Impianti Val Rio del Lago (Tarvisio)

Dedicato alle discussioni e reportage delle dighe e centrali del Triveneto. Le discussioni sul Vajont vanno invece sulla sezione dedicata a quest'impianto.

Impianti Val Rio del Lago (Tarvisio)

Messaggioda Il guardiano della diga » lun gen 04, 2010 6:13 pm

Quando il freddo e la neve lo permettevano, alla fine di ottobre, sono andato a curiosare nella valle dello Slizza ed affluenti (Valle Rio del Lago), per constatare la situazione ‘idroelettrica’ di quel bacino.

Per chi non è pratico del posto, sto parlando del tratto di vallata che va dal lago del Predil a Tarvisio, più precisamente alle vicinanze dell’ex-bacino di Rutte.

Sul topic di Rutte avevamo capito che gli immissari che alimentavano il bacino erano sostanzialmente due: il Rio Bianco e la derivazione Rio del Lago-Rio Freddo.

In realtà la SADE aveva già in progetto, alla fine degli anni ’40, una piccola rete di opere e di centrali che sfruttassero il potenziale di questi corsi d’acqua. Cercherò di riassumere la situazione attuale di questi impianti implementandola con qualche dato storico e/o curiosità. Partirò da monte, in pratica dall’abitato di Cave del Predil, famoso per le sue miniere.

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A Cave (punto A) troviamo il lago omonimo oppure di Raibl. Paese e lago si trovano circa a 10 km a Sud di Tarvisio, in direzione Sella Nevea. Esso alimenta con le sua acque la centrale elettrica della miniera, unica nel suo genere, che si trova ad una profondità di 240 metri e che venne realizzata per fornire energia all’industria mineraria già nel 1898! Di questa centrale ce ne occuperemo probabilmente più in là. L’abitato di Cave e Tarvisio sono collegati dalla SS54.

Il lago ha un emissario, il Rio del Lago o Rio Raibl che di dirige verso Tarvisio. Esso ha normalmente la portata visibile nella fotografia, ma basta una pioggia passeggera per vederlo dopo un po’ trasformato in un torrente in piena.

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A circa 5 chilometri a valle del lago troviamo la prima opera di derivazione (punto B sulla foto aerea) del Rio del Lago, un’opera di presa che intercetta le acque che scendono dal lago di Raibl e da altri piccoli rii. L’opera è costituita da uno sbarramento in cls ricavato in corrispondenza di una stretta e di grosse conformazioni rocciose, di forma arcata, la cui soglia sfiorante è protetta da tavolame di larice.

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Sul lato destro dello sfioratore è presente la struttura di presa vera e propria, costituita da una traversa in cls con tre arcate di canalizzazione protette da una lunga griglia metallica costituita da tondini in acciaio removibili dall’alto (notare gli uncini) uno ad uno (e quindi anche facilmente sostituibili in caso di danneggiamento).

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Sempre nella stessa foto è visibile l’attuale paratoia sghiaiatrice a comando automatico. Personalmente mi ha molto incuriosito la soglia dello sbarramento protetto dal legno! Non avevo mai visto dal vero casi analoghi:

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Mi spiace per la foto che è venuta abbagliata! Come al solito sul display, al momento, si vede bene, poi a casa quando rivedi la foto sul PC, ti accorgi dello schifo! :shock: ….Pazienza.

La traversa di presa, lato valle:

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Si può notare come le parzializzazioni delle tre bocche siano state realizzate in tempi successivi da quelli dell’opera originaria:

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Naturalmente da questo punto ha inizio il canale di derivazione, realizzato in calcestruzzo. In qualche punto, data la limpidezza dell’acqua, si può notare che il rivestimento impermeabilizzante si è staccato:

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Dopo pochi metri il canale compie una curva per seguire sottocosta il suo percorso:

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A poche decine di metri troviamo un’altra opera, un po’ ‘abbandonata’ a sé stessa…trattasi di un altro sghiaiatore, con relativa paratoia. Questa foto è stata scattata da monte verso valle; si può notare come la paratoia sghiaiatrice sia opportunamente presente sulle relative gargamature, mentre un’altra (regolatrice) era montata sulla gargamatura visibile a destra:

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L’opera vista da valle:

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Questa è la bocca del canale principale, dov’era presenta la paratoia regolatrice; anche qui una parzializzazione della portata è stata realizzata con un diaframma costruito a posteriori.

