Vajont: Cantieri e lavori nella valle

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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda dave » lun ago 04, 2014 11:55 pm

Certo, se ricostruissero il coronamento ex-novo sarebbe sicuramente scellerato. Ma analizzando più profondamente la cosa, cè Da considerare il fatto che, comunque, anche il coronamento ha subito un radicale cambiamento per consentire a turisti e non di usufruire del camminamento in totale sicurezza. Allora anche quello avrebbero dovuto lasciarlo esattamente come era. Comunque io la vedo da esterno, e capisco benissimo che chi, invece, in queste realtà ci vive possa pensarla in maniera differente, con tutte le ragioni del caso. (Mi scuso per la forma ma sono con il cell e faccio un Po fatica a scrivere).
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » mar ago 05, 2014 7:01 pm

dave ha scritto:cè Da considerare il fatto che, comunque, anche il coronamento ha subito un radicale cambiamento per consentire a turisti e non di usufruire del camminamento in totale sicurezza. Allora anche quello avrebbero dovuto lasciarlo esattamente come era.


Ovvio che nulla è perfettamente com'era. Nuova è la strada per Erto, nuovo il ponte tubo ...Sulla diga oltre che sul coronamento hanno ricostruito anche le passerelle esterne di ispezione a varie altezze (ormai in rovina pure quelle)... ma nessuno discute il diritto di rimetter in servizio quel che è necessario a fini funzionali.
La stessa passerella sul coronamento, inconfutabilmente ad impatto visivo quasi nullo,
è stata posata quasi subito dopo il disastro per sacrosante esigenze di manutenzione e solo successivamente modificata per accogliere i curiosi...

In realtà il coronamento non l'hanno assolutamente modificato... ci hanno solo costruito sopra, senza però spostare un solo tondino, quella che io chiamo "la voliera" (che sino a quando è stata utilizzata dai soli addetti ai lavori non era tale, ma una semplice passerella aperta in grigliato con doppio corrimano, e così avrebbe potuto rimanere se, come scritto in altro thread, non avessimo l'obbligo di difendere gli utenti anche da se stessi)

E' un discorso vecchio... una cosa è "mettere in sicurezza" un percorso, un'altra è renderlo "a prova di suicida". Dimostrami come fa uno a scavalcare "accidentalmente" un corrimano in metallo alto 1,20m, con battipiede, grigliato e corrente intermedio se non sedendocisi sopra per far la foto ricordo...

Io l'anno scorso sono stato a Plitvice e ti assicuro che lì, se uno vuole, modi per suicidarsi cadendo dalle scalette esposte scavate nella roccia o dai costoni a picco sopra i laghi bassi ne trova quanti vuole... eppure ci vanno migliaia di persone l'anno e non ci è mai morto nessuno.

Affinando il ragionamento, quello che temo, per i lavori attuali, è l'eccessivo esibizionismo e protagonismo dei "restauratori", che, specie quando di mezzo ci sono degli sponsor, spesso si sentono in dovere di rendere evidente il loro lavoro "personalizzandolo" con interventi di dubbia utilità e forte impatto visivo... come per dire "guardate come abbiamo speso bene i vostri soldi... mica ci siamo limitati a rimettere insieme i cocci... l'abbiamo migliorato da cima a fondo"
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda dave » mar ago 05, 2014 10:55 pm

Camillo ha scritto:Affinando il ragionamento, quello che temo, per i lavori attuali, è l'eccessivo esibizionismo e protagonismo dei "restauratori", che, specie quando di mezzo ci sono degli sponsor, spesso si sentono in dovere di rendere evidente il loro lavoro "personalizzandolo" con interventi di dubbia utilità e forte impatto visivo... come per dire "guardate come abbiamo speso bene i vostri soldi... mica ci siamo limitati a rimettere insieme i cocci... l'abbiamo migliorato da cima a fondo"

Su questo sono d'accordo. Non vi è dubbio poi che l'asfalto su quel sentiero è come un pugno in un occhio, effettivamente non serve asfalto per mettere in sicurezza un sentiero, a meno che non si voglia renderlo carrozzabile, allora la questione cambia e di molto. Non vorrei che sotto sotto ci sia altro, se quel tratto è di proprietà dell' Enel può darsi che qualcos'altro bolla in pentola, e spero che non sia così.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » mer ago 06, 2014 9:08 am

dave ha scritto:
Camillo ha scritto:Affinando il ragionamento, quello che temo, per i lavori attuali, è l'eccessivo esibizionismo e protagonismo dei "restauratori", che, specie quando di mezzo ci sono degli sponsor, spesso si sentono in dovere di rendere evidente il loro lavoro "personalizzandolo" con interventi di dubbia utilità e forte impatto visivo... come per dire "guardate come abbiamo speso bene i vostri soldi... mica ci siamo limitati a rimettere insieme i cocci... l'abbiamo migliorato da cima a fondo"

