Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Dove parlare di tecnica associata alle dighe e alle centrali
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pepe96
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Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da pepe96 »

Questo è un argomento del quale volevo trattare da un po' di tempo:
Girovagando tra foto di vecchi e nuovi impianti ho notato, specie in quelli di medio-piccole dimensioni, una grande differenza tra centrali di ieri e oggi. Mentre nelle foto di un tempo risaltano spazi ampi e luminosi, pavimenti decorati, pareti e soffitti affrescati (centrale di soverzene, per esempio), oggi vedo solamente cemento, intrichi di tubi e... cemento.
Faccio un esempio pratico, forse un po' estremo:
Qui sotto potete vedere la centrale Crespi, a crespi d'adda. Vetrate luminose, pareti decorate e parquet in terra :shock: .
Il tutto (almeno a me) pare trasmette un senso di organizzazione ed efficenza:

Immagine
http://www.crespidadda.it/

Qui sotto invece una mini centrale, in questo caso la centrale di campiano della bissi holding. La piccola Pelton pare quasi inglobata dalla ragnatela di tubazioni, e luci al neon illuminano la piccola stanza:
Immagine
http://www.bissiholding.com

Sia chiaro, non sto parlando di marchi o aziende specifiche. E' evidente in moltissimi impianti, specie del nuovo millennio, che il "lusso" ha ceduto il posto alla praticità, ma come mai esiste una così grande differenza?

Secondo me alcuni motivi possono essere i seguenti:
-Minor costi di realizzazione e manutenzione
-Riduzione della forza lavoro impiegata nelle centrali
-ricerca del miglior compromesso funzionalità-costi.

Secondo voi quali sono le motivazioni di un simile cambiamento? E' possibile una inversione di marcia? Quale potrebbe essere un giusto compromesso (se esiste)?

A parer mio un'inversione di marcia è possibile. Un esempio è la centrale di gadera: Sala macchine ordinata ed elegante, luminosa e moderna:
Immagine

Se un domani dovreste costruire la vostra centrale che via preferireste adottare? E se dovreste lavorarci?
Siccome noto con piacere che il forum sta riprendendo vita... rispondete numerosi!
Se i nostri avi avessero opposto le stesse resistenze di oggi contro la costruzione di infrastrutture, nessun progresso sarebbe stato possibile.
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cestò
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da cestò »

Anche se più volte si è parlato della differenza tra le centrali di ieri e di oggi, non mi sembra che sia stato aperto fin'ora un topic apposito, quindi bravo ad averci pensato Pepe.
La differenza è molta...ma credo che in tutti i campi si sia cambiato rotta, preferendo la sobrietà al lusso. E' solo una questione di soldi? Non del tutto, a mio dire. Forse è proprio una questione di..."moda", ossia di stili che nell'arco dei decenni inevitabilmente cambiano.
Certo, il discorso economico c'entra e di molto, ma se è così vuol dire che un tempo avevano una montagna di soldi da investire, cosa che mi sembra alquanto invera visto che di tempi difficili ne abbiamo passati eccome. Oppure buttavano fior di quattrini in decorazioni che alla produzione non giovava minimamente. Forse non è più tempo di sprechi, che si pensa solo al minimo necessario. E' anche vero che le centrali decorate, come delle vere opere d'arte, sono tutta un'altra cosa per il lato estetico, ma per i tempi evidentemente non c'è più spazio per l'arte, almeno quella applicata all'ingegneria civile.
Un tempo mettevano sempre il gruppo turbina-alternatore al centro della sala, come per valorizzare ancor più quel macchinario che in fin dei conti ci stava dando benessere. Doveva essere al centro dell'attenzione, il grande protagonista della scena. Bello e possente, che spiccava dall'ambiente circostante.
Ora invece sono solo degli anonimi scatoloni di latta, mimetizzati tra altri, strani accessori (almeno nella maggioranza).
Non c'è più spazio per l'esaltazione dell'ingegno, ma solo per una prassi comune e noiosa.

Tanto...l'importante è produrre e far soldi, ottenendo il massimo con il minimo sforzo...

