DISASTRI ITALIANI: perchè?

Dove discutere sulla figura del dighista e le informazioni generali utili a quest'ultimo

DISASTRI ITALIANI: perchè?

Messaggioda Lukediver » lun set 13, 2010 3:08 pm

In questi giorni avendo del tempo a disposizione ho guardato in lungo ed in largo il sito di progetto dighe. Nei siti internet che trovo in "risorse" la mia attenzione viene attirata dal sito sulla "diga di Molara" e sul relativo disastro. Ero a conoscenza del Gleno, del Frejus e, naturalmente, del Vajont...ma non della tragedia del lago di Ortiglieto. Se a qualcuno dei forumisti fosse involontariamente scappata tale storia....andate a leggerla xche merita.
Detto questo la cosa che mi ha colpito è che in Italia abbiamo quindi avuto ben tre disastri di cui due (Molara e Vajont) senza crollo diga (per Molara piu' corretto dire "senza crollo diga principale") ed uno, Gleno, con crollo della stessa. La domanda che mi si e' posta immancabilmente e': ma deteniamo il (triste) primato mondiale di "problemi" dighici? Solo a noi sono successi ben tre disastri tre? inoltre non parlo di dighe in terra (nella mia ignoranza chissa perchè le vedo meno resistenti anche se so che ogni diga ha pregi e difetti) ma di dighe in cemento/pietra (fermo restando che due dighe non hanno ceduto); insomma qualcuno ci contende tale "record? Quali le cause "generali": improvvisazione italica? tecnologie non adeguate? arroganza umana? Non parlo delle ragioni "tecniche" (sui nostri tre disastri sappiamo oramai tutto) ma, se esistono, socio-culturali; inoltre quali altre nazioni sono gravate da tale fardello? La Francia a parte il Frejus non mi sembra abbia avuto altri problemi, la Svizzera con le centinaia di dighe? Gli Usa?
Grazie mille per le vostre opinioni (se ho scritto cavolate infierite pure)
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Messaggioda Il guardiano della diga » lun set 13, 2010 4:05 pm

Bè, qui ci sarebbe da scrivere capitoli.
Io ritengo che, cronologicamente parlando:

Il Gleno è stata una tragedia basata sulla scarsa qualità dei materiali di costruzione, sui metodi impiegati per la realizzazione della struttura (getti bagnati dall'acqua dell'invaso poche ore dopo la realizzazione), sull'avidità dei costruttori.
Il Molare (e non Molara)è stata una tragedia basata sull'errore umano durante la progettazione, che è stata grossolanamente affrontata con le modifiche in corso d'opera, ma la natura ha dato una mano con la sua con una piena millenaria.

Il Vajont lo conosciamo benissimo.

Se vuoi possiamo aggiungere anche il crollo di parte della struttura della diga di Rutte, il bacino della Val di Stava ed il mare di fango.
A mio parere non è un primato (in negativo ovviamente) quello che deteniamo, anche perchè non ho mai analizzato il rapporto incidenti/numero impianti stato per stato e non posso affermare con certezza questa sentenza.

Anche in USA ci sono stati numerosi incidenti di dighe soprattutto nella prima metà del 1900.
Mi sento di affermare che come progettisti e costruttori di dighe ed impianti non abbiamo nulla da invidiare al resto del mondo. Abbiamo portato il nostro know-how in giro per il pianeta anni fa.
Se avesse prevalso il buon senso o la ragione umana al posto della sete economica avremo evitato le nostre tragedie.
Ma dietro le nostre tragedie si nasconde sempre l'uomo.
Questo per cominciare.
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Messaggioda maxxx » lun set 13, 2010 9:09 pm

... però a questo punto, in effetti, una ricerca mirata la reputerei cosa buona e giusta... tanto per realizzare qualche statistica.

Quanti sono stati gli incidenti?
Quanti crolli dei dighe nel mondo?
Quali sono i rapporti fra diga e incidenti?