Su questo sono d'accordo. Non vi è dubbio poi che l'asfalto su quel sentiero è come un pugno in un occhio, effettivamente non serve asfalto per mettere in sicurezza un sentiero, a meno che non si voglia renderlo carrozzabile, allora la questione cambia e di molto. Non vorrei che sotto sotto ci sia altro, se quel tratto è di proprietà dell' Enel può darsi che qualcos'altro bolla in pentola, e spero che non sia così.


I cartelli sui cancelli dicono "proprietà ENEL".

A rigore dovrebbe essere tutto demaniale... tutt'al più potrebbe essere dell'Enel solo a valle del punto in cui sorgeva il ponte Sacaim... a monte era il tracciato della statale e quindi dell'Anas... ma vai a capire cosa e come hanno espropriato all'epoca e soprattutto che casini hanno combinato dopo con la scusa del pericolo...

Ricordate il "muro della vergogna"?
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » ven ago 08, 2014 9:48 pm

Quell'asfaltata non s'era da fare! :-(
Non mi piace, non c'entra nulla con niente che stia da quelle parti (opinione personale). Noi dighisti poi siamo abituati al "selvaggio", allo sterrato, allo scomodo, e non in nastri d'asfalto lisci come biliardi! Vedendo altre foto, quello che mi chiedo è se hanno deciso di asfaltarla tutta o solo una parte. In quest'ultimo caso allora non ne vedo l'utilità.

Camillo ha scritto:Ricordate il "muro della vergogna"?

Non ho capito cosa intendi Camillo.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » ven ago 08, 2014 10:45 pm

cestò ha scritto:
Camillo ha scritto:Ricordate il "muro della vergogna"?

Non ho capito cosa intendi Camillo.


Che non mi stupirebbe scoprire che quei cartelli "proprietà ENEL " in realtà siano collocati su proprietà demaniali o comunali.

Sade ha ottenuto l'esproprio dei terreni a monte della duga per creare il lago ... ma a valle?
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » ven ago 08, 2014 10:55 pm

Camillo ha scritto:
cestò ha scritto:
Camillo ha scritto:Ricordate il "muro della vergogna"?

Non ho capito cosa intendi Camillo.


Che non mi stupirebbe scoprire che quei cartelli "proprietà ENEL " in realtà siano collocati su proprietà demaniali o comunali.

Sade ha ottenuto l'esproprio dei terreni a monte della duga per creare il lago ... ma a valle?

Sì, è giusto, però perdonami ma non ho capito cosa c'entri il muro della vergogna...
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » sab ago 09, 2014 10:50 am

cestò ha scritto:Sì, è giusto, però perdonami ma non ho capito cosa c'entri il muro della vergogna...


Perchè, polemicamente parlando, IMHO rappresenta il punto più alto dell'illegalità in quella valle...

Non è un mistero che le esigenze di sicurezza usate per giustificare la sua costruzione e il relativo posto di blocco siano considerate dai più una foglia di fico e che il suo scopo principale fosse evitare che gli Ertani tornassero nelle loro proprietà e, più in generale, lasciare mano libera all'Enel nell'intera valle senza testimoni di quel che stava combinando per rimediare al disastro ...

Se poi invece sei convinto che davvero servisse per evitare che l'intera vallata di Claut fosse allagata dallo straripamento del lago morto, e che tutti gli interventi eseguiti DOPO il 1963 siano stati preceduti da regolari permessi, ed eseguiti senza violare alcun diritto o proprietà di terzi fai finta che non abbia parlato... non è mia intenzione polemizzare su questi argomenti non tecnici. :wink:
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » sab ago 09, 2014 3:29 pm

Camillo ha scritto:Non è un mistero che le esigenze di sicurezza usate per giustificare la sua costruzione e il relativo posto di blocco siano considerate dai più una foglia di fico e che il suo scopo principale fosse evitare che gli Ertani tornassero nelle loro proprietà e, più in generale, lasciare mano libera all'Enel nell'intera valle senza testimoni di quel che stava combinando per rimediare al disastro ...