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Il canale prosegue sottocosta per un centinaio di metri verso valle. Guardando sotto, verso l’alveo del Rio Raibl, si notano i resti di vecchie opere di captazione, canalizzazione, realizzate in mattonelle di pietrame.

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Trovo affascinanti le marmitte scavate nei secoli dalle fredde acque nella dura roccia: hanno un chè di magico.

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Il canale derivatore ed il vecchio canale sottostante proseguono ancora per una cinquantina di metri verso valle, fino ad una più recente opera sghiaiatrice e regolatrice, nonché alla vasca di carico della condotta forzata.

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Girandosi verso monte si vede questo:

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A sinistra il canale di derivazione, più sotto il vecchio canale, sulla destra il Rio Raibl. Sullo sfondo il vecchio sghiaiatore.

L’opera davanti a noi è costituita da un mix di vecchio e nuovo; la briglia di presa nonché il rastrello, l’azionamento e lo scivolo trasportatore sono di fattura abbastanza recente, mentre la vasca dissabiatrice e la vasca di carico paiono realizzazioni più vecchie di almeno una 50ina d’anni.

Vediamo più in dettaglio questo nodo: le acque del canale derivatore in parte vengono catturate da questa briglia con il relativo sistema di pulizia:

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Il materiale catturato dalla briglia viene poi raccolto dal rastrello e riversato su una canalina in lamiera zincata, che con una piccola inclinazione con l’ausilio dell’attrezzatura manuale visibile in foto (!) :lol: , viene scaricata in prossimità dell’alveo del Rio Raibl:

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Pur essendo in autunno la sporcizia raccolta non era poi molta:

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Le acque vengono successivamente sghiaiate tramite una vasca dedicata che come dicevo, ha i suoi anni sul groppone:

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Successivamente l’acqua della vasca di carico viene intubata in una condotta in pressione che scende verso la centrale di Muda.

Parte delle acque derivate vengono regolate da una paratoia (montata nel 1984), e vengono scaricate in un canale a cielo aperto. Il canale in cls ha una pendenza elevata, curve a gomito che hanno dell’ignobile, ed infatti grossi schizzi di acqua si perdono fuori dal canale:

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In questo tratto sono presenti parti e ruderi di opere precedenti, che probabilmente costituivano il vecchio canale di adduzione per la centrale di Muda:

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Il canale derivato procede comunque verso valle e lo si vede sparire alle spalle della centrale di Muda:

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Da questo nodo si scende ancora verso valle, in direzione della centrale di Muda; guardandosi alle spalle si nota il complesso della vasca di carico, del dissabbiatore e del canale derivato:

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Si procede ancora per un centinaio di metri e si giunge alla centrale di Muda, che pare una chiesetta sperduta sul greto di un torrente:

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L’edificio è molto vecchio ma è conservato bene: la linea AT che si vede partire dal campanil…dalla cabina non è più in funzione ed a breve dovrebbe essere rimosso. La linea AT è ora interrata.

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La centrale di Muda è appartenuta originariamente alla miniera di Raibl, e più precisamente alla Società Anonima Miniere Cave del Predil, che nel 1926 l’ha realizzata e messa in funzione. La centrale è poi passata alla SIM e poi alla SAMIM, fino al 1986. Nel 1970 la centrale risultata di una potenza installata di 600 kW, con una produzione annua di 3000000 di kW/h. Solo recentemente la centrale è stata oggetto di una profonda rivisitazione, che ha comportato la sostituzione completa dei gruppi. L’unico punto ove poter curiosare all’interno è la finestra presente sul lato d’accesso alla sala macchine:

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All’interno si scorgono 2 turbine Francis nuove-nuove, ad asse orizzontale realizzate dalla T Schurt Schenthaler , azienda bolzana (http://www.turbinenbau-sexten.it/), accoppiate a generatori che ho già visto su qualche sito ma di cui non saprei risalire al nome del costruttore:

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Immagine

Il giorno della visita la centrale era ferma per allarme, ed infatti mentre me ne andavo stava arrivando il guardiano per una verifica. Peccato, niente magnifico suono di centrale in funzione…
La centrale dovrebbe ora appartenere indirettamente alla Regione Friuli Venezia Giulia.

