazione massima di circa 7 kg/cm2 negli elementi verticali. Il collasso del modello nella prova ad oltranza avvenne applicando un carico pari a 11,4 volte il carico normale. Vennero infine eseguite prove dinamiche, per valutare gli effetti di azioni sismiche ondulatorie e sussultorie, con modello collocato sullo speciale tavolo vibrante, e spingendo le prove stesse fino al collasso del modello.

Opere di scarico

Le opere di scarico comprendono lo scarico di superficie, il ciglio sfiorante della diga, lo scarico di fondo e lo scarico di esaurimento.

Scarico di superficie.

E' ubicato in sponda sinistra, ed è costituito da un canale a scivolo con soglia alla quota 481,00 m s.m., il quale immette in una galleria a superficie libera, a sezione a tre centri, alta 5,00 m, della lunghezza di 154 m e con pendenza 0,5%. La soglia è sormontata da una paratoia a ventola automatica, della luce di 8,00 m e con altezza di ritenuta di 3,00 m.

Soglia sfiorante in fregio al coronamento.

E' costituita dal tratto centrale dell'arco di cresta, reso tracimabile alla quota 484,00 m s.m. (livello di ritenuta normale), per uno sviluppo complessivo netto di m 27,76, comprendente sette luci ciascuna di m 3.965.

Scarico di fondo.

E costituito da una galleria a sezione circolare del diametro netto di m 2,50, corrente in sponda sinistra: la lunghezza della galleria è di m 200,16; a m 95,83 è intercettata da due paratoie piane in serie a comando oleodinamico di m 1,50 x 1,20, che possono essere manovrate a mano in caso di emergenza.

Scarico di esaurimento.

Una tubazione del diametro di m 1,20, che attraversa il tampone, permette di effettuare lo scarico della parte di invaso che resta al di sotto della soglia dello scarico di fondo. Lo scarico è protetto all'imbocco da una griglia fissa in calcestruzzo armato ed è chiuso con due paratoie piane, una all'imbocco a monte, l'altra allo sbocco a valle.

Portata delle opere di scarico:

con ivaso a 485,50 m s.m. - livello massimo invaso)

  • Scarico di superficie laterale 72 m3/s
  • Scarico sfiorante in fregio al coronamento 120 m3/s
  • Scarico di fondo 48 m3/s

Totale 240 m3/s
Per km2 di bacino direttamente sotteso 26,5 m3/s

La manovra dello scarico di esaurimento può essere effettuata con livello del serbatoio non superiore alla quota 450 m s.m., ed in tale condizione la portata max scaricabile è di 19 m3/s.

Opera di presa.

E in sponda destra, immediatamente a monte della diga, e consta di un primo tratto di galleria con sezione a tre centri alta 8 m, la cui luce di imbocco è protetta da un griglione fisso, inclinato di 0,5 sull'orizzontale, con luce netta fra le barre di 12 cm. Alla progressiva 56 la galleria si biforca e le diramazioni hanno sezioni circolari del diametro di m 5,15 e m 4,40, una per la prima fase di installazione del macchinario in centrale, l'altra per una successiva fase di ampliamento.

All'inizio della galleria di prima fase (diametro m 5,15) è installata una griglia sollevabile entro un pozzo verticale alto 40 m; 2 paratoie in serie di m 5,15 x3,50 intercettano la stessa galleria. I comandi delle paratoie sono centralizzati in cabina in sponda sinistra dove è installato anche un gruppo elettrogeno di riserva. La galleria destinata alla seconda fase (diametro m 4,40) è stata scavata soltanto per una lunghezza di circa 30 m e quindi otturata con tampone di calcestruzzo.

Notizie sulla costruzione

Opere di deviazione.

Il torrente fu deviato nella galleria successivamente sistemata come scarico di fondo mediante una avandiga costituita da un arco sottile di calcestruzzo.

Scavi di fondazione.

Gli scavi per le imposte e per il tampone di fondazione, per un volume totale di 53 697 m3, furono eseguiti a cielo aperto a partire dall'alto, ed i materiali di risulta furono trasportati a discarica a valle della diga.

Calcestruzzi.

