Vajont al microscopio: diga e dintorni

Un forum specifico, al di là della suddivisione regionale, dedicato esclusivamente alle discussioni, ai reportage e alle informazioni sulla diga, storia e tutto quello che riguarda direttamente il Vajont.

Vajont al microscopio: diga e dintorni

Messaggioda digomane » gio ott 18, 2007 11:56 am

Eccoci ancora una volta a parlare del Vajont, un luogo che racchiude in se un qualche cosa di incredibilmente affascinante e spaventoso allo stesso tempo, con un passato di morte e distruzione ma anche di elevato interesse tecnico per noi appassionati.

In effetti è incredibile che così tante persone continuinino a frequentare quel posto a quasi 50 anni dal disastro spinte da una grande curiosità e interesse, e se ne stiano li ore a contemplare la diga e a comprare libri in vendita nei vari gazebo a 20euro, oltre a fare visite guidate sul coronamento, recentemente permesse dall'ENEL. E chissà quante persone sarebbero anche disposte a pagare cifre più alte per entrare nelle gallerie interne magari usufruendo di un nuovo ascensore che l'ENEL non intende per ora ricostruire, al posto di quello che esisteva una volta.

Per quanto mi riguarda, ci sarò stato ormai una decina di volte abbondante, e non finisco mai di stupirmi di fronte alle immagini visibili ancora oggi dell'immane catastrofe che accadde quella notte. E'tutto talmente enorme li, che la mente umana non riesce ad immaginare la portata dell'evento, che tende a sfuggire dalla capacità di calcolo del cervello.

Alla fine ogni volta che si ritorna da un viaggio al Vajont, sono più i dubbi che le certezze ad accavallarsi nella testa, in quanto la zona è stata completamente sconvolta ed è difficile capire come erano prima quei posti, dove era il lago e dove la montagna. Poi ci si chiede inevitabilmente fino a dove sarà arrivata l'onda, e anche qui l'immaginazione arriva presto al limite, in quando 200m oltre la diga sono una misura che spaventa solo al pensiero.

Osservando la forra, anche qui un confronto con le foto storiche ci dice che è stata profondamente modificata, e la diga mutilata in alcune sue parti. Anche il fatto che nonostante l'enorme energia sprigionata dalla frana lo sbarramento abbia retto, lascia senza parole. Dicono che se la diga fosse crollata, provocando lo svaso completo del bacino, il disastro sarebbe stato di proporzioni dieci volte maggiori.

Questo topic potrebbe essere un contenitore per tutti i frammenti di storia che circondano il Vajont e che non trovano ancora risposte. Chissà se un giorno qualcuno vedendo queste immagini potrà mai darcele, per la sete infinita di notizie da parte di noi appassionati.

Inizio quindi con qualche immagine catturata in una delle mie ultime visite, cercando di proporre, per quanto possibile, foto inedite o riprese da angolazioni inconsuete.
Non è detto che io riesca in questo intento, in quanto li è stato fotografato tutto il fotografabile, per cui l'impresa non è per nulla semplice...

La frana:

A nessuno è mai passato per la testa di andare a toccare con mano il famoso "piano di slittamento"?

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Eccolo, impressionante e mooolto inclinato, e molto pericolosa la salita, a causa della elevata instabilità dei materiali. Ci sono rocce di vari quintali che si muovono franando per metri solo toccandole....

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Altre viste panoramiche dalla frana verso la diga e il laghetto De Massalez



Lago De Massalez:

E' uno dei tre laghi che si sono formati in seguito agli eventi dell'ottobre 1963.

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Si tratta di un piccolo laghetto che viene drenato per mezzo di alcune opere idrauliche che fanno capo alla diga.


Lago residuo del Vajont:

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E'ancora un bel lago, con il suo colore verde intenso visibile in tutta la sua
estensione da un unico punto della vecchia strada per Erto.


Opera di presa della galleria di sorpasso (bypass):

Bisogna scedere per una specie di mulattiera, lunga un paio di Km che parte dalla SS251

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Giunti al livello del lago, si può vedere l'opera di presa della galleria di sorpasso che scarica l'acqua nella forra, mantenendo il lago a quota 625.

