Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Dedicato alle discussioni e reportage delle dighe e centrali della Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise

Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda cestò » mar ott 31, 2017 11:11 pm

Amatrice, 24 agosto 2016. Un intero paese raso al suolo dalla forza devastante di un sisma con una magnitudo di oltre 6 gradi Richter.
A 1800 metri dall'inferno, una diga costruita negli anni "20 ha resistito nonostante la potenza e la durata dell'evento. E' un caso oppure chi l'ha progettata ha adottato tutti i criteri necessari perché già sapeva di trovarsi in un luogo ad alto rischio sismico visto che a breve distanza da lì ci "passa" una delle faglie più attive del mondo?
In quest'ultimo caso viene da chiedersi come mai chi ha costruito le abitazioni del piccolo borgo, adagiato ai piedi dei bellissimi monti della Laga, non abbia adottato le stesse accortezze...in fondo è dai tempi degli antichi romani, se non prima, che l'uomo cerca di mitigare gli effetti del sisma costruendo opere con tecniche antisismiche.
Siamo ormai abituati a vedere case sbriciolarsi sotto gli effetti di terremoti neanche tanto potenti. Perché?
Non dovrebbero essere, le nostre abitazioni, nuove o datate che siano, i luoghi più sicuri in cui stare?
Come mai, almeno in quel tempo, si costruivano case "appiccicando" sasso su sasso ed ignorando i criteri basilari della solidità mentre si realizzavano già opere grandiose, ardite, destinate a durare secoli, a resistere a piene devastanti e a "sconquassamenti" di ogni genere, come nel caso delle dighe, appunto.
Mi rendo conto di essermi dilungato abbastanza in un discorso che doveva essere solo accennato in quattro righe, è stato più forte di me. La brevissima distanza che separa un borgo ormai inesistente alla grandiosa opera che mi accingo a documentare, ritengo che sia mia complice.

Prima di continuare però vorrei attendere un poco, per dare il tempo a chi lo volesse fare, di riflettere su quanto accaduto, quando la vita in questi luoghi si è fermata a quella tragica notte. A chi "sopravvive" tra innumerevoli problemi, in un freddo container, e a chi non c'è più, sepolto da freddi "fantasmi di pietra".

Come un simbolico "minuto di silenzio"...

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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda emilio taboni » mer nov 01, 2017 10:12 am

... In ogni caso, chi l'ha progettata, non ha usato il computer... ma solo la sua
intelligenza e bravura....

Mi unisco in un simbolico, minuto di silenzio..... a ricordo di tutte quelle persone
sfortunate, e perite, almeno in parte, per mano dell'uomo...


... emi...
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda cestò » gio nov 02, 2017 11:07 pm

Grazie Emilio per aver accolto la mia richiesta. Non mi sembrava corretto iniziare questo thread senza aver prima ricordato le vittime e la distruzione di un intero centro storico che si trova neanche a due chilometri dalla diga.

Passiamo ora a descrivere questo particolare impianto...

Innanzitutto, per orientarci, metto il link del satellite: CLICCA QUI
Se si allarga l'immagine vedrete apparire in basso, verso destra, un altro bacino artificiale che descrissi tempo fa: Campotosto. Per via della particolare conformazione della regione Lazio dovuta ad una stretta e lunga protuberanza che si estende verso l'entroterra (dove Amatrice è proprio il suo vertice) ci troviamo a pochi chilometri sia dall'Abruzzo che dalle Marche.