Tempo fa, ai miei tempi d'oro sul forum, scrissi quella che chiamai "Ode al dighismo" (ovviamente ce ne vuole per definirla ode...), che, anche se era rivolta agli impianti idroelettrici in generale, una quartina può forse fare al caso nostro...recitava così:


.... Impianti gloriosi - accarezzati dal vento,
furono in passato - motivo di vanto.
A regola d’arte - costruiti in un lampo,
lasciati invecchiare - in balìa del tempo!
....

Non so se queste centrali-opere d'arte che ci rimangono, un giorno verranno abbandonate e lasciate crollare sotto il peso dei decenni...spero di no, spero che le conservino almeno per dimostrare ai nostri figli che un tempo realizzavano opere che non saremo più capaci di concepire.

E' successo così con gli antichi romani e non è detto che non possa succedere di nuovo...
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francis
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da francis »

Provo a buttar giù qualche pensiero.

Le prime centrali, da inizio secolo fino agli anni 30, non erano solo fabbriche di energia, erano "IL" simbolo del progresso, nonchè occasione per le varie società elettriche o industriali di imporre il loro prestigio. Un po' come, nello stesso periodo, il treno. Un po' come l'aereo dopo la seconda guerra mondiale.

Va da sè che chi le faceva costruire non si limitasse a tirare in piedi 4 mura e un tetto, ma cercasse di rendere l'opera più scenografica possibile, almeno nei grandi impianti (esistono anche centrali degli anni 20/30 completamente anonime, comunque). Un po' come si faceva, tanto tempo prima, con le chiese o i castelli, che non erano solo un tempio o una residenza di un nobile, ma dovevano anche rimarcare la grandiosità della chiesa o della famiglia.

Dal secondo dopoguerra la centrale elettrica è diventata così necessaria e diffusa da essere semplicemente uno stabilimento industriale come un altro. Un capannone.

Non sarei così tragico nel dire che oggi è tutto più brutto. Le centrali sicuramente, altre cose sono decisamente più piacevoli a vedersi nella versione odierna che in quella di decine di anni fa.
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cestò
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da cestò »

francis ha scritto:Le prime centrali, da inizio secolo fino agli anni 30, non erano solo fabbriche di energia, erano "IL" simbolo del progresso, nonchè occasione per le varie società elettriche o industriali di imporre il loro prestigio....
Concordo!

francis ha scritto:Non sarei così tragico nel dire che oggi è tutto più brutto. Le centrali sicuramente...
Più che brutte direi...anonime, dove non c'è nessuna figura che prevalga sulle altre.

Oggi tutto si produce più spigoloso, si sono abbandonate le linee affusolate, forse perché più difficili e costose da realizzare. I pannelli piani invece sono semplici da realizzare quindi meno costosi. Secondo me ovvio.
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BianConiglio
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da BianConiglio »

cestò ha scritto:
francis ha scritto:Le prime centrali, da inizio secolo fino agli anni 30, non erano solo fabbriche di energia, erano "IL" simbolo del progresso, nonchè occasione per le varie società elettriche o industriali di imporre il loro prestigio....
Concordo!
Concordo anche io: per di più si era in un periodo dove l'ingegneria del ferro stava scrivendo un nuovo modo di fare architettura e lo si vedeva in torri (Eiffel in primis), ponti (Puente Colgante di Bilbao/Portugalete), grandi coperture di moltissime stazioni ferroviarie (che erano l'anticamera della città) ma anche edifici industriali (lo stesso filatoio di Crespi d'Adda): c'era un gusto del "bello" che toccava anche le opere militari, evoluzione del "castello"; in più l'innovazione dell'energia elettrica come simbolo appunto di progresso unita allo stile Liberty e all'Eclettismo ha portato alle Cattedrali della Tecnica.

Crespi d'Adda riesce a essere elegante pur nel degrado delle decorazioni interne, guardate allora che meraviglia è la centrale di Pont in Val di Pejo (Cogolo):

Immagine Immagine Immagine
https://www.progettodighe.it/gallery/th ... ?album=836
Augurati il sole, ma costruisci dighe
(Mao Tse-tung)
emilio taboni
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da emilio taboni »

... Di quei generatori, mi ero fatto un ampio programma, ricavato da un volume edito
dalla Soc. Edison... """ IL GRUPPO EDISON NEI CENTO ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
1881 - 1961 """" ma non ne feci più niente ed ora ho perso
parte di tutte quelle ricerche....