Se poi invece sei convinto che davvero servisse per evitare che l'intera vallata di Claut fosse allagata dallo straripamento del lago morto, e che tutti gli interventi eseguiti DOPO il 1963 siano stati preceduti da regolari permessi, ed eseguiti senza violare alcun diritto o proprietà di terzi fai finta che non abbia parlato... non è mia intenzione polemizzare su questi argomenti non tecnici. :wink:

Non condivido. Sulla necessità di costruire il muro per scongiurare una eventuale ondata verso la val Cellina, che sarebbe stata causata da una temuta frana del diedro sopra Pineda, questo è ineccepibile. Se avessero davvero voluto erigere un muro come impedimento al rientro "in patria" degli ertani non lo avrebbero costruito così imponente ma ne sarebbe bastato uno molto più piccolo. 20 metri di altezza per 15 di spessore sono una enormità se si considera che avrebbe dovuto fermare soltanto delle persone, "formiche" in confronto ad esso.
E poi...conoscendo la testardaggine e la grande forza di volontà degli ertani di oggi (figuriamoci come erano quelli dell'epoca), davvero credi che se solo avessero voluto, non l'avrebbero aggirato quel muro? Come mi spieghi allora la realizzazione dello schermo impermeabilizzante nelle immediate vicinanze? Questa è la conferma che una inondazione era più che temuta.
C'è anche da dire poi che il muro aveva un'accesso libero lungo la strada, il che non avrebbe di certo impedito il transito sia di persone che di mezzi motorizzati. Lo sbarramento semmai si trovava verso S.Martino ed era ottenuto solo da una semplice sbarra che un militare provvedeva ad alzare ed abbassare in caso di passaggio di persone autorizzate. Per quale motivo? La zona di Erto era considerata ad alto rischio, come chiameremmo oggi "zona rossa", per via del suddetto diedro che si temeva (erroneamente) sarebbe franato nel lago. Perché tutta questa paura del diedro? Se lo guardi infatti ti chiedi come abbia fatto a restare in "piedi", quindi immagina la paura che aveva chi doveva prendersi la responsabilità di decidere se trasferire o lasciare in quel luogo migliaia di persone.
Purtroppo nessuno pensò di interpellare Edoardo Semenza, il quale era sicuro che il diedro da lì non si sarebbe mosso visto che lo stesso è separato dal Toc da una faglia (col Tramontin), quindi appartiene ad un'altra catena montuosa.

Camillo ha scritto:...sei convinto che... tutti gli interventi eseguiti DOPO il 1963 siano stati preceduti da regolari permessi, ed eseguiti senza violare alcun diritto o proprietà di terzi fai finta che non abbia parlato...

Non mi sono mai posto il problema, ma se proprio i lavori fossero stati fatti senza permessi questo non può farmi che piacere perché significa che chi si stava dando da fare per salvare il salvabile (il paese di Erto e la val Cellina) ha agito senza perdere del tempo prezioso ad attendere le lungaggini burocratiche che avrebbero rallentato di mesi questi importanti lavori.

Camillo ha scritto: :wink:
:wink:
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » sab ago 09, 2014 5:20 pm

Sarà... sta di fatto che in Rete sono pochi a pensarla come te... wikipedia per prima...

Wiki ha scritto:
Il Muro della Vergogna eretto in Italia, sul Passo di Sant'Osvaldo, tra Cimolais ed Erto, a seguito del Disastro del Vajont. Ufficialmente allestito per "prevenire altre ondate", il muro fu smantellato nell'autunno 1998, e criticato per aver impedito il ritorno degli sfollati.