Gli inerti provenivano da una cava in materiale alluvionale, aperta nel letto del Tagliamento, lavati, vagliati ed in piccola parte frantumati e macinati per l'integrazione delle frazioni mancanti della curva granulometrica stabilita. La loro estrazione veniva eseguita con escavatori ed il trasporto all'impianto di preparazione del calcestruzzo, dove i materiali erano lavati e selezionati, avveniva con autocarri.

La composizione del calcestruzzo fu la seguente:

Tipo kg/m3 %
Cemento ferrico-pozzolanico 250 10
Sabbia naturale 0,1-4,8 mm 450 18
Sabbia di frantumazione 0,1-4.8 mm 275 11
Ghiaietto 4,8-16,0 mm 450 18
Ghiaia 16,0-40,0 mm 450 18
Ghiaia naturale 40,0-80,0 425 17
Pietrisco frantumato 40,0-80,0 mm 200 8

Totale 2500 kg/m3

Il contenuto di acqua fu di 105 l/m3, il cemento era del tipo ferrico-pozzolanico, con contenuto di pozzolana di circa il 35%; fu aggiunto plastificante nella proporzione dello 0,5% del peso del cemento. Le prove eseguite su provini cilindrici (d = h = cm 25) diedero una resistenza media a 90 giorni pari a 384 kg/cm2.

Installazioni di cantiere.

La lavorazione degli inerti consisteva essenzialmente in operazioni di selezionamento e di lavatura, data la composizione naturale del materiale di cava, con frantumazione delle frazioni eccedenti. Il materiale di cava veniva accumulato in sili di muratura coperti, ricavati sul fianco destro della stretta, poco a valle della diga, dai quali poi passavano all'impianto di vagliatura e frantumazione sovrastante l'impianto di betonaggio. Il cemento era trasportato con autobotti dalla cementeria di Vittorio Veneto e accumulato entro un silo metallico.

La dosatura degli inerti avveniva a peso.

Il calcestruzzo, preparato in due betoniere da 1 m3, veniva caricato su benne tronco-coniche da 2 m3 e deposto in opera a mezzo di due derricks, dei quali uno aveva lo sbraccio di 60 m, l'altro di 30 m. Si provvedeva alla vibrazione con vibratori elettrici a mano.

Lavori di impermeabilizzazione.

Lo schermo di tenuta è costituito da una doppia cortina di iniezioni, che raggiungono una profondità massima di poco più di 30 m; lo schermo è esteso alla sponda destra mediante iniezioni, da un cunicolo della lunghezza di 20 m, collegate con raggera di fori eseguiti dalla galleria di presa; ed in sponda sinistra lo schermo è collegato con raggera di fori eseguiti dagli scarichi di superficie e di fondo. Furono effettuate anche iniezioni di consolidamento della roccia di imposta, appena ultimati gli scavi, ed iniezioni di cucitura fra calcestruzzo e roccia. In tutte le iniezioni la miscela tipo era costituita da 50 kg di cemento, 100 kg di acqua e 2% di plastificante. Furono perforati in totale 2 356 fori per uno sviluppo complessivo di 3 046 m, iniettando in totale 7840 q di cemento, con un assorbimento unitario di circa 26 kg/m. Si provvide alla iniezione dei giunti di costruzione e perimetrale attraverso tubi di cemento-amianto da 50 mm che arrivano fino ad una scatola in calcestruzzo posta a filo del giunto.

Osservazioni sistematiche e saltuarie

Temperature.

La temperatura ambiente viene registrata in una stazione termografica situata presso la diga, e da un termometro sul paramento a valle; quella dell'acqua da un termometro sul paramento a monte, quella del calcestruzzo e della roccia da 18 termometri singoli e da 28 termometri incorporati negli altri apparecchi di misura.

Sismi.

E' installata una stazione sismografica per il rilievo continuo dei sismi.

Spostamenti.

E disposta una rete di triangolazione, collegata alla rete di triangolazione generale dell'impianto che copre l'intera estensione spondale del serbatoio e si raffittisce attorno alla diga, ed una rete di livellazione di precisione. Gli spostamenti sono controllati attraverso misure saltuarie della rete di triangolazione, e collimazione di 5 mire mobili secondo due allineamenti.

Deformazioni.