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Osservando attentamente l'ingresso della galleria, si nota che il calcestruzzo è stato danneggiato o modificato nella parte alta della volta.

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Si nota anche questa presa d'aria, che penso comunichi con la sottostante galleria.
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Messaggioda Zampa » gio ott 18, 2007 12:26 pm

he...è proprio come dici tu. ogni volta che ci vado è sempre come la prima volta nonostante anche grazie e voi la conosco abbastanza bene. Mi ha sempre interessato anche la parte residua del lago....che sarebbe anche bello capire fino a che livello dovrebbe essere stato: digomane, riesci a trattacciare una linea su una delle tue foto, per capire fin dove arrivava?.

Poi altra domanda...la condotta di by-pass aveva paratoie di chiusura oppure era sempre aperta? boh..non riesco a capire come sono riusciti a scavare la parte di tunnel rimanente che sbucava nella forra, senza che il cantiere si allagasse.
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Messaggioda Il guardiano della diga » gio ott 18, 2007 1:14 pm

Belle le foto che hai caricato!
Nella presa di by-pass si notano 2 rinvii di azionamenti che scendono ai lati, ma non so quale funzione abbiano; non si vedono difatti guide e tenute.
Per il discorso del cantiere: la diga aveva comunque gli scarichi, tipo quello di fondo che era a quota 514, per cui hanno potuto lavorare all'asciutto.
Per il livello del lago originario ti rimando qua:
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Messaggioda Zampa » gio ott 18, 2007 1:55 pm

scusa ma prima di ricollegarsi alla presa di by-pass avranno pur dovuto svuotare il lago residuo ad una quota sotto la presa di by-pass...

quanto rimane di invaso teoricamente "utile" 50-60 milioni di mc?
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Messaggioda Il guardiano della diga » gio ott 18, 2007 2:46 pm

Zampa ha scritto:scusa ma prima di ricollegarsi alla presa di by-pass avranno pur dovuto svuotare il lago residuo ad una quota sotto la presa di by-pass...

quanto rimane di invaso teoricamente "utile" 50-60 milioni di mc?


Certamente! Il volume a quel livello non te lo so dire ma sicuramente in quel momento, conoscendo quali rischi erano in gioco, poco interessava di mantenere serbatoio.
Poi considera che il by-pass è stata un'opera ardita anche dal punto di vista economico!
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Messaggioda sergio » gio ott 18, 2007 3:12 pm

Guardiano, credo che Zampa si riferisca al dopo disastro quando hanno allungato il bypass verso forra e collegato al lago residuo. Ecco perchè chiede di come siano state superate le difficoltà. Dico bene Zampa?
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Messaggioda phante » gio ott 18, 2007 3:12 pm

Da quanto ho letto su qualche recente articolo di giornarle riguardante alle voci di sfruttamento del lago residuo (e quindi da prendere con le pinze vista la capacità della stampa di sparare vaccate) si parla di circa 60mmc.

Ricordiamo che all'epoca c'era la stazione di pompaggio funzionante al preciso scopo di mantenere il lago basso quindi una volta pompata fuori l'acqua è banale avere una zona asciutta dove doveva stare il bypass ... e anche se non fosse stato possibile svuotare completamente il lago bastava tenerlo sotto controllo, "recintare" la zona degli scavi dell'imbocco del bypass e pompare fuori l'acqua dalla zona dei lavori ... come si fa a venezia quando ci sono lavori.

Una cosa interessante sarebbe capire come sono andati avanti i lavori, perchè ricordiamoci che sicuramente c'è stato del lavoro a monte per ripristinare l'imbocco del bypass (hanno dovuto allungare il tunnel a monte?) e soprattutto i lavori a valle che quansi sicuramente sono partiti da dentro la montagna per uscire prima a valle per lo scarico e poi ricollegarsi al bypass pre-frana ... questo concetto del bypass mi ha sempre emozionato.