Muro di s. Osvaldo – Longarone Erto Casso



dopo l'evacuazione delle borgate di Erto e Casso verso la Valcellina, il muro - con uno spessore di addirittura ottanta centimetri - fu eretto in tutta fretta e in corrispondenza del passaggio fu insediato un posto di blocco permanente, presidiato. Lo scopo dichiarato era quello di frenare eventuali altre ondate, ma in realtà era quello molto più subdolo di impedire il ritorno degli sfollati. Questo non perché preoccupassero altri smottamenti, quanto perché in un primo luogo, dopo i fumi della polemica e del clamore sull'onda (è il caso di dirlo) del disastro, l' Enel non intendeva rinunciare del tutto al progetto idrico che tanto gli era costato, sia prima che dopo la nazionalizzazione. Si intendeva cioè cercare di salvare il salvabile, tentando di limitare di danni per poter possibilmente sfruttare, anche se in parte, l' invaso ostruito. Restava il corso del torrente Vajont (che poco distante dal passo Sant'Osvaldo continua a scorrere) e un residuo di lago. Per lo svuotamento del bacino residuo, bisognava cominciare recuperando l'accesso parzialmente ostruito della galleria di sorpasso costruita a suo tempo, e che fu lambita dalla massa franosa. In contemporanea, i tecnici Enel ebbero modo di condurre studi di fattibilità, e l'accesso negato dal versante di Sant' Osvaldo poteva ulteriormente consentire di agire indisturbati. Ovviamente però la cosa non restò segreta all'opinione pubblica, e non se ne fece più nulla. Almeno a fatti. Il muro rimase integro e presidiato per qualche anno, finché gli ertani sfollati decisero di riprendersi le abitazioni, e alla spicciolata tornarono alle loro case aggirando il muro via bosco, e allacciandosi abusivamente all'energia elettrica. Con l' andar del tempo il presidio armato fu rimosso, rimase solo il manufatto. Una sorta di porta della valle. Dopo lo spettacolo di Marco Paolini, nel 1997, l' opinione pubblica e il corso degli eventi in stallo da trent'anni presero una accelerata consistente, e si decise di eliminare uno dei più tristi ricordi ancora visibili della catastrofe, da sempre considerato l'ennesimo insulto da parte dei poteri forti che avevano seguitato a imporre la propria legge sui più poveri. Nell' inverno 1998-99 iniziò lo smantellamento, non rimasero né pietre né fondamenta o altri ruderi, segno della volontà di cancellare del tutto una vergogna mai accettata. Sulla linea del Passo venne eretta la chiesetta di Sant' Osvaldo, e del muro non si parlò più. Esistono rarissime fotografie, qualcuna esposta alla mostra permanente sul Disastro presente a Erto.

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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » sab ago 09, 2014 5:41 pm

cestò ha scritto:
se proprio i lavori fossero stati fatti senza permessi questo non può farmi che piacere perché significa che chi si stava dando da fare per salvare il salvabile (il paese di Erto e la val Cellina) ha agito senza perdere del tempo prezioso ad attendere le lungaggini burocratiche che avrebbero rallentato di mesi questi importanti lavori.



No, Cestò qua ti contraddici.

Tu stesso affermi che chi qualcosa ci capiva sapeva che NON c'era nessun pericolo... quindi ammetti implicitamente che si è dato carta bianca a degli imcompetenti, probabilmente gli stessi che hanno permesso il verificarsi della prima tragedia... oppure a gente che, nonostante l'immane casino combinato, pensava ancora solo a salvare l'impianto... e dovrebbe farmi piacere? ma stiamo scherzando?

Perchè è inutile che stiamo a raccontarci la fiaba dell'orso e ad assolvere tutti...
Quelli della SADE che erano tranquilli perchè Ghetti aveva detto che non c'era pericolo, Ghetti perchè gli avevano dato dati sbagliati, quelli della commissione ministeriale perchè si fidavano di Semenza, Semenza perchè si fidava di Dal Piaz etc etc...

Qualche somaro calzato e vestito (da tecnico) in questa faccenda DEVE esserci stato altrimenti (tanto per fare un esempio) i dati sbagliati a Ghetti non sarebbero arrivati... E IMHO ce n'è stato più d'uno.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda emilio taboni » sab ago 09, 2014 8:13 pm

.....sempre gli amici degli amici con lauree ( in scienze politiche ) tanto chi è morto è morto

accidenti ,!!!!!!

emi.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » ven ago 15, 2014 9:37 am

Camillo ha scritto:Sarà... sta di fatto che in Rete sono pochi a pensarla come te... wikipedia per prima...
Questo non fa che rafforzare le mie convinzioni.
Poi chi sarebbero tutti costoro che non la pensano come me?

Camillo ha scritto:..."il muro - con uno spessore di addirittura ottanta centimetri..."
Scusa, sei mai stato al passo a vedere "l'impronta lasciata dal muro?" Oppure hai mai visto una foto storica di esso? Se dai retta a questa cavolata significa che non hai mai visto il luogo né una foto storica dove si vede chiaramente che lo spessore del muro è di gran lunga maggiore di 80 cm...

Camillo ha scritto:...fu eretto in tutta fretta e in corrispondenza del passaggio fu insediato un posto di blocco permanente, presidiato. Lo scopo dichiarato era quello di frenare eventuali altre ondate, ma in realtà era quello molto più subdolo di impedire il ritorno degli sfollati.
Dove sono le prove di questo? Qui mi sembra che semplici supposizioni vengano fatte passare per delle certezze...