... Quelle costruzioni non si rivedranno più nella storia, e credo che non si vedranno
più anche nuove colossali costruzioni, Primo motivo, non ci sono più grandi persone
che lo possono fare, secondo i costi e i tempi sono proibitivi, terzo forse il più
insormontabile, la continua aggressione sia verdi che ambientalisti ecc ecc...
( A queste persone gli taglierei acqua-luce-gas-e telefono forse suonerebbero una
musica diversa) (motto memorabile sotto i tuoi post Pepe)...

... Si vedranno solo in giro piccole entità, nascoste qua e la, ma non più grosse cose,
a malapena riusciranno ad eseguire le manutenzione, dato gli alti costi, e gli
striminziti ricavi....

... Pepe, bella la centrale mi piace l'esposizione di quelle vetrate, con a lato il
ricovero per trasformatori che lo useranno anche come locale officina
per manutenzioni... Pero quella parete in legno laterale se la potevano
risparmiare per due motivi il primo è un pugno in un occhio, il secondo non del
tutto trascurabile essendo in legno diverrà tutti gli anni sempre più brutta,
terzo la manutenzione che sarà molto onerosa tutti gli anni....

...emi...
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pepe96
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da pepe96 »

Noto con piacere che l'argomento interessa...
francis ha scritto: Le prime centrali, da inizio secolo fino agli anni 30, non erano solo fabbriche di energia, erano "IL" simbolo del progresso, nonchè occasione per le varie società elettriche o industriali di imporre il loro prestigio. Un po' come, nello stesso periodo, il treno. Un po' come l'aereo dopo la seconda guerra mondiale.
Sia tu che cestò avete evidenziato un concetto che avevo completamente trascurato. Il simbolo!
Forse quello da voi esposto è un argomento ancora più importante di quello economico da me considerato. Significa forse che non sappiamo più apprezzare questo tipo di "innovazione"? Se l'importante è solo produrre esisteranno mai centrali per lo meno curate nei dettagli?
BianConiglio ha scritto:allora che meraviglia è la centrale di Pont in Val di Pejo (Cogolo):

Immagine Immagine Immagine
https://www.progettodighe.it/gallery/th ... ?album=836
Che meraviglia di centrale (che nemmeno ricordavo esistesse :oops: )! Uno splendido esempio per questa discussione. La mia paura riguardo questi impianti è che col tempo vengano "stravolti" con i futuri revamping, nascondendo le bellezze di un tempo.
emilio taboni ha scritto: [...] Pero quella parete in legno laterale se la potevano
risparmiare per due motivi il primo è un pugno in un occhio, il secondo non del
tutto trascurabile essendo in legno diverrà tutti gli anni sempre più brutta,
terzo la manutenzione che sarà molto onerosa tutti gli anni....
In effetti... tuttavia noto che, specie in ambito "montano", le strutture in legno rivisitate in chiave moderna (se così si può dire) stanno prendendo piede... non la vedo malaccio come concetto.
Se i nostri avi avessero opposto le stesse resistenze di oggi contro la costruzione di infrastrutture, nessun progresso sarebbe stato possibile.
emilio taboni
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da emilio taboni »

... Hai ragione ci sono in giro delle belle cosine, fatte in legno armonizzato e
modellato con l'ambiente e la natura, ma non quella vela quella è troppo....In
merito al titolo del post, ci sarà molto di cui parlare e discutere...

.. Immagine
... Centrale Adolfo Covi Sonico...


.. emi...
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cestò
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da cestò »

A quanto pare la bellezza non era ristretta alla sole macchine ed al modo in cui venivano "esposte" all'interno degli edifici...ma anche gli stessi edifici erano dei veri e propri gioielli architettonici...
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Saluti da Marco
Pammachio
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Re: Idroelettrico e arte, ieri... e oggi?

Messaggio da Pammachio »

Salve a voi. Credo sia una questione di mentalita' che si evolve nel tempo. Prima per ogni cosa, anche la piu piccola, ci si dava il 100% di tempo e impegno per rendere tutto al meglio, anche come locali di lavoro, posti in cui la gente e' onorata di lavorare. Ora c'e' solo efficenza, numeri, tempo, soldi, vanno fatte piu cose in meno tempo per maggiori profitti, facendo perdere l'arte del saper fare bene. Un abbraccio a tutti.
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