Evoluzione delle luci di sfioro alla diga del Vajont

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Evoluzione delle luci di sfioro alla diga del Vajont

Messaggioda dave » ven nov 06, 2015 2:24 pm

Volevo aprire questa discussione per approfondire l'interessante evoluzione del numero delle luci di sfioro della diga del Vajont. L'opera ultimata, come tutti sappiamo, contava ben 16 luci di scarico. Nel primo progetto della diga a quota di massimo invaso a 722.5 erano indicate solamente 10 luci di sfioro poste tutte alla stessa quota (appunto 722.5). Presumibilmente a causa della Frana di Pontesei del 22 marzo 59, L'Ing Carlo Semenza produsse una modifica al progetto introducendo ulteriori 2 luci di sfioro, esterne, che dovevano essere poste a quota 722,60. Questa modifica dovrebbe essere stata introdotta nel progetto in data 13 aprile 1959 (come riportato da documenti dell'archivio di stato di Brlluno). In fase di esecuzione del progetto poi queste luci furono portate a 16. Nella “Relazione idraulica intorno alla valutazione delle portate di piena del Vajont” del 22 febbraio 1961 sono anche riportate le quote definitive degli ulteriori sfioratori:
10 a quota 722,50
2 “ 723,00
2 “ 723,20
2 “ 723,50
In tutti i disegni di progetto vengono riportate sia la quota di 722,50, denominata “Massimo invaso” (per le norme attuali tale livello viene indicato come “Quota massima di regolazione”) che quella di 723,50 riportata come quota di “Massima piena”, che è il livello che raggiungerebbe l’acqua con il più gravoso evento di piena previsto (per le norme attuali tale livello viene indicato come “Quota di massimo invaso”).

Il fatto che a Pontesei l’onda che ha investito il paramento nella parte centrale non ha superato il parapetto perché smorzata dalle luci di scarico, deve aver indotto Semenza ad aumentare la sezione sfiorante al solo scopo di facilitare il passaggio dell’eventuale onda che si sarebbe creata con la caduta della frana. Infatti le due luci laterali, con soglia alla stessa altezza della quota di massimo invaso (723,50), non avrebbero contribuito allo scarico di eventuali piene.
Non si conosce però, al momento, in che periodo fu redatto il progetto della diga con le 16 luci di sfioro, di certo c'è che fino alla frana di Pontesei erano 10, portate a 12 nell'aprile del 1959. Questi sono i dati che mi sono stati forniti dal Sig. Rivis, che colgo l'occasione di ringraziare sentitamente.
L'ipotesi mia personale della decisione del definitivo passaggio alle 16 "finestre" risale al periodo settembre-ottobre 1959 quando Edoardo Semenza aveva già informato il padre della scoperta di un'antica frana sul Toc. Più precisamente dopo l'incontro avvenuto il 1 ottobre 1959 a Salisburgo tra i due Semenza e Muller, incontro nel quale il Tecnico austriaco venne informato dei risultati dello studio effettuato da Semenza jr. Mi sembra questo il periodo più probabile per tale decisione, ricordando che solo un anno dopo la diga venne completata col le 16 luci di sfioro
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Re: Evoluzione delle luci di sfioro alla diga del Vajont

Messaggioda Eraldo » ven nov 06, 2015 5:20 pm

Davide, condivido le tue constatazioni e considerazioni, a mio parere corrette e pertinenti.

Cerco di riepilogare, con la certezza che me lo consenti.

Gli scarichi attraversanti la diga erano soltanto due:
- lo scarico di superficie, con ciglio sfiorante a q 722,50 m per le 10 luci centrali e crescente fino a 723,50 per le 3+3 luci laterali, come hai già scritto, con una capacità di scarico in superficie di 140 m3/s
- lo scarico di esaurimento, a q 481,90 m, 18 m sopra la base della diga, del Ø 80 cm e pressione massima di esercizio 24 atmosfere, con azionamento ad asta dall'alto