Le deformazioni sono misurate mediante 16 termoestensimetri a rosetta di 4 strumenti, di cui uno campione, disposti in piani tangenziali in prossimità del paramento a monte e a valle, nella mensola centrale e nelle spalle. I movimenti del giunto perimetrale sono misurati con 12 termodilatometri. Le rotazioni della mensola centrale sono misurati mediante 3 clinografi.

Notizie sull'esercizio

Comportamento generale.

Il comportamento della diga è stato pienamente soddisfacente. Con l'invaso si verifica una perdita di qualche litro al secondo, in corrispondenza alla fiancata destra circa 150 m a valle della diga, perdita che non è stato possibile intercettare: probabilmente essa deriva da un sistema idrico distante dalla diga, connesso anche a sorgenti naturali che ne aumentano sensibilmente la portata in periodi di pioggia.

Personalia

La diga è stata realizzata dalla ex SADE - Società Adriatica di Elettricità - ed è stata trasferita all'ENEL nel marzo 1963.

Progetto e direzione generale della costruzione.

Dott. Ing. Carlo Semenza, con la collaborazione del Dott. Ing. Nino A. Biadene, del Dott. Ing. Luciano Di Brai e del Dott. Ing. Uberto Capra.


Come raggiungere la diga

La diga dell'Ambiesta è un'attimo "nascosta" e non è facile trovarla, però la strada per raggiungerla non è difficile ed è ben percorribile.

Da Tolmezzo (UD) si prende la strada statale 50 in direzione est. In seguito si solta a destra prendendo Via Val d'Arzino, la strada a questo punto attraversa il fiume Tagliamento passando su di in lungo ponte. Appena attraversato il ponte si imbocca la strada provinciale 1 svoltando sulla destra in direzione Chiaulis-Intissans. Una volta giunti a Chiaulis proseguire verso sinistra in direzione Intissans-Chiaicis. Dopo Intissans la strada prosegue per poco più di un chilomentro fino a giungere all'abitato di Chiaicis. A questo punto bisogna prestare attenzione. Poco prima di entrare nell'abitato sulla sinistra c'è una strada. Questa strada è abbastanza stretta e potrebbe essere scambiata per la strada d'ingesso di alcune case. Imboccare questa strada e proseguire per circa 0.5 chilomentri fino a raggiungere la diga.

Altra strada per raggiungere la diga arriva da Villa Santina (UD). Proveniendo da Ampezzo ed andando in direzione Tolmezzo, sulla strada statale 52, poco dopo l'abitato di Villa Santina si imbocca la strada sulla destra. Sull'incrocio c'è l'indicazione per Verzegnis. Nei pressi dell'incrocio si possono vedere chiaramente delle condotte forzate che costeggiano la strada da imboccare. Da li si continua per la strada provinciale 72 attraversando uno stretto e pittoresco ponte e si continua diritti arrampicandosi per il colle. Al primo incrocio, posto poco prima dell'abitato di Villa si prende la strada sulla destra in direzione Chiaicis e si prosegue fino a raggiungere il paese. A questo punto bisogna svoltare a destra per via Vittorio Veneto. Se si prosegue diritti la strada arriva fino a Clauzzetto. Dopo aver svoltato, si attraversa il paese e ci si ritrova sulla stessa strada che arriva da Tolmezzo. Una volta usciti dal paese si svolta a destra e si raggiunge la diga.

La strada che arriva da Villa Santina è turisticamente più interessante a causa dello stretto ponte a dorso di mulo e dal fatto che si riescono a vedere le condotte che portano acqua dalle prese sul torrente Degano alla condotta principale che parte dalla centrale di Ampezzo e dalla presa di Caprizzi fino al lago di Verzègnis.

Bibliografia

Elvis Del Tedesco

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+39 340 2905384

Nasce a Pordenone il 11/02/1979, frequenta l’istituto tecnico industriale J.F. Kennedy di Pordenone, dove consegue il diploma di perito informatico. In seguito frequenta il corso di laurea in Ingegneria Informatica presso l’università degli studi di Padova.

Attualmente impegnato presso Generali Business Solutions.

E’ appassionato di fotografia, tecnologia, cultura del periodo delle guerre mondiali e del dopoguerra nelle zone del triveneto.

Nel 2005 fonda ProgettoDighe e attualmente si occupa di tutte le attività tecnologiche e della gestione sia amministrativa che dei contenuti dello stesso.