LA DIGA
Il bacino è stato ottenuto sbarrando il corso del torrente Scandarello, affluente del fiume Tronto, mediante una massiccia diga, una grande opera (per l'epoca) in calcestruzzo ciclopico a gravità ordinaria con andamento leggermente arcuato che le conferisce un ulteriore margine di solidità. Il paramento di valle è rivestito interamente in blocchi, presumibilmente tufacei, detti bolognini che donano all'opera un aspetto meno "scontato", tipico degli sbarramenti con calcestruzzo a vista.
La diga è alta 55 metri (alcune fonti indicano un'altezza di 44 o anche di 45 metri) ed il coronamento ha uno sviluppo di 200 metri. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1918 per conto dell’Unione Esercizi Elettrici (UNES) di Roma secondo il progetto stilato dall' Ing. Angelo Amodeo, che in quel periodo stava curando anche la realizzazione della centrale Galleto dell'impianto delle Marmore. Successivamente l’UNES passò all’IRI ma nel 1939 venne ceduta alla Società Meridionale di Elettricità di Napoli per poi passare definitivamente all'ENEL in seguito alla nazionalizzazione avvenuta nel 1963.
L'impianto entrò in servizio appena sei anni dall'inizio dei lavori, nel 1924.
Il lago formato ha una estensione di circa 1 km/q ed una profondità massima di circa 45 metri (altre fonti indicano una profondità di circa 40 metri), ed il bacino ha una capacità di circa 13 milioni di mc.

Ora passiamo alla documentazione fotografica, sempre molto corposa come è mio solito :roll:


L'immancabile cartello all'ingresso:
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Uno sguardo da monte:
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Paramento, sfioratore di superficie e particolare della torretta.


Uno sguardo dal coronamento:
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Verso valle, coronamento e verso monte.


Il lago:
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Alcuni particolari:
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Targhetta quota, colonnina per punto di mira mobile.


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Torretta, particolare di essa, asta per comando manuale scarico ormai in disuso.

Mi fermo qui, per ora. A presto! :wink:
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda cestò » ven nov 03, 2017 11:14 pm

Continuo con la sponda destra...

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Paramento di monte - Oltre la torretta si intravede la colonnina per la mira su punto fisso.

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Paramento di monte e vista a valle con la sirena in primo piano.


Uno sguardo a valle:

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Diga e centrale Scandarella - Centrale Scandarella ed alveo del torrente Scandarello che inizia con lo scarico della centralina del DVM collegata direttamente allo scarico di fondo - Particolare della centrale Scandarella.

Una centrale subito a valle di una diga per questa tipologia di impianto è una soluzione alquanto anomala ma in questo caso è giustificata da un valido motivo che andrò a spiegare più avanti.

Terminato il giro in sponda destra, si attraversa di nuovo il coronamento dove mi soffermo maggiormente sulla centrale:
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La centrale Scandarella e i monti della Laga sullo sfondo - Particolare della centrale Scandarella e più in alto la centralina del DMV.


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Particolare dei trasformatori e del DMV.

La prossima tappa è quella di scendere ai piedi della diga e la visita alla centrale e centralina. Ma non ora...
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda pelton1989 » sab nov 04, 2017 2:12 pm

Molto interessante Marco! Sono curioso di sapere perché la centrale e lì, e di vederla! :-D
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda cestò » sab nov 04, 2017 10:51 pm

pelton1989 ha scritto:Molto interessante Marco! Sono curioso di sapere perché la centrale e lì, e di vederla! :-D

Piano piano ci arrivo :wink:

Oltre alla stradina sterrata di servizio, il cui imbocco dalla S.R. 260 si trova poco più a valle, per raggiungere il piede della diga e quindi la zona delle due centrali si percorre una lunga scalinata che scende lungo il canale dello scarico di superficie:

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Un'altra stranezza: lo scarico di superficie, prima di raggiungere l'alveo del torrente, incrocia la stradina sterrata di cui sopra, l'automobile là in fondo ne è la conferma :shock: :shock: Niente paura, lo scarico in questione ha funzionato solo in occasione del collaudo.

Come si può notare dalle immagini lo scarico di superficie è composto da quattro luci sfioranti e da altrettante paratoie piane che regolano il livello massimo del bacino.

Una volta raggiunta la stradina di servizio, ci si dirige verso la diga. Lo scenario è questo:
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Guardandolo si nota subito che si tratta di un impianto storico. Lo stato vetusto della diga crea sia fascino che malinconia, la vegetazione sul paramento sta prendendo il sopravvento, in attesa di una bella pulizia e risistemata dello strato in muratura, in programma, se tutto va bene, il prossimo anno.

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Arrivederci alla prossima puntata...con la centrale! :wink:
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda cestò » mar nov 14, 2017 10:53 pm

Eccomi qui e come promesso inizio a parlare un po' della centrale.

