Galleria di bypass.

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Re: Galleria di bypass.

Messaggioda markguar85 » mar giu 14, 2016 12:26 pm

sander ha scritto:
markguar85 ha scritto:Sono sempre alla ricerca di qualche foto del lago C pre-restauro bypass.

Se ti può interessare, dai un'occhiata alle seguenti:
Immagine
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Gran belle foto.

Qui però siamo nell'imminente dopo-frana giusto (1964 circa). Dato che il lago A è ancora presente.

Io parlo degli anni '70 con gli spillamenti in funzione.
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Re: Galleria di bypass.

Messaggioda EnricoP » gio giu 16, 2016 2:20 am

Ma scusate... Ci penso solo ora... Che senso ha avuto creare la galleria di bypass ad una quota di 624 metri, quando il bacino doveva funzionare con quasi cento metri di acqua in piu`?!
Era ovvio che, con il crollo della frana (che si dava gia` per scontato allora), l'imbocco della galleria di bypass sarebbe stato comunque inaccessibile, sia per la colonna d'acqua, sia per l'inevitabile accumulo di enormi quantita` di detriti...
E lo stesso ragionamento (anzi, con piu` ragione ancora) doveva valere per lo sbocco subito a monte della diga!
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Re: Galleria di bypass.

Messaggioda markguar85 » gio giu 16, 2016 8:44 am

Beh, c'è da tener conto anche che il Vajont avrebbe dovuto essere "la banca dell'acqua", quindi anche alimentare le altre centrali nei periodi di magra, quindi mi aspetto che il livello del bacino non sarebbe sempre stato al massimo invaso. Con il bypass ad esempio a quota 700 avrebbero avuto solo 21 metri d'acqua "utile", poi avrebbero solo potuto sfruttare il Lago A. Quindi probabilmente avranno cercato il giusto compromesso tra "altezza" e "sfruttabilità" del bacino dopo la frana.
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Re: Galleria di bypass.

Messaggioda phante » gio giu 16, 2016 9:52 am

EnricoP ha scritto:Ma scusate... Ci penso solo ora... Che senso ha avuto creare la galleria di bypass ad una quota di 624 metri, quando il bacino doveva funzionare con quasi cento metri di acqua in piu`?!
Era ovvio che, con il crollo della frana (che si dava gia` per scontato allora), l'imbocco della galleria di bypass sarebbe stato comunque inaccessibile, sia per la colonna d'acqua, sia per l'inevitabile accumulo di enormi quantita` di detriti...
E lo stesso ragionamento (anzi, con piu` ragione ancora) doveva valere per lo sbocco subito a monte della diga!


Mi ricollego alla stessa domanda, anche se fatta in forma diversa da markguard all'inizio del topic.

La galleria di bypass aveva lo scopo di sfruttare il principio dei vasi comunicanti e visto che ho trovato in wikipedia un'immagine che casualmente dal punto di vista del profilo altimetrico è analoga alla situazione del vajont la pubblico.

Immagine

Semplificando la conformazione originale della valle possiamo dire che era divisa in due zone completamente diverse, dallo sbocco sul piave fino all'altezza del ponte di casso (che è un più a valle rispetto all'attuale presa del bypass) era un canyon profondo e stretto che all'altezza della diga ha quota di fondovalle a circa 460 mslm.

Risalendo dal ponte di casso il livello di fondovalle si alza per arrivare ad una situazione non troppo diversa dall'attuale stato della valle e all'altezza dei molini delle spesse, dove c'è l'imbocco del bypass, la quota del fondovalle è poco meno di 600 mslm.

Dalla conformazione della frana e della montagna era abbastanza chiaro ai geologi che il limite a monte della frana sarebbe arrivato nella zona a valle dei molini delle spesse.

A questo punto, viste le quote altimetriche è ovvio che per massimizzare la funzionalità dei "vasi" la presa del bacino più a monte deve essere fatta nel punto più depresso di quest'ultimo, quindi pochi metri sopra a quota 600, poi probabilmente diventati quota 624 per altre necessità (miglior conformazione della zona di imbocco che consentiva di installare il cantiere, lavorare più alto del torrente così da evitare piene che allagano il cantiere, evitare successivi fenomeno di interrimento, ...) direi che con un po' di logica è chiara anche ai meno tecnici l'utilità di lavorare lievemente più in alto.

