Un impianto idroelettrico tra Cormons e Gorizia.

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colomber
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Un impianto idroelettrico tra Cormons e Gorizia.

Messaggio da colomber »

Di questo progetto, rimasto sulla carta, ho trovato solo un indizio in rete, su "LUCINIS", un giornale pubblicato congiuntamente da alcune associazione di Lucinico, un quartiere di Gorizia:

"LUCINIS - Numero unico (37) Anno 2012
L’AMBITO DEL PREVAL: una storia di uomini, acqua e terra


IL PROGETTO DEL BACINO ARTIFICIALE

Nei primi anni ‘930 venne programmato anche un altro intervento che avrebbe potuto incidere pesantemente, anzi stravolgere il paesaggio e l’utilizzazione razionale della vallata.

La notizia apparve nel numero del 16 ottobre 1930 del quotidiano “Il Popolo di Trieste” in un articolo dal titolo eloquente: La conca del Preval diventerà un lago?.

Il pezzo giornalistico segnalava l’esistenza di un progetto della Società Idroelettrica Goriziana per “la creazione di un lago artificiale del Preval, al quale vengono convogliate le acque dell’Isonzo a mezzo di un canale derivatore a tratti aperto, a tratti in galleria [...] dallo scarico della centrale di Plava”.

Lo studio datato 10 ottobre 1930 prevedeva la realizzazione di un bacino artificiale dalla superficie di circa 1.000 ettari (praticamente l’intera conca) con una capacità d’invaso di 100 milioni di mc. Ad alimentarlo avrebbero provveduto, oltre alle acque del Versa e dei suoi affluenti, anche quelle isontine portate da Plava tramite una condotta in galleria, scavata sotto il Collio (quasi 6 chilometri, per una portata di 90 mc/sec). L’invaso sarebbe stato arginato verso valle da idoneo ‘riparo’ in terra posizionato in località Russiz, Blanchis e Bosco.

Le acque del bacino avrebbero alimentato due centrali idroelettriche (a Russiz, potenza installata di 30.000 kwh ed a Gradisca, potenza installata di 22.500 kwh), nonché assicurato le portate per l’irrigazione del comprensorio cormonese–gradiscano (fino ad Aiello e Chiopris-Viscone) e dei terreni del cosiddetto ‘orto di Gorizia’ nel bacino di Merna-Savogna d’Isonzo, nonché le forniture acquedottistiche per l’intero ambito del Collio. Non solo. L’ambizioso progetto avrebbe anche dovuto “contribuire allo sviluppo dell’industria alberghiero-balneare, all’attività sportiva, allo scalo di idrovolanti”. Non se ne fece nulla."


Il progetto della Società Idroelettrica Goriziana, annunciato nel 1930, ebbe una vita più lunga di quanto si potrebbe intuire leggendo l'articolo. La traccia successiva è in una richiesta di concessione, datata agosto 1938:

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...accompagnata da una relazione tecnica e un piano finanziario a firma del Dott. Ing. Giovanni Deperis, una relazione geologica del Prof. Giorgio Dal Piaz e una quindicina di disegni tecnici di dighe, centrali e canali. Nella domanda di concessione al Ministero dei Lavori Pubblici, si legge il seguito della storia pubblicata in 'Lucinis':

"Questa variante era già stata studiata dalla Società nel 1930, per il coordinamento dello sfruttamento idroelettrico dell'Isonzo nella zona del Goriziano con l'irrigazione dell'Alto Friuli, e la Società ebbe allora da presentare il progetto a codesto on. Ministero, per tramite del Corpo Reale del Genio Civile di Gorizia, con domanda del 24 settembre 1930 - VIII di variante ed ampliamento alla propria concessione. Ma la domanda non fu accolta, perchè proprio allora era stata decisa la bonifica della conca del Prevale, la quale evidentemente era incompatibile con la progettata creazione del serbatoio. Ma oltre a questo motivo ebbe allora preponderante influenza il fatto che il mercato dell'energia elettrica presentava una disponibilità di produzione molto superiore alla richiesta, per cui non si poteva fare alcuna prossima previsione di costruzione del nuovo impianto; anzi, la Società fu poi costretta a dilazionare anche l'esecuzione degli altri impianti concessionati sul Medio Isonzo.