Un’occhiata veloce ai diffusori di scarico:

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Notare i gargami nel calcestruzzo per i panconi di chiusura scarico.
Come detto precedentemente il canale derivato poco più a monte scorre a fianco della centrale; su questo canale si collega lo scarico delle macchine di Muda:

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Il canale prosegue ancora per una trentina di metri, poi sparisce dietro questa briglia:

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Da questo punto parte infatti il tratto di derivazione in galleria che porta sino alla vasca di carico della centrale Plezzut vecchia, indicata nella foto aerea iniziale con l’identificativo E, che vedremo più avanti. Originariamente questa derivazione in galleria alimentava l’ex-bacino di Rutte.
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Messaggioda sander » lun gen 04, 2010 7:52 pm

Grande guardiano! :-D :-D :-D
Strepitoso reportage. Gli ho solo dato una una guardata veloce, adesso lo leggo con calma. Zona fantastica!!
Oggi ha fatto anch'io una ricognizione dalle mie parti. Vecchio canale di alimentazione centrali di Gias e Partidor. Molte sorprese!!
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Messaggioda Andr3A » lun gen 04, 2010 8:52 pm

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Messaggioda Il guardiano della diga » lun gen 04, 2010 11:05 pm

sander ha scritto:Oggi ha fatto anch'io una ricognizione dalle mie parti. Vecchio canale di alimentazione centrali di Gias e Partidor. Molte sorprese!!


Non vedo l'ora di vedere le novità. Io purtroppo Giais la vidi annoni fa parecchi volte durante i vari Piancavallo e Rally città di Aviano, ma in quei momenti volta mi interessava principalmente la prova speciale.

Ho promesso a phante che ritornerei volentieri in compagnia, magari quando c'è meno gelo si può fare un'uscita in gruppo!
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Messaggioda Il guardiano della diga » lun gen 04, 2010 11:09 pm

Lasciamo la centrale di Muda e la briglia di immissione nella galleria in roccia (punto C) e proseguiamo, sempre via SS54, per neanche un chilometro verso valle…ovvero verso Tarvisio. La cosa strana è, per chi ha chiari i riferimenti cardinali, vedere scorrere le acqua da sud verso nord…! Ma come ho già detto un po’ di volte, da questa valle ha origine, tramite i due confluenti Rio del Lago-Rio Freddo, il torrente Slizza che è l’unico torrente che non finisce nell’Adriatico, bensì dai piedi italiani di Sella Nevea, dove vede la luce, scorre le sue acque fino in Austria, dove confluisce nel Gail, e poi a seguire nel Drava, nel Sava ed infine nel Danubio…blu! :shock:

In località Rio Freddo si può facilmente identificare l’impianto di Rio Freddo, indicato con la lettera D sulla foto aerea. Già negli anni ’40 la SADE aveva realizzato una presa sul Rio Freddo in grado di intercettare le acque del torrente, che si immetteva nella galleria scavata in roccia che portava, dopo un percorso di circa 3,5 km, al bacino di Rutte.
Negli anni a seguire è stata realizzata una piccola centrale da 330 kW, e la presa è stata spostata circa un chilometro più a monte in modo da captare il Rio Freddo ad una quota dove il carico è nettamente maggiore. Dopo la triste fine di Rutte la galleria di derivazione conduce ora sino alla vasca di carico della centrale di Plezzut vecchio (identificativo E sulla foto aerea).
Dalla presa, che per questioni di tempo non son riuscito a visitare, giunge la condotta forzata metallica, che tramite un ponte-canale tralicciato, attraversa il Rio Freddo dalla sponda sinistra a quella destra:

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La tubazione, del diametro di circa 800 mm, dopo il tratto sospeso a sifone, entra attraverso un enorme plinto in cls, nel piccolo edificio della centrale:

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Edificio che è molto piccolo, infatti sono quasi certo che al suo interno sia presente un solo gruppo. Impossibile accedere alle piccole finestre presenti, dietro ai vetri delle quali si scorgono solo alcune delle classiche spie da quadro elettrico.
Molto bello e caratteristico l’edificio, con la parte superiore rivestita in legno. Notare l’apertura laterale per permette la manovra delle eventuali componenti da sostituire/riparare. Il grosso HEB superiore funge da via di corsa per il paranco che trasporterà i componenti sul cassone di un eventuale camion parcheggiato lì sotto.

