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Gli ultimi aggiornamenti

Impianto idroelettrico di Corenno (LC) - Intervento di abbassamento della diga Pagnona con classificazione tra le opere di competenza Regionale

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Nella fase preliminare del progetto sono state analizzate le diverse possibilità che rispondevano a questi obiettivi e che andavano dall’incremento di volume della diga, mantenendo l’attuale livello di massima regolazione, alla riduzione del livello di invaso, mantenendo in questo caso la geometria della diga (o almeno parte di essa). Le valutazioni economiche effettuate, tenendo conto dei costi di costruzione ma anche dei minori ricavi per la perdita di volume utile invasato, hanno portato alla scelta di ridurre il livello di invaso, abbassando la quota di sfioro e mantenendo la parte nferiore della diga nelle condizioni attuali. L’abbassamento proposto in progetto, con la modifica alla geometria che questo omporta, è superiore a quanto strettamente necessario per adeguare la diga ai parametri di stabilità prescritti dalla normativa attuale. E’ stato però scelto di limitare comunque l’altezza massima della diga a 15 m, in modo di declassarla dalla attuale condizione di opera iscritta al R.I.D. e far rientrare l’opera tra gli sbarramenti minori di competenza regionale, secondo la casistica prevista dalla L. 584/1994. I lavori in progetto non determinano modifiche allo stato dell’alveo e delle sponde del bacino. L’intervento descritto di seguito è quindi finalizzato al raggiungimento degli scopi sopra enunciati. Il progetto è stato redatto secondo le indicazioni della Legge Regionale n. 8/1998 e del D.M. LLPP del 24 marzo 1982.

Vajont

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La diga del Vajont è nota in tutto il mondo a causa del disastro del 9 ottobre 1963. Al momento della sua costruzione era la diga più alta del mondo, adesso è la seconda più alta d'europa, la ottava al mondo.

La vecchia Strada della Valcellina a cura di Luigini Zin

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Titolo: La vecchia Strada della Valcellina Autore: Luigini Zin Editore: Cooperativa S.T.A.F. Pagine: 69 Anno: 1999 Prezzo (di copertina): 9,29 Euro La stretta gola, incisa dal torrente Cellina tra Barcis e Montereale, è stata interessata, agli inizi del ‘900, dai lavori per la realizzazione di uno dei primi impianti idroelettrici di tipo industriale. La strada utilizzata per la costruzione di queste opere, prolungata fino alla località Molassa e collegata alla viabilità interna alla valle, divenne nel 1906 il primo collegamento carrozzabile tra la Valcellina e la pianura.

Il progetto "Grande Vajont"

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IntroduzioneOggigiorno in molti conoscono la vicenda della diga del Vajont, grazie soprattutto allo spettacolo di Paolini e al film di Martinelli. Diviene imperativo quindi ricordare e portare rispetto alle vittime della tragica ondata della sera del 9 ottobre 1963. In questo sito, però, si cerca di valutare gli impianti idroelettrici dal punto di vista tecnico, abbandonando per un istante le implicazioni di carattere etico/umano, immancabili in opere di queste dimensioni. Dal punto di vista tecnico, qualora si voglia discutere sull'intero sistema idraulico costruito attorno al fiume Piave, non si può fare a meno di dedicare del tempo per l'impianto del Vajont, poichè esso avrebbe dovuto rappresentare il cuore di tutto il sistema, una riserva pressochè inesauribile di acqua, e quindi di energia idroelettrica.

Antonio Pitter - Malnisio (PN)

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Alla fine dell'ottocento l'Ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile Aristide Zenari, durante un sopralluogo per realizzare la strada per collegare i paesi della valle del Cellina alla pianura, ebbe l'intuizione, rivoluzionaria per quel periodo, di sfruttare le acque del Torrente Cellina per produrre energia idroelettrica. I lavori di costruzione della Centrale idroelettrica di Malnisio ebbero inizio nel marzo 1900, sotto la direzione dell'Ingegner Zenari per la parte idraulica e civile, e dell'Ingegner Antonio Pitter per la parte elettromeccanica.