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ProgettoDighe Il punto di riferimento per gli appassionati di dighe, centrali idroelettriche e opere idrauliche.

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Il progetto "Grande Vajont"

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IntroduzioneOggigiorno in molti conoscono la vicenda della diga del Vajont, grazie soprattutto allo spettacolo di Paolini e al film di Martinelli. Diviene imperativo quindi ricordare e portare rispetto alle vittime della tragica ondata della sera del 9 ottobre 1963. In questo sito, però, si cerca di valutare gli impianti idroelettrici dal punto di vista tecnico, abbandonando per un istante le implicazioni di carattere etico/umano, immancabili in opere di queste dimensioni. Dal punto di vista tecnico, qualora si voglia discutere sull'intero sistema idraulico costruito attorno al fiume Piave, non si può fare a meno di dedicare del tempo per l'impianto del Vajont, poichè esso avrebbe dovuto rappresentare il cuore di tutto il sistema, una riserva pressochè inesauribile di acqua, e quindi di energia idroelettrica.

Vajont

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La diga del Vajont è nota in tutto il mondo a causa della frana del 9 ottobre 1963. Oltre a questo è la quinta diga più alta del mondo e la seconda ad arco. La sua triste storia è lunga e complessa quindi è stata posta su di una pagina a se stante: Il progetto Grande Vajont.

Antonio Pitter - Malnisio (PN)

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Alla fine dell'ottocento l'Ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile Aristide Zenari, durante un sopralluogo per realizzare la strada per collegare i paesi della valle del Cellina alla pianura, ebbe l'intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica. I lavori di costruzione della Centrale idroelettrica di Malnisio ebbero inizio nel marzo 1900, sotto la direzione dell'Ingegner Zenari per la parte idraulica e civile, e dell'Ingegner Antonio Pitter per la parte elettromeccanica.

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Alcuni cenni storici: le prime dighe italiane

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L’Italia, data la situazione idrologica caratteristica, è stato un territorio impegnativo da sfruttare ma sfruttato sin da secoli fa. Si riassumono di seguito alcuni impianti di cui è rimasta traccia storica: Diga di Cento in provincia di Ravenna: lo scopo era quella di utilizzare la forza motrice idraulica per movimentare mulini per l’industria dell’epoca (macine, fabbri, tessitura). Così Domenico Malatesta progetta e costruisce sul fiume Savio, attorno al 1450, una diga a gravità, tracimabile, realizzata in mattoni e malta.

I serbatoi

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Un serbatoio artificiale (lago, bacino), può essere realizzato per scopi diversi; normalmente la creazione di un serbatoio si ha per fini energetici, ovvero per produrre, tramite turbina e generatore, energia elettrica. Altri fini sono quello per irrigazione o quello per laminazione delle piene. Accade che a volte un serbatoio artificiale è progettato per far fronte a tutte tre le richieste. Le caratteristiche di un serbatoio sono legate al range di tempo all’interno del quale sono in funzione (per i sopraccitati fini).

Dove costruire una diga

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Il luogo dove s’intende costruire una diga di ritenuta ed il relativo serbatoio deve essere attentamente studiato ed analizzato, in quanto deve tener conto di alcuni fattori naturali, tra cui quelli geologici. Tali fattori si possono riassumere in: condizioni di permeabilità della zona d’invaso condizioni di permeabilità della soglia sulla quale si imposterà la diga solidità del substrato di fondazione dello sbarramento Le condizioni 2) e 3) possono essere assunte come meno ponderanti, in quanto i terreni nelle adiacenze della diga sono aree ristrette ben localizzate che sono risanate, impermeabilizzate e stabilizzate con iniezioni di cemento; la permeabilità dei terreni della zona d’invaso, invece, deve essere già buona in partenza, in quanto non è economicamente possibile trattare aree troppo estese.

Impianti idroelettrici. Progettazione e costruzione. Aspetti geologici e geotecnici - Tecnologie - Dimensionamento - Materiali di Maurizio Tanzini

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Titolo: Impianti idroelettrici. Progettazione e costruzione. Aspetti geologici e geotecnici - Tecnologie - Dimensionamento - Materiali Autore: Maurizio Tanzini Editore: Dario Flaccovio Editore s.r.l. Pagine: 416 Anno: ottobre 2008 Prezzo (di copertina): 42,00 Euro Lo sfruttamento di una risorsa naturale da parte di una società pubblica, quindi con un beneficio economico che ricade sulla comunità locale, ha certamente un effetto di valorizzazione della risorsa agli occhi della popolazione e quindi ne stimola il rispetto e la cura.

Cos'è ProgettoDighe?

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Il "Progetto Dighe" nasce nel 2005 dopo anni di ricerche per trovare delle informazioni tecniche sulle dighe e sulla loro costruzione. Questi lunghi anni di informazione hanno portato alla constatazione che sull'argomento dighe ben poco si trova nella rete e che quel poco che si trova è tutto sotto la voce Vajont oppure su infruttuose discussioni sul fatto che le dighe devastano l'ambiente e il territorio. Il problema principale di questo, è che del Vajont si parla sempre della tragedia di cui oramai tutti conoscono le conseguenze, ma poco o niente si è detto sul capolavoro causa di tutto.