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Curioso tutto il complesso in calcestruzzo che è presente a valle della centrale. Indubbiamente consiste nello scarico della centrale stessa che immette nella galleria di derivazione; siccome vi è presente anche un altro canale in secca, dotato di paratoia regolatrice parallelo al primo, ho chiesto informazioni e mi è stato detto che trattasi di un troppo pieno di sfogo per la galleria stessa.

Immagine

Immagine

Questa piccola centrale dovrebbe appartenere attualmente all’Acciaieria Fonderia Cividalese (AFC).
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Messaggioda bennygreco » mar gen 05, 2010 1:45 am

Bello, Bello!!! Sembra un posto imboscatissimo!! :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda sergio » mar gen 05, 2010 2:05 am

Guardiano complimenti! Riesci a documentare sempre impianti affascinanti.

OT Ma quanti impianti ci sono da quelle parti?? E' tutto un canale, una presa, una centrale.
In Trentino non è mica cosi! O sono impianti medio/grandi o nulla!! O forse non giro abbastanza per trovarli;)
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Messaggioda Il guardiano della diga » mar gen 05, 2010 2:07 pm

Impianti ce ne sono parecchi. Il difficile è riuscire a scovarli tutti.
Nella zona di Pontebba ne ho addocchiati altri, ma ora bisogna aspettare condizioni meteo più appropriate.
A breve continuerò questo topic con il resto degli impianti presenti in Val Rio del Lago. :wink:
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Messaggioda Il guardiano della diga » mar gen 05, 2010 7:03 pm

Proseguiamo il nostro viaggio seguendo ormai il torrente Slizza, che dalla confluenza in località Rio Freddo tra il torrente omonimo ed il Rio Raibl,…diventa appunto tale.
Giungiamo al punto E, più precisamente alla centrale di Plezzut vecchia:

Immagine

Questo è un altro pezzo storico dell’idroelettrico tarvisiano. Come si può vedere dalla vecchia targa, la centrale è appartenuta alla SAMIM, società che come scritto precedentemente aveva in gestione le miniere di Cave e tutti gli impianti ad esse legate. Anche Plezzut un tempo forniva energia elettrica alle miniere di Raibl.

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La centrale è alimentata con le acque derivate dal Rio del Lago e dal Rio Freddo, confluenti nella galleria in roccia che abbiamo visto in precedenza. Tale galleria alimenta la vasca di carico che si trova sopra la centrale. Il poco tempo a disposizione non mi ha dato modo di visitarla. Sarà sicuramente per la prossima!
Dalla vasca parte la condotta forzata che scende lungo il versante della montagna con una forte pendenza:

Immagine

Sulla sinistra della tubazione è visibile uno scivolo in cemento, mentre sulla destra, semicoperta dalla folta vegetazione è presente una scalinata anch’essa in calcestruzzo. Questo cartello è stato un incentivo a non farmi visitare la vasca di carico :roll: :

Immagine

Tirando lo zoom, purtroppo senza cavalletto, si scorge la struttura di supporto della valvola nonché l’aeroforo:

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Notato i cavi metallici? La centrale era dotata di una teleferica per il trasporto del materiale presso la vasca di carico; teleferica (o ciò che ne rimane) visibile in queste foto e situata di fianco all’edificio:

Immagine

Cavo traente incagliato e argano inutilizzato da anni:

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Curioso l’ancoraggio della fune portante:

Immagine

La condotta forzata, del diametro di circa 1 metro, è inghisata in questo plinto di calcestruzzo, a valle del quale esce orientata di 90°, e di divide in tre vie ognuna delle quali dedicata ad un gruppo di generazione.

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Immagine

Sbirciando dalle vetrate si nota la presenza di tre gruppi Francis ad asse verticale, abbastanza recenti come realizzazione. Strane anche le buche d’installazione e la disposizione dello spazio all’interno della centrale:

Immagine

Immagine

La situazione è assai diversa da quella visibile in questa foto d’epoca, che ritrae i precedenti enormi gruppi ad asse orizzontale in centro sala:

Immagine

I tre trasformatori sono posizionati nell’ala frontale dell’edificio, dietro ai 3 portoni verdi visibili nella foto iniziale.
I gruppi attuali dovrebbero avere una potenza installata di 2400 kW per una produttività di 13000000 di kW/h; anche questa centrale appartiene ora all’Acciaieria Fonderia Cividalese.

Un’occhiata veloce allo scarico:

Immagine

Il canale di scarico ed i diffusori dei tre gruppi si trovano nella posizione originaria. Mi immagino quindi un ugello di scarico piuttosto allungato per queste turbine.