A questo punto, una volta identificata la quota a monte per puri motivi geografici, è chiaro che a valle lo sbocco doveva essere il più vicino possibile alla diga per ridurre il rischio che finisse sotto la frana e che la quota doveva essere più bassa dell'imbocco per facilitare il flusso delle acque da monte verso valle quando il lago A fosse stato più basso.
Il luogo migliore dove fare lo sbocco del bypass, probabilmente per evitare di operare troppo vicino alla roccia di imposta delle spalle della diga è dove ci sono le immissioni dal serbatoio del Piave (quota 600,84) e dalla centrale di Gardona (quota 585).

Va considerato che anche a quota 624 il bacino sarebbe stato pienamente sfruttabile visto che le due prese sono rispettivamente a quota 591 per Val Gallina e 584 per il Colomber.

A questo punto, la quota dello sbocco del bypass a 613 non pesta i piedi con le immissioni preesistenti (13 metro sopra Pieve) ed è solo 10 metri più in basso rispetto all'imbocco garantendo quindi un percorso in discesa ma comunque molto facile (ed economico) da fare perchè è praticamente in piano.

Direi quindi che con un po' di logica e di cartografia tutti i dubbi sul profilo altimetrico dell'opera dovrebbero essere a questo punto chiariti.

Mentre sulla posizione dello sbocco a valle del bypass ci possono essere pochi dubbi, basta guardare una carta della zona e si vede che più a valle era difficile da andare perché c'è la diga, lievemente più complesso da capire è invece la scelta di posizione "orizzontale" dell'imbocco perché è stata costruito proprio sul bordo della frana tanto che in prima battuta è stata ostruita, anche se bisogna ricordare che si è liberato praticamente da solo non appena l'acqua ha potuto scorrere dagli spillamenti, quindi la posizione effettivamente non era sbagliata.

Sicuramente da una parte c'è una visione di tempi/soldi, ovvero fare la galleria il più corta possibile così da metterci meno tempo e di conseguenza spendere meno, quindi la sua posizione naturale secondo questo punto di vista è appunto quella di bordo frana.

La vera domanda da farsi e alla quale hanno dovuto rispondere i progettisti quindi è "dove si troverà il bordo frana?".

Come ripeto da un po' per capire il perchè di queste scelte bisogna contestualizzarsi nel momento in cui sono state prese e non dal risultato che hanno dato. Come ben sappiamo il comportamento della frana è stata diverso da quello atteso in una fase iniziale con una velocità di caduta estremamente elevata a quasi 100 km/h. Quindi abbiamo una massa enorme che si è mossa ad un velocità estremamente elevata, e questi due fattori, anche senza scomodare la fisica mi fanno pensare quindi al fatto che il confine della frana reale sia diverso rispetto alla previsione iniziale e quindi quella che nel 1960 era una località che sicuramente era fuori dalla frana nell'ottobre del 1963 sia diventata una località che per fortuna era proprio sul bordo.
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Re: Galleria di bypass.

Messaggioda markguar85 » gio giu 16, 2016 11:36 am

Che dire, ottima spiegazione.
Effettivamente mi mancava il fatto che a monte della frana il livello del lago fosse sui 600.
Allora se cosi fosse direi che hanno fatto le scelte migliori che potessero fare all'epoca e con le conoscenze dell'epoca.

Anche se comunque fossero riusciti a riutilizzare il lago, a questo punto, avrebbero perso veramente tanti mc di invaso. Quindi non capisco il perché di non cercare di non far cadere la frana.
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Re: Galleria di bypass.

Messaggioda phante » gio giu 16, 2016 12:54 pm

markguar85 ha scritto:Che dire, ottima spiegazione.
Effettivamente mi mancava il fatto che a monte della frana il livello del lago fosse sui 600.
Allora se cosi fosse direi che hanno fatto le scelte migliori che potessero fare all'epoca e con le conoscenze dell'epoca.

Anche se comunque fossero riusciti a riutilizzare il lago, a questo punto, avrebbero perso veramente tanti mc di invaso. Quindi non capisco il perché di non cercare di non far cadere la frana.


Per le quote riporto la cartina del 1949 che avevo già segnalato alla pagina 1 di questo topic

Immagine
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