Camillo ha scritto:Questo non perché preoccupassero altri smottamenti, quanto perché in un primo luogo, dopo i fumi della polemica e del clamore sull'onda (è il caso di dirlo) del disastro, l' Enel non intendeva rinunciare del tutto al progetto idrico che tanto gli era costato, sia prima che dopo la nazionalizzazione. Si intendeva cioè cercare di salvare il salvabile, tentando di limitare di danni per poter possibilmente sfruttare, anche se in parte, l' invaso ostruito.
Volenti o nolenti l'impianto era dell'Enel (la nazionalizzazione era stata fortemente voluta dai socialisti-ndr) ed anche se moralmente inaccettabile, l'Enel era libera di recuperare il suo impianto, con o senza muri e con o senza "ertani tra i piedi". Per cui non credo in questa assurda tesi.

Camillo ha scritto:...i tecnici Enel ebbero modo di condurre studi di fattibilità, e l'accesso negato dal versante di Sant' Osvaldo poteva ulteriormente consentire di agire indisturbati.
"Agire indisturbati" ...ma non erano mica dei criminali coloro i quali stavano installando le idrovore per pompare l'acqua del bacino che si stava innalzando paurosamente. Davvero pensi che gli sfollamenti ci sono stati per permettere all'Enel di fare della valle ciò che voleva? Ed allora perché, nonostante lo sfollamento, nonostante la possibilità di agire indisturbata visto che di fatto lo sfollamento c'è stato, l'Enel ha abbandonato di buon grado il progetto di riutilizzare il bacino?

Camillo ha scritto:Nell' inverno 1998-99 iniziò lo smantellamento, non rimasero né pietre né fondamenta o altri ruderi, segno della volontà di cancellare del tutto una vergogna mai accettata.
A parte che si chiamano fondazioni e non fondamenta, ma soprattutto lì le fondazioni non c'erano perché hanno utilizzato dei gabbioni con all'interno pietre, semplicemente posate a terra, eccetto nella parte del portale dove hanno utilizzato calcestruzzo proprio per rendere più sicuro il suo attraversamento, guarda un po'....
In secondo luogo...come mai costui non parla dello schermo impermeabilizzante (ancora visibile) che avrebbe dovuto scongiurare infiltrazioni verso la val Cellina? ...ed io dovrei credere ad una versione dei fatti postata da tale dune-buggi???

Camillo ha scritto:
cestò ha scritto:se proprio i lavori fossero stati fatti senza permessi questo non può farmi che piacere perché significa che chi si stava dando da fare per salvare il salvabile (il paese di Erto e la val Cellina) ha agito senza perdere del tempo prezioso ad attendere le lungaggini burocratiche che avrebbero rallentato di mesi questi importanti lavori.


No, Cestò qua ti contraddici.

Tu stesso affermi che chi qualcosa ci capiva sapeva che NON c'era nessun pericolo... quindi ammetti implicitamente che si è dato carta bianca a degli imcompetenti, probabilmente gli stessi che hanno permesso il verificarsi della prima tragedia... oppure a gente che, nonostante l'immane casino combinato, pensava ancora solo a salvare l'impianto... e dovrebbe farmi piacere? ma stiamo scherzando?
Non so dove vedi della contraddizione, comunque, no, non mi sono contraddetto, perché non ho affatto ammesso che si è dato carta bianca a degli incompetenti (non accusarmi di cose che non ho scritto, per favore), semmai credo che in quel tempo e dopo quel tragico evento, i tecnici Enel che credevano che il diedro fosse franato, forse per un eccesso di prudenza non hanno pensato ad interpellare altri che conoscevano la valle meglio di loro agendo più di istinto che di ragione, per via di una paura più che giustificata. Peccato, gli ertani non sarebbero stati sfollati e non sarebbero stati buttati molti soldi per il muro e lo schermo impermeabilizzante...

Camillo ha scritto:...e dovrebbe farmi piacere? ma stiamo scherzando?...

Hai un po' mescolato le cose a tuo piacimento, quel mio personale "piacere" era riferito a tutt'altra cosa...


Camillo ha scritto:...Perchè è inutile che stiamo a raccontarci la fiaba dell'orso e ad assolvere tutti...
Quelli della SADE che erano tranquilli perchè Ghetti aveva detto che non c'era pericolo, Ghetti perchè gli avevano dato dati sbagliati, quelli della commissione ministeriale perchè si fidavano di Semenza, Semenza perchè si fidava di Dal Piaz etc etc...

Qualche somaro calzato e vestito (da tecnico) in questa faccenda DEVE esserci stato altrimenti (tanto per fare un esempio) i dati sbagliati a Ghetti non sarebbero arrivati... E IMHO ce n'è stato più d'uno.
Quali sarebbero questi "dati sbagliati?