Dopo il Vajont sono stati fatte molte più introspezioni geologiche mirate alle sponde dei futuri bacini... prima si valutava solo la resistenza e la permeabilità delle rocce in prossimità del sbarramento.
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Messaggioda Messerschmitt » mar set 14, 2010 3:03 pm

Secondo me, se si considera l'anno in cui sono avvenuti alcuni degli incidenti, potrebbe risultare che in quel periodo una parte significativa delle dighe esistenti al mondo erano proprio in Italia...
Il numero significativo di incidenti dipende anche dal gran numero di dighe che abbiamo sul nostro territorio, inoltre si tendono a conoscere più facilmente i disastri che avvengono a casa propria.
Altro fattore: in Italia il territorio è abitato anche in montagna, quindi eventuali problemi inevitabilmente causano anche morti. Negli Stati Uniti o in Scandinavia invece, per esempio, una diga che crolla rischia quasi di passare inosservata.
Eviterei spiegazioni "comuniste" a questi disastri come italica approssimazione, motivazioni socio-culturali, arroganza umana: lasciamole pure ai laureati in lettere, a cui piacciono tanto, perchè banalizzano il discorso e non permettono di capire qual'è stato il vero problema.

Comunque, ecco un po' di link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Dam_failure
http://www.damsafety.org/media/Document ... idents.pdf

Dai, mi pare che siamo in buona compagnia...
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Messaggioda Lukediver » mer set 15, 2010 8:48 am

Grazie mille per il i link...hai ragione siamo in "ottima" compagnia.
Per quanto riguarda l'affermazione "comunista"...ah ah lo sono anche nel mio profilo di utente! :-D :-P :evil:
Back in topic.....adesso sono anche piu' colpito da quante dighe si sono "rotte" in USA!!!!
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Messaggioda Messerschmitt » mer set 15, 2010 11:00 am

Negli Stati Uniti mi risulta che la manutenzione alle opere di ingegneria civile ed ambientale è fatta molto al risparmio.
Un esempio significativo lo si ha avuto con l'uragano Katrina: se ben ricordo l'alluvione di New Orleans fu causata dalla rottura degli argini in tantissimi punti.
Inoltre mi pare che i ponti in C.A. più vecchi sulle linee ferroviarie e stradali hanno di frequente problemi strutturali, perché non è stata mai fatta manutenzione.

P.S.: io sono più comunista di te (8 messaggi vs. 22 messaggi) :-)
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Messaggioda Il guardiano della diga » mer set 15, 2010 11:13 am

Messerschmitt ha scritto:Negli Stati Uniti mi risulta che la manutenzione alle opere di ingegneria civile ed ambientale è fatta molto al risparmio.

A me risulta un pò il contrario. Nel senso che problematiche del tipo costi annui di manutenzione per le opere civili pubbliche sono argomento di dibattito tra i senatori degli Stati. Un esempio, il Golden Gate ha bisogno, per essere conservato perfettamente, di essere verniciato costantemente, anche perchè l'operazione non può essere che manuale, e data la difficoltà di accesso all'opera, quando finiscono da un lato, l'altro ha già bisogno di manutenzione. :wink:

Per quanto riguarda Katrina in effetti i nostri mezzi di informazione hanno puntato il dito anche sul discorso argini.
Siccome ho gli USA nel cuore mi sono informato anche su questo drammatico avvenimento e devo dire che un uragano di quel tipo era difficilmente preventivale ed i danni causati quasi inevitabili.
Noi qui in Italia siamo messi peggio, soprattutto con le leggi idiote che ci impediscono di togliere la vegetazione spontanea dall'alveo dei corsi d'acqua: ogni volta che piove per 2 giorni, abbiamo torrenti che straripano, montagne di fango, frane e smottamenti.
Il Paese fa acqua da tutte le parti, un pò come la classe politica (di qualsiasi corrente essa sia) :-(

Inoltre mi pare che i ponti in C.A. più vecchi sulle linee ferroviarie e stradali hanno di frequente problemi strutturali, perché non è stata mai fatta manutenzione.

P.S.: Io sono quello con più messaggi perchè ero terrorizzato a essere identificato comunista e quindi ho scritto tantissimo... :lol:
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