Immagine

Lasciando la centrale di Plezzut vecchia e seguendo il corso dello Slizza giungiamo all'ultima porzione degli impianti presenti in valle. La prossima puntata. :wink:
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Messaggioda Aca_Kaiserschmarren » mar gen 05, 2010 7:17 pm

Bellissimo report!
Direi che l'anno non può iniziare bene senza un report del Guardiano!
Complimenti!
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Messaggioda cestò » mar gen 05, 2010 7:27 pm

Bello l'impianto, mi piace molto la teleferica!
...e bel servizio Guardiano...come sempre del resto! :-D
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Messaggioda Il guardiano della diga » mar gen 05, 2010 11:30 pm

Abbiamo lasciato la centrale di Plezzut vecchia e ci dirigiamo verso Rutte, anzi sotto Rutte! :shock:
Nei pressi della ex-centrale di Rutte infatti (vedi qua), qualche centinaio di metri più a monte troviamo questa imponente opera sul torrente Slizza:

Immagine

Trattasi dell’impianto di Plezzut, o Plezzut nuova, indicato dalla lettera F sulla foto aerea iniziale.
L’impianto è abbastanza recente ed è costituito da una traversa sfiorante rettilinea in calcestruzzo con paramento rivestito in ciottoli, dall’opera di presa e dalla centrale monogruppo conglobata.

Ma andiamo con ordine.
L’impianto è recente ma a monte della traversa 4 anni fa si presentava un bel mini-bacino, ora c’è ghiaia, ghiaia ed ancora ghiaia:

Immagine

Sulla sinistra orografica è presente il complesso presa-centrale-canale di scarico:

Immagine

Il complesso visto dall’alto:

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La presa intercetta lo Slizza quasi tangenzialmente:

Immagine

Essa è costituita da una griglia in tondini sfilabili verticali:

Immagine

E’ presente una paratoia regolatrice che regola il DMV:

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A valle della prima briglia è presente il sistema di pulizia, dotato di grigliato supportato da un braccio sollevabile:

Immagine

Immagine

Immagine

Curiosa la presenza di una paratoia sollevabile per permettere una pulizia di tutto il canale adduttore; nel dettaglio la tenuta della stessa realizzata con profilo in gomma a nota musicale:

Immagine

La centrale monogruppo è probabilmente dotata di una turbina Kaplan, però dato che il tutto si trova all’interno del ‘blocco’ visibile all’esterno…non si vede nulla ad eccezione di una botola di accesso e della ventilazione del locale:

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Immagine

…e della targa della targa del proprietario, ovviamente! :!:

Immagine

Il canale di scarico della centrale è davvero enorme:

Immagine

Immagino che l'idrometro montato sopra lo scarico possa fornire valori, a volte, leggermente discostati dalla realtà... :shock:

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Da questo punto si scorge, guardando in alto, la presenza triste del locale valvole di Rutte:

Immagine

Risalendo verso la SS54, anzi, a ridosso della stessa, un’ex-autofficina è stata convertita a cabina elettrica:

Immagine

Immagine

Immagine

E con queste immagini si conclude il viaggio attraverso gli impianti idroelettrici della Val Rio del Lago.

Anzi, no. Sono stato invitato ad inserire questa foto che ritrae il dighista tipo, mimetizzato tra la vegetazione, in agguato, che attende di immortalare la sua preda…

Immagine

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

Scherzi a parte, spero che anche questo viaggio vi sia piaciuto. Personalmente ho trovato affascinantissimi questi luoghi, uno perchè come dice bennygreco sono imboscati, due perchè hanno molta storia alle spalle.
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Messaggioda cestò » mer gen 06, 2010 12:57 am

Il guardiano della diga ha scritto:Scherzi a parte, spero che anche questo viaggio vi sia piaciuto.
Mi è piaciuto davvero tanto!

Il guardiano della diga ha scritto:Personalmente ho trovato affascinantissimi questi luoghi, uno perchè come dice bennygreco sono imboscati, due perchè hanno molta storia alle spalle.