Poi...guarda...non incominciare a dire che assolvo tutti solo perché ragiono in modo differente da te. Quello che pensi tu adesso, io lo pensavo qualche anno fa, e se durante il mio "percorso vajontano" ho cambiato il mio modo di vedere le cose, allargando il mio campo visivo in modo da non guardare soltanto davanti i miei occhi, se non do retta a tutte le baggianate che sul Vajont sono state scritte e dette, significa che non mi sono accontentato di leggere versioni inventate, in rete o su wikipedia dove a scrivere può essere chiunque, dove ognuno si sente libero di costruirsi una propria "verità" e dove ci si permette di accusare gente solo con delle supposizioni e non con prove alla mano.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » lun ago 18, 2014 3:50 pm

cestò ha scritto:
Camillo ha scritto:Sarà... sta di fatto che in Rete sono pochi a pensarla come te... wikipedia per prima...
Questo non fa che rafforzare le mie convinzioni.



Ecco, lo sapevo che si partiva per la tangente e finiva in polemica... Siamo partiti dalla proprietà della strada e siamo alle responsabilità della tragedia... :-(

Per me questa è l'ultima risposta sull'argomento poi la chiudo qui. :wink:

Se vuoi e pensi che ne valga la pena ne riparliamo alla "passeggiata" ... discutere le proprie opinioni guardandosi negli occhi è cosa ben diversa che stando dietro una tastiera.. :wink:


Poi chi sarebbero tutti costoro che non la pensano come me?


Già il fatto che sia passato alla storia come "muro della vergogna" mi pare significativo... o no?...
Comunque basta cercare in Internet... Tanti saranno pure millantatori, ma non credo proprio tutti.

Camillo ha scritto:..."il muro - con uno spessore di addirittura ottanta centimetri..."

Scusa, sei mai stato al passo a vedere "l'impronta lasciata dal muro?" Oppure hai mai visto una foto storica di esso?



Perchè quoti l'articolo punto per punto come se fosse opera mia? Io ho solo riportato (in corsivo come da netiquette) un paio delle tante pagine che ho trovato in rete, pari pari e senza commentarle nè modificarle...

Io il muro l'ho visto sin troppe volte, se è per questo... e ricordo ancora i commenti irriferibili che ho sentito al bar in paese quando ho chiesto come mai l'avessero costruito...


Non so dove vedi della contraddizione, comunque, no, non mi sono contraddetto, perché non ho affatto ammesso che si è dato carta bianca a degli incompetenti (non accusarmi di cose che non ho scritto, per favore), semmai credo che in quel tempo e dopo quel tragico evento, i tecnici Enel che credevano che il diedro fosse franato, forse per un eccesso di prudenza non hanno pensato ad interpellare altri che conoscevano la valle meglio di loro agendo più di istinto che di ragione, per via di una paura più che giustificata. Peccato, gli ertani non sarebbero stati sfollati e non sarebbero stati buttati molti soldi per il muro e lo schermo impermeabilizzante...



Ok, la prossima volta che il Po raggiunge il livello di guardia, allora evacuiamo tutta la val Padana... Sarebbe prudenza o incompetenza? :-D

Quello che tu lo chiami "eccesso di prudenza", IMHO è sinonimo di "incapacità di valutare correttamente la situazione (associata ad una buona dose di paraculismo)" che purtroppo ha influito negativamente per anni sulla vita di un sacco di persone.

IMHO certe decisioni non le hanno prese i tecnici, ma qualche dirigente in piena isteria... Prova a persare se a qualche testa fina fosse venuto in mente di minare lo sperone per farlo venir giù in modo "controllato"... e avesse potuto farlo senza render conto a nessuno! ... capito cosa intendevo?

Forse se si fosse trattato di casa loro IMHO l'avrebbero gestita diversamente.


Quali sarebbero questi "dati sbagliati"?


Scherziamo, Cestò?
Tutte le valutazioni di sicurezza e le relative decisioni del 1963 si sono basate su un modello idraulico che non ha rispettato minimamente la realtà... Inventato pure questo?


Poi...guarda...non incominciare a dire che assolvo tutti solo perché ragiono in modo differente da te.
Quello che pensi tu adesso, io lo pensavo qualche anno fa, e se durante il mio "percorso vajontano" ho cambiato il mio modo di vedere le cose, allargando il mio campo visivo in modo da non guardare soltanto davanti i miei occhi,
[...]
dove ci si permette di accusare gente solo con delle supposizioni e non con prove alla mano.