Per quanto riguarda la superficie di scivolamento della frana mi ha sempre messo in soggezione ed effettivamente sono stato ben poche volte sulla frana stessa sempre per lo stesso motivo ...
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Messaggioda Ponzio » gio ott 18, 2007 3:15 pm

phante ha scritto: c'è stato del lavoro a monte per ripristinare l'imbocco del bypass (hanno dovuto allungare il tunnel a monte?)


L'imboccatura a monte dovrebbe trovarsi nella posizione originale
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Messaggioda Il guardiano della diga » gio ott 18, 2007 3:16 pm

sergio ha scritto:Guardiano, credo che Zampa si riferisca al dopo disastro quando hanno allungato il bypass verso forra e collegato al lago residuo. Ecco perchè chiede di come siano state superate le difficoltà. Dico bene Zampa?


E' vero, ho letto troppo distrattamente; in questo caso, qua:
http://www.progettodighe.it/forum/viewtopic.php?t=494
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Messaggioda Star 0 » gio ott 18, 2007 7:27 pm

Ci sono state due volte al Vajont e alla prima domenica utile ci torno..è impressionante il piano di slittamento della frana!ma come hai fatto ad arrivare fin lassù?
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Re: Vajont al microscopio: diga e dintorni

Messaggioda velista » gio ott 18, 2007 8:06 pm

digomane ha scritto: In effetti è incredibile che così tante persone continuinino a frequentare quel posto a quasi 50 anni dal disastro spinte da una grande curiosità e interesse, e se ne stiano li ore a contemplare la diga e a comprare libri in vendita nei vari gazebo a 20euro, oltre a fare visite guidate sul coronamento, recentemente permesse dall'ENEL.


Hai ragione Digomane,
purtroppo/per fortuna quel posto è davvero magnetico: chi per un motivo, chi per un altro, non si riesce a rimanere indifferenti.

Volevo farti i complimenti per le foto che hai postato, soprattutto perchè scattate da luoghi che non si frequentano spesso, io non ci sono proprio mai stato.

Vorrei darti/vi un suggerimento: io ho impiegato una vita a capire che per le foto "fosche" tipo quelle della frana, appunto, esiste il metodo per migliorarle senza alcuna fatica: basta prendere un banalissimo editor di immagini (Picasa by Google, freeware, è più che sufficiente per l'uso comune...) e togliere luminosità. Fai una prova con quelle foto, e vedi che meraviglia che vengono fuori... piene di colori, luminose e profonde!

L'avessi saputo prima, avrei apprezzato di più mille immagini che invece avevo scartato proprio perchè piene di foschia...
Scusate della digressione, ma a volte è proprio così che si impara... :wink:

Per quanto riguarda il raggiungere il piano di slittamento, mi ricordo che il nostro amico Sacchet (quello di Longarone della Pro-Loco) organizzava anche delle escursioni sulla frana, ma diceva che richiedevano il piede un pò fermo, e dimenstichezza nei pendii...

Ma un dighista D.O.C. non si ferma davanti a nulla... o no?

Per quanto riguarda il bypass... non se ne scriverà mai abbastanza, per me è sempre una opera misteriosa almeno tanto quanto la diga stessa! :wink:
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Messaggioda vicio74 » gio ott 18, 2007 10:22 pm

Anche da parte mia, i complimenti a Digomane per le foto postate.
E' vero...il Vajont non e' solo la Diga,per la quale siamo letteramente "presi"...ma e' anche la frana, o piu' che altro il piano di slittamento,che ancora oggi, a distanza di tanti anni presenta i suoi vistosi segni,riproducendo la famosa M che Edoardo Semenza delineo' dopo che fece le sue indagini con il geologo Giudici. O meglio, all'epoca delineo' la fenditura a M.

Mi piacerebbe sapere anche a me come hai fatto raggiungere il punto che hai evidenziato nelle foto,anche perche' nella mia prossima visita al Vajont che faro' quest'altra Estate, potrei includere anche un sopralluogo sul piano di slittamento,come hai fatto tu. Domanda: E' possibile che tu l'abbia raggiunto da uno di quei sentieri che partono dalla strada che "cammina" sopra la frana? E per la precisione se non ricordo male, da quello a destra nel punto in cui la strada curva decisamente a sinistra in direzione Pineda-Prada? Mi sembra di ricordare un sentiero li, con una segnalazione per il Toc,con uno di quei rustici cartelli in legno.

