175 anni ferrovie Svizzere con apertura di centrali

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pelton1989
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175 anni ferrovie Svizzere con apertura di centrali

Messaggio da pelton1989 »

Quest'anno le ferrovie federali svizzere compiono 175 anni e in occasione hanno organizzato una serie di eventi ed aperture per tutta l'estate, tra cui diverse centrali hydro che loro stessi gestiscono per la produzione di energia destinata alla trazione ferroviaria, tra cui quella del Ritom e quella di Amsteg sull'asse del San Gottardo più diverse altre

è necessario iscriversi in anticipo sul sito SBB:

https://company.sbb.ch/it/azienda/profi ... zzere.html
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BianConiglio
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Re: 175 anni ferrovie Svizzere con apertura di centrali

Messaggio da BianConiglio »

Molto interessante specialmete, dal mio punto di vista, per un aspetto: l'elettrificazione delle ferrovie svizzere (quasi tutte, non solo quelle federali) è praticamente tutta a corrente alternata alla "frequenza ferroviaria" di 16,67 Hz

Questo valore pari a un terzo della frequenza industriale venne scelto per evitare i dannosi fenomeni di commutazione e scintillii al collettore dei motori eccitati in serie che, quando l'elettronica non c'era, erano i motori più frequentemente usati grazie alla caratteristica meccanica più vicina a quella ideale per la trazione.
Per inciso, un motore a collettore eccitato in serie, macchina nata per la corrente continua, funziona anche a corrente alternata perchè la corrente di campo e la corrente di indotto hanno sempre lo stesso verso e fase, e così il campo magnetico.

Quindi le centrali sono equipaggiate con alternatori (anche monofase) dimensionati per i 16 Hz: esempio https://company.sbb.ch/it/azienda/proge ... ritom.html
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brigaboom
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Re: 175 anni ferrovie Svizzere con apertura di centrali

Messaggio da brigaboom »

Anche se è ormai archeologia industriale, bisogna ricordare che anche in Italia le prime linee elettrificate utilizzavano corrente alternata a 16,67 Hz, tant'è vero che la centrale di Cardano, a nord di Bolzano, in origine era equipaggiata anche con 4 piccole pelton ad asse verticale per alimentare la ferrovia del Brennero.

La particolarità del sistema italiano era che si trattava di un vero trifase: la linea elettrica era costituita da due funi anziché una (la terza fase era a terra, non chiedetemi come esattamente funzionasse perché potrei fare parecchi svarioni di elettrotecnica).
https://it.wikipedia.org/wiki/Trazione_trifase
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BianConiglio
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Re: 175 anni ferrovie Svizzere con apertura di centrali

Messaggio da BianConiglio »

brigaboom ha scritto: 04 giu 2022, 19:20 La particolarità del sistema italiano era che si trattava di un vero trifase: la linea elettrica era costituita da due funi anziché una (la terza fase era a terra, non chiedetemi come esattamente funzionasse perché potrei fare parecchi svarioni di elettrotecnica).
https://it.wikipedia.org/wiki/Trazione_trifase
Non c'è nulla di vietato nel collegare un capo del secondario di un trasformatore trifase alle rotaie che sono al potenziale di terra, le differenze di potenziale sono salvaguardate tra tutte e tre le fasi. Il sistema permetteva di usare motori asincroni che già all'epoca (parliamo dei primissimi anni del Novecento) potevano essere costruiti per grandi potenze senza complicazioni tecnologiche.
Per limitare le velocità di rotazione dei motori (come è noto, la velocità di rotazione di un motore trifase dipende dalla frequenza e del numero di coppie polari) la frequenza ferroviaria adottata era inferiore a quella industriale, tipicamente 16,67 (come nel trifase italiano e nel monofase svizzero-tedesco-austriaco) o 25 Hz (USA).

Meccanicamente il punto debole degli impianti fissi era costituito dalla linea di contatto bifilare che in prossimità e in corrispondenza di deviatoi e incroci aveva complesse geometrie verticali per evitare il contatto tra fasi diverse e, per evitare non così infrequenti "strappi", doveva essere percorso ad archetti abbassati.

Le locomotive erano tipicamente (*) equipaggiate con due motori asincroni trifase a rotore avvolto, nelle macchine per treni merci essi avevano avvolgimenti a 8 poli e potevano essere collegati "in cascata" (il rotore del primo alimenta lo statore del secondo, il rotore del secondo andava al reostato di avviamento) o in parallelo (entrambi gli statori collegati alla linea), le macchine per treni passeggeri avevano avvolgimenti commutabili a 8 e 6 poli. Questo garantiva due velocità economiche per le macchine merci (25 e 50 km/h) e quattro per quelle passeggeri (37, 50, 75, 100 km/h). Le velocità intermedie erano sconsigliate perchè richiedevano dissipazione sul reostato. La trasmissione era a bielle perchè la tecnologia degli ingranaggi non era ancora così evoluta.

(*) tipicamente perchè in certi gruppi, le E.432 mi par di ricordare, esisteva anche la possibilità di commutare gli avvolgimenti a 12 poli per ottenere le velocità di 50, 57 e 100 km/h con i motori in parallelo perchè nel collegamento a cascata la coppia allo spunto era così bassa da consentire il solo avvio della locomotiva.

Il sistema venne cessato nel giugno 1976 quando l'ultima linea trifase del PIemonte, che era stato il baluardo del sistema stesso, venne convertita alla corrente continua a 3 kV.
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