Provo le stesse emozioni. Complimenti e grazie Guardiano! :-D
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Messaggioda sander » mer gen 06, 2010 5:53 pm

Ancora complimenti guardiano :-D
Questi impianti alpini sono davvero bellissimi. Trovo ci sia, tra l'altro un bel mix di abbastanza antico mescolato alla moderna tecnologia. Hanno comunque lavorato veramente tanto per adeguare gli impianti.
Mi ha molto impressionato il canale a forte pendenza sopra la centrale di Muda (quello con gli schizzi).
Approfitto per farti una domanda, anzi due :wink::
hai presente salendo da Tarvisio a Fusine. Poco dopo aver superato il sottopasso della vecchia ferrovia, ora pista ciclabile si vede a sx un laghetto con delle paratoie, sulla sponda a valle. Circa un paio di Km dopo, alla confluenza del rio Nero con il rio Bianco c'è un'opera di presa, sembra pure abbastanza recente. Sai di cosa si tratta?
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Messaggioda Il guardiano della diga » mer gen 06, 2010 6:29 pm

sander ha scritto:hai presente salendo da Tarvisio a Fusine. Poco dopo aver superato il sottopasso della vecchia ferrovia, ora pista ciclabile si vede a sx un laghetto con delle paratoie, sulla sponda a valle. Circa un paio di Km dopo, alla confluenza del rio Nero con il rio Bianco c'è un'opera di presa, sembra pure abbastanza recente. Sai di cosa si tratta?


La zona non l'ho ancora esplorata. Indubbiamente come si vede anche dalla Tabacco è ricca di derivazioni ed anche di centrali, come mi è stato detto da un 'fusinaro'... :lol: Ci sono segni di centraline vecchie e di centraline nuove, poi c'è Weissenfels e parte di vecchi impianti SADE.
Tutto da scoprire.
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Messaggioda sander » mer gen 06, 2010 6:45 pm

Un nuovo cantiere quindi :-D :wink:
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Messaggioda paolog » mer gen 06, 2010 8:27 pm

Interessante (c'era bisogno di dirlo?...) reportage sulle acque del lembo nord-est del Friuli, che come detto dal Guardiano, confluiscono nel Danubio e quindi nel Mar Nero, aspetto questo, che non molti conoscono.

Per quanto riguarda la Centrale all'interno della Miniera, io sapervo che era alimentata da acque captate all'interno delle gallerie e non dal lago, e che servirebbe per fornire energia alle pompe che poi devono sollevare l'acqua fino alla quota della Galleria di Bretto.
E qui apro un parentesi. La Galleria di Bretto ha origine ad uno dei livelli intermedi della miniera, dovrebbe passare sotto il lago e sbuca vicino al Cimitero di Guerra di Bretto (Log pod Mangartom), in Slovenia, ed era utilizzata tramite una Decauville dai minatori di quel paese per andare a lavorare. Fu realizzata proprio per il problema di dover scaricare l'aqua senza doverla sollevare fino al livello di Cave e prima della rotta di Caporetto del 1917 fu utilizzata dalle prime pattuglie di Austriaci, che presero le vedette Italiane (appostate su Canin e Rombon) alle spalle.

Qui qualche info http://www.minieradiraibl.it/

Nel progetto completo di risistemazione della miniera a fini turistici è previsto di dismettere questa centrale ed il sistema di pompaggio e quindi allagare tutti i livelli inferiori, e di ripristinare anche la Decauville attraverso la galleria.
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Messaggioda Il guardiano della diga » mer gen 06, 2010 10:03 pm

paolog ha scritto:Nel progetto completo di risistemazione della miniera a fini turistici è previsto di dismettere questa centrale ed il sistema di pompaggio e quindi allagare tutti i livelli inferiori, e di ripristinare anche la Decauville attraverso la galleria.


Allora devo prendere contatti con la persona che potrebbe farci visitare la centrale (potrebbe, visto quanto è accaduto con ENEL-Vajont) prima della sua dismissione, visto che mi è stato riferito che ciò potrebbe essere fattibile.
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Messaggioda paolog » mer gen 06, 2010 10:34 pm

Dato che le ho trovate, aggiungo un paio dei foto che riguardano lo sbocco dell Galleria di Bretto dal lato Sloveno:
L'interno fotografato mettendo il braccio oltre la griglia ed il portale "imperiale".

Immagine Immagine

Indubbiamente una visita sarebbe molto interessante....
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Messaggioda cestò » mer gen 06, 2010 10:50 pm

Immagine

Bellissimo questo cimelio!!! Ma cos'è???...sembra una piccola locomotiva...
Una vera meraviglia!!!
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Saluti da Marco
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