Col cessare della crisi industriale i consumi di energia elettrica hanno segnato un aumento notevole. La Società ha quindi iniziato la costruzione dei due impianti sull'Isonzo di S. Lucia e di Canale-Plava.... Contemporaneamente ha ripreso in esame, con tutti gli altri studi e progetti sull'Isonzo, il problema del Prevale.

Un nuovo esame del problema è stato consigliato anche da altre considerazioni. I lavori di bonifica della palude non sono molto progrediti e per completarli si richiederebbero ancora fortissimi investimenti. D'altra parte le Autorità locali sono ora favorevolmente disposte per la costruzione del grande serbatoio artificiale che risolverebbe integralmente il problema dell'approvvigionamento idrico dell'Alto Friuli e del Collio."


Ecco spiegato il motivo per cui nel 1930 "Non se ne fece nulla". Mutate le condizioni di mercato e alla luce delle difficoltà con le quali procede la bonifica della conca, la Società Idroelettrica Goriziana si fa avanti per la seconda volta, forte dell'appoggio delle amministrazioni locali.

Il progetto prevede:

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1. Diga di sbarramento sull'Isonzo fra Zagora e Dolganiva, con innalzamento del pelo dell'acqua alla quota 76, corrispondente a quella di scarico della soprastante centrale di Plava in costruzione, e la creazione di un invaso della capacità di 500.000 metri cubi.

2. Derivazione in sponda destra a monte della diga e convogliamento dell'acqua nella conca del Prevale con una galleria sotto il Collio, lunga m. 5.700.

3. Serbatoio artificiale del Prevale, ottenuto mediante lo sbarramento con dighe in terra delle tre depressioni di Russis, Bosco e Blanchis. Massimo invaso a quota 74, superfice di 960 ha. Fondo della conca a quota 52-56, svaso massimo fino a quota 62, volume utile 100.000.000 m3.

Il lago sarebbe stato il più grande del nord Italia a est di quello del Garda, superando del 20% per estensione quello di Santa Croce. Vediamoli messi a confronto:

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4. Centrale idroelettrica di Russis, immediatamente a valle dell'omonima diga. Salto massimo m. 29, medio m. 26, scarico a quota media m. 45, potenza installata 32.000 kVA.

5. Canale aperto di m. 6.200, portata 80 mc/sec, da Russis alla centrale di Gradisca.

6. Centrale di Gradisca

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Salto di m. 18,50 tra le quote medie di 44 e 25,50, potenza installata di 20.000 kVA. Canale di scarico dalla centrale all'Isonzo di circa 1.000 m.

7. Utilizzazione irrigua, in un primo tempo tutta la zona tra l'Isonzo e l'Iudrio - Torre, dell'area di circa ha 8.000.

L'aspetto saliente di tutto il progetto è quindi il grande lago nel Collio, lo vediamo nel disegno allegato al progetto:

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...e, più chiaramente, in GE:

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Ritornando alla domanda di concessione, in chiusura vi si legge:

"Dal piano finanziario allegato alla relazione tecnica che accompagna questa domanda, risulta chiaramente che il progettato impianto è molto oneroso, per cui la Società deve fare assegnamento sul massimo concorso finanziario governativo."

...e nel piano finanziario citato:

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Il disavanzo annuo di esercizio di lire 3.178.000, attualizzato, corrisponde a 2.885.000 €.

Non sono a conoscenza degli avvenimenti successivi, se lo stato si dichiarò disponibile ad accollarsi gli oneri richiesti o se la domanda fu presentata o meno. Sette anni più tardi la parte settentrionale dell'impianto progettato e dell'area sommersa dal fantomatico lago del Preval non facevano più parte del territorio Italiano.
Aca_Kaiserschmarren
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Re: Un impianto idroelettrico tra Cormons e Gorizia.

Messaggio da Aca_Kaiserschmarren »

Interessantissimo, grazie!

Da un punto di vista strettamente personale, per fortuna non hanno realizzato il progetto... altrimenti sai le bottiglie che mi sarei perso!! :mrgreen:
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