Anchio come tanti, appartengo a quella schiera di persone che non si stancheranno mai del Vajont,la sete di curiosita' e di conoscenza non e' mai placata,e con questo volevo includere tutto il discorso Vajont,non solo la diga e le sue opere meravigliose connesse. Ogni volta che vengo su alla Diga, la mia prima tappa e' sempre al cimitero di Fortogna,perche' il mio primo pensiero e' comunque per quei 2000 innocenti che oggi non ci sono piu'.
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Messaggioda Andr3A » gio ott 18, 2007 10:42 pm

ragazzi se qualcuno vuole provare un'amozia mozza fiato consiglio di prendere un canotto e farsi lo scarico di bypass alla acquasplash andante :lol: :lol:
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Messaggioda Ponzio » ven ott 19, 2007 8:15 am

con salto finale nella forra?.... :-x :shock:
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Messaggioda paolog » ven ott 19, 2007 8:58 am

Effettivamente è molto interessante anche l'aspetto della frana, Non avevo mai visto foto così da vicino del piano di scivolamento.

Sicuramente merita una visita, anche se tempo che la cosa sia da affrontare con molta molta cautela e sicuramente in tarda primavera......
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Messaggioda Ponzio » ven ott 19, 2007 9:04 am

sarebbe interessante anche organizzare una gita con un geologo come guida.....
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Messaggioda phante » ven ott 19, 2007 9:25 am

Effettivament abbiamo un sacco di ingegneri ma nemmeno un geologo ...
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Messaggioda paolog » ven ott 19, 2007 9:33 am

Abbiamo tutto l'inverno per trovare una soluzione........
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Messaggioda Ponzio » ven ott 19, 2007 9:36 am

Ho come vicino di casa in montagna Dal Piaz (nipote e pronipote).. ma non mi pare il caso di chiederglielo :-P :-P :-P :-P :-P
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Messaggioda digomane » ven ott 19, 2007 11:16 am

Zampa ha scritto:...digomane, riesci a trattacciare una linea su una delle tue foto, per capire fin dove arrivava?.


Approssimativamente doveva essere così:

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Tieni presente che l'ho riempito mooolto velocemente :lol: (diciamo a circa 10milioni di litri al secondo, considerando la scala :shock: ) per cui c'è stata una certa erosione delle sponde... :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:



Star 0 ha scritto:...ma come hai fatto ad arrivare fin lassù?



Ho preso la vecchia strada per Erto, dopo circa 500m dall'incrocio con la statale, trovi uno slargo: la strada asfaltata fa una curva a 90° verso sinistra, mentre a destra parte un sentiero che va verso la diga. Io l'ho percorso per qualche centinaio di metri e poi l'ho abbandonato per iniziare la risalita della frana. All'inizio la pendenza è scarsa, ma con la progressione della salita la difficoltà aumenta, in quanto come dicevo, il piertame è estremamente instabile. isogna calcolare bene dove appoggiare i piedi, se no rischi di farti male. Si può notare bene la scarsissima consistenza delle rocce, che si sfaldano come se fossero di gesso.

La salita dura circa 30-45min, dipende dall'allenamento, arrivi su il un lago di sudore, quindi meglio non andare li in estate.
Però il panorama è ottimo, in quanto vedi quei posti da altre angolazioni e soprattutto capisce la reale entità della massa franata.
Ti confesso che più la guardavo, e più stentavo a credere a quello che era successo. Non si riesce a capire come può essere accaduto che un intera montagna sia scivolata su un piano liscio come il marmo che sembra sia stato creato appositamente per questo scopo.
Di conseguenza, il mio sentimento di compassione va, oltre che alle 2000 vittime del disastro, anche a tutte le persone coinvolte nel progetto, che sono state anche loro vittime di una sfiga ai confini dell'immaginabile.
E poi dicono che la legge di Murphy non esiste....
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