In origine c'erano altri tre scarichi (in alveo), sviluppati in sotterraneo (gallerie in pressione), sorpassanti la diga nella sponda sinistra e scaricanti in alveo con sbocchi a 80/120 m davanti alla diga, nei pressi del ponte-tubo. Avevano imbocchi a 20/80 m dietro la diga.
C'erano:
- lo s. di alleggerimento, con imbocco a q 664,22 m e pressione max di esercizio di 6 atm
- lo s. di mezzofondo, con imbocco a q 579,36 m, press. max di esercizio 14 atm e che attualmente funge da galleria di drenaggio delle acque meteoriche in zona frana, con sbocco a valle del ponte-tubo e cascata in sinistra, nella forra
- lo s. di fondo, con imbocco a q 514,37 m, press.max di eserc. 21 atm; era al livello più basso raggiungibile con l'ascensore
Capacità totale di scarico (alleggerimento, mezzo fondo e fondo) 284 m3/s
Le paratoie degli scarichi erano azionabili sia dalla sala controllo della cabina comandi centralizzati (a q 725,93 m) che dalle camere di manovra delle paratoie raggiungibili con ascensori/montacarichi a due tratte verticali disassate e corsa complessiva 203 m o con scale metalliche. Ogni tratta era ricavata in un pozzo alloggiante sia l'ascensore che le rampe-scale.

Gli scarichi in alveo sono stati utilizzati soltanto durante la costruzione della diga per consentire il naturale deflusso del torrente Vajont; poi non sono mai stati più riaperti.

Lo scarico di superficie non è mai stato utilizzato. Infatti la quota d'invaso raggiunta in assoluto è stata al massimo di q 710 m, ai primi di sett. 1963, e così mantenuta praticamente costante fino al 26 del mese quando, rinunciando al collaudo, fu iniziato lo svaso, dato che alla fine di agosto la frana del m.Toc accelerò progressivamente la discesa, raggiungendo i 30 cm/giorno l'8 ott.'63.

L'evoluzione, da te rilevata durante la fase di costruzione della diga, dell'ampiezza complessiva delle luci di sfioro è sicuramente il frutto della presa di coscienza da parte di C. Semenza della accresciuta probabilità del verificarsi di frane nel bacino e quindi della necessità di assicurare una maggior portata di sfioro conseguente a ondate di frana di maggior entità rispetto a quelle previste dai progetti.
Presa di coscienza e consapevolezza che hanno secondo me ben sempre distinto l'ingegnere Carlo Semenza, figura professionale di caratura mondiale.
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Re: Evoluzione delle luci di sfioro alla diga del Vajont

Messaggioda dave » ven nov 06, 2015 11:21 pm

Grazie Eraldo, da quello che ho capito la prima modifica, introdotta ad aprile 59 a pochi giorni dalla frana di Pontesei, fu una misura di sicurezza precauzionale nel caso di caduta di frane di modesta entità, Visto che in quel periodo la frana non era ancora stata scoperta. Successivamente, la scoperta della Frana da parte di Edoardo, deve aver indotto Carlo Semenza al definitivo passaggio a 16 sfioratori. Frana che in quel momento era quantificata in "soli" 50 mln di metri cubi a fronte della successiva, e più veritiera, stima di 200 mln di metri cubi fatta ad opera ormai completata.
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Re: Evoluzione delle luci di sfioro alla diga del Vajont

Messaggioda sander » sab nov 07, 2015 6:37 pm

Bel lavoro caro dave! Come al solito del resto :-D :-D

Relativamente al progetto per le #10 luci di sfioro:
dave ha scritto:...da quello che ho capito la prima modifica, introdotta ad aprile 59 a pochi giorni dalla frana di Pontesei, fu una misura di sicurezza precauzionale nel caso di caduta di frane di modesta entità...

Anche il documento ufficiale SADE, datato: maggio 1958, riporta lo sbarramento dotato di tale numero di sfioratori:
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Re: Evoluzione delle luci di sfioro alla diga del Vajont

Messaggioda dave » sab nov 07, 2015 7:18 pm

Grazie Sander, ma non è certo mio il merito di questo resoconto ;-) . Di mio ho solo espresso alcune considerazioni in base alle informazioni ricevute. Considerazioni che spero abbiano senso!
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