Innanzitutto bisogna fare una precisazione in merito alla posizione di questa centrale che, trovandosi subito a valle della diga, sembra essere quasi fuori luogo se consideriamo il contesto in cui è inserita vista la tipologia dell'impianto.
Inizialmente il progetto era notevolmente differente, doveva far parte, questo, di un impianto molto più esteso e complesso. Questo grande progetto però non vide, è il caso di dirlo, la "luce" e, visto che ormai quello di Scandarello era un progetto già esecutivo, si decise di sfruttare ugualmente l'invaso dotandolo di una propria centrale.
In questo modo poté essere sfruttato per scopi idroelettrici ma la sua funzione principale non fu più quella di produrre energia elettrica, bensì quella di fornire un apporto idrico a scopi irrigui.
La produzione elettrica quindi passa in secondo piano essendo, questa, di lieve potenza per via del breve salto e sfruttabile soltanto nelle ore diurne, ossia quando c'è maggior richiesta di energia, dando modo all'invaso di riempirsi nuovamente essendo, quest'ultimo, a regolazione giornaliera.

Attualmente, però, questa centrale, che andrò a definire "principale" in quanto ve ne è un'altra accanto per il DMV, è fuori servizio per via del basso livello dell'invaso dovuto alla scarsa piovosità degli ultimi mesi.
Per questo motivo la produzione elettrica di questo impianto è demandata totalmente alla centralina che sfrutta la portata per il rilascio del Deflusso Minimo Vitale, in attesa di condizioni che permettano la ri-accensione della centrale principale.

Di quest'ultima si può dire che al suo interno ospita due gruppi ad asse orizzontale turbina-alternatore identici e la sua potenza massima è di 2,5 MW. Le turbine sono del tipo Francis e realizzate dalla De Pretto-Escher Wyss di Schio nel 1951.
Gli alternatori sono della OCREN di Napoli e realizzati uno nel 1950 ed un altro nel 1951. Forniscono in uscita una tensione di 6000 V ed hanno una potenza di 1850 kVA cadauno.

Per quanto riguarda l'edificio, l'estetica è simile a quella della diga. Le facciate esterne sono caratterizzate dalla presenza di mattoni "bolognini" che le conferiscono un aspetto antico ma elegante, anche per via delle numerose finestre che, insieme all'ampia porta di ingresso, impreziosiscono notevolmente il fabbricato, grazie soprattutto alla forma delle arcate a sesto acuto, tipiche delle affascinanti cattedrali gotiche.
Purtroppo l'interno, a mio dire ovviamente, non rende giustizia alla bellezza che infonde esternamente. E' molto più sobrio, fin troppo essenziale e non rispecchia minimamente lo stile di molte altre centrali coeve a questa.


Passiamo ora alle immagini, iniziando proprio dall'esterno:

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Vista dal coronamento e portale di ingresso


Gli interni:

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Un gruppo:

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Particolari macchine:

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Scala graduata distributore; targhetta alternatore; compressore oleodinamico.


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E con il carroponte chiudo, per ora, il discorso della centrale. A presto... :wink:
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda pelton1989 » mer dic 06, 2017 9:39 pm

Che disastro questa siccità.. con la neve dell'inverno passato però pensavo che in quella zona ci fosse stata un po' più di acqua. bella centralina!
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda cestò » lun gen 29, 2018 10:49 pm

Purtroppo, dopo le copiose nevicate del centro Italia dell'anno scorso, ci sono stati diversi mesi senza nemmeno una goccia d'acqua. Ora ho comunque visto che è tornata pioggia e neve, ma chissà se autorizzeranno un aumento del livello dell'invaso. Queste cose, si sa, vanno per le lunghe.

Ora direi di continuare il discorso della centrale...

Immagine Quadro B.T.


Immagine Immagine Quadro M.T. e relativa targhetta.


Immagine Particolare con uno dei due trasformatori A.T.

Immagine Particolare con condotta forzata in entrata alla centrale.


Immagine Immagine Cabina valvola in testa condotta e particolare di essa.

Alla prossima...
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Re: Scandarello: la diga che ha resistito al terremoto

Messaggioda steveh86 » sab feb 10, 2018 6:20 pm

Bellissimo reportage!!!!
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