Ok, prendiamola al contrario... chi NON assolvi?

Wikipedia inventa (e ci può stare), i fanfaroni sparano xxxzate (e sono d'accordo) Paolini millanta (e già ci credo solo in parte) E la Merlin? era una visionaria pure lei? ...

Insomma, qual'è la pura verità che hai scoperto dalle tue lunghe ricerche? Spero non che è stata tutta una fatalità, e che la SADE era una società incompresa con fini filantropici, spero...

Neppure io credo a tutto quello che leggo, ma è un fatto che se la montagna è venuta giù non è certo perchè si era stufata di star lì e se ha trovato il lago pieno è perchè qualcuno l'ha riempito. :cry:

Volenti o nolenti l'impianto era dell'Enel (la nazionalizzazione era stata fortemente voluta dai socialisti-ndr) ed anche se moralmente inaccettabile, l'Enel era libera di recuperare il suo impianto, con o senza muri e con o senza "ertani tra i piedi". Per cui non credo in questa assurda tesi.


Ecco, questa invece è una frase che mi fa male... esiste una cosa che sovrasta qualsiasi proprietà privata e si chiama "pubblico interesse", lo stesso concetto che aveva permesso negli anni precedenti di anteporre l'interesse di una società privata come la SADE a quello dei residenti.

Se manomettere quell'impianto, dopo quel che era successo, avesse rappresentato anche solo un minimo pericolo per chiunque, era facoltà E DOVERE dello Stato di mandare aff... Enel e i suoi interessi e proibirle di posare un solo tubo, anche all'interno della sua proprietà.

Che poi le cose nella pratica vadano diversamente (e purtroppo ne so qualcosa) è pessima prassi ma non certo qualcosa che possa far piacere.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda emilio taboni » lun ago 18, 2014 5:08 pm

all'epoca del disastro ero già un po' cresciutello ma sin dalle prime battute si e vista circolare
parecchia demagogia, ( inchieste giornalistiche film ecc.) la storia si ricostruisce con fatti reali
e non per compiacere questo o quello purtroppo in qell'evento ci sono stati troppi morti e per il
rispetto ed onorarli dovevano approfondire seriamente e mettere in luce e grandi magagne che cerano
sotto.


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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda emilio taboni » lun ago 18, 2014 8:06 pm

.......ERA UN DOVERE DELLO STATO DI MANDARE ............

ma l'ENEL a quanto mi risulta a quei tempi era statale .... ENTE NAZIONALE ENERGIA ELETTRICA ....
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » lun ago 18, 2014 10:00 pm

Camillo ha scritto:Ecco, lo sapevo che si partiva per la tangente e finiva in polemica... Siamo partiti dalla proprietà della strada e siamo alle responsabilità della tragedia... :-(
Per me questa è l'ultima risposta sull'argomento poi la chiudo qui. :wink:
Se vuoi e pensi che ne valga la pena ne riparliamo alla "passeggiata" ... discutere le proprie opinioni guardandosi negli occhi è cosa ben diversa che stando dietro una tastiera.. :wink:

Sì, lo penso anch'io. Per le risposte forse ne seguiranno altre da parte mia...


Camillo ha scritto:Già il fatto che sia passato alla storia come "muro della vergogna" mi pare significativo... o no?...
Comunque basta cercare in Internet... Tanti saranno pure millantatori, ma non credo proprio tutti.

Vedi, è proprio questo il punto, io non ho bisogno di cercare in rete, e so distinguere i millantatori da chi invece è una fonte attendibile.


Camillo ha scritto:Perchè quoti l'articolo punto per punto come se fosse opera mia? Io ho solo riportato (in corsivo come da netiquette) un paio delle tante pagine che ho trovato in rete, pari pari e senza commentarle nè modificarle...

Lo so che non è opera tua ma di tale dune-buggi (l'ho anche scritto) il quale ha postato una versione ridicola scritta da un qualche millantatore. Però riportandola, indirettamente la sostieni. Quotando, automaticamente si mette il tuo nome, è per questo che ho provveduto a riportare in corsivo ciò che hai trovato in rete. Comunque...se ti affidi a queste anonime fonti, si intuisce il tuo grado di preparazione in merito.


Camillo ha scritto:Io il muro l'ho visto sin troppe volte, se è per questo... e ricordo ancora i commenti irriferibili che ho sentito al bar in paese quando ho chiesto come mai l'avessero costruito...

Non metto in dubbio l'avversità dei valligiani nei confronti del muro, conoscendone molti sostengo tutte le loro cause. Come potrei andargli contro dopo quello che hanno passato...


Camillo ha scritto:Ok, la prossima volta che il Po raggiunge il livello di guardia, allora evacuiamo tutta la val Padana... Sarebbe prudenza o incompetenza? :-D

Non ho scritto "per eccesso di prudenza" come capo d'accusa ma come una mia personale e mera ipotesi sullo stato d'animo di chi era chiamato ad agire in certe condizioni. Comunque ho fatto un errore, proprio ieri sono andato a rileggere quella parte perché nutrivo dei forti dubbi su quel che avevo scritto in merito: i tecnici Enel non avevano diagnosticato il franamento del diedro, ma le "sfere alte" hanno ugualmente disposto lo sfollamento. Così potevano fare quello che gli pareva? Sì ma cosa avrebbero fatto visto che lo sfollamento c'è stato? Su questo punto comunque, a tempo debito, approfondirò meglio...


Camillo ha scritto:Quello che tu lo chiami "eccesso di prudenza", IMHO è sinonimo di "incapacità di valutare correttamente la situazione (associata ad una buona dose di paraculismo)" che purtroppo ha influito negativamente per anni sulla vita di un sacco di persone.

Questo è solo un tuo punto di vista e comunque, visto che c'è stata una mia imprecisione, il discorso è da rivedere.


Camillo ha scritto:IMHO certe decisioni non le hanno prese i tecnici, ma qualche dirigente in piena isteria...

Ovviamente i tecnici non avevano potere decisionale.


Camillo ha scritto:Prova a persare se a qualche testa fina fosse venuto in mente di minare lo sperone per farlo venir giù in modo "controllato"... e avesse potuto farlo senza render conto a nessuno! ... capito cosa intendevo?

No, puoi rispiegarlo? Cioè avevano intenzione di buttare giù il diedro ed è per questo che hanno sfollato gli ertani?


Camillo ha scritto:Scherziamo, Cestò?
Tutte le valutazioni di sicurezza e le relative decisioni del 1963 si sono basate su un modello idraulico che non ha rispettato minimamente la realtà...

Sì ma non scrivi per quale motivo sei convinto di questo... Ripeto, quali sarebbero questi dati sbagliati?


Camillo ha scritto:Ok, prendiamola al contrario... chi NON assolvi?

Prendiamola così: Non sta a me assolvere o accusare qualcuno, cerco solo di ricostruire i fatti basandomi su dati certi e non su ipotesi di chicchessia, dell'attore o dello scrittore di turno. Le accuse poi, se fatte, dovrebbero quantomeno essere corredate da prove.


Camillo ha scritto:Wikipedia inventa (e ci può stare), i fanfaroni sparano xxxzate (e sono d'accordo) Paolini millanta (e già ci credo solo in parte) E la Merlin? era una visionaria pure lei? ...

Su Wikipedia si possono trovare molte informazioni utili, sul Vajont però c'è qualcosa da ridire, su questo tema ci sono molte versioni. La storia purtroppo dipende da chi la racconta, non da come si sono svolti i fatti nella realtà. Paolini non solo millanta ma abusando della credibilità del piccolo schermo e di un libro, ha voluto dare un suo personale stile alla vicenda, in pratica il suo è un falso storico, quindi per me può benissimo rientrare nella categoria "fanfaroni", eccetto per il fatto che ci sia stata una frana, una inondazione e 1910 morti, e che qualcuno abbia sbagliato. La Merlin, stesso discorso.


Camillo ha scritto:Insomma, qual'è la pura verità che hai scoperto dalle tue lunghe ricerche? Spero non che è stata tutta una fatalità, e che la SADE era una società incompresa con fini filantropici, spero...
Purtroppo ti ostini a pensarla in questo modo...

Ma io non ho la verità (magari!), ho solo delle convinzioni che mi fa piacere condividere. Sei sicuro poi che la penso in quel modo? Cos'è che te lo credere...forse il fatto che non accetto le tue convinzioni?


Camillo ha scritto:Neppure io credo a tutto quello che leggo, ma è un fatto che se la montagna è venuta giù non è certo perchè si era stufata di star lì e se ha trovato il lago pieno è perchè qualcuno l'ha riempito.:cry:

E chi lo mette in dubbio!!


Camillo ha scritto:Ecco, questa invece è una frase che mi fa male... esiste una cosa che sovrasta qualsiasi proprietà privata e si chiama "pubblico interesse", lo stesso concetto che aveva permesso negli anni precedenti di anteporre l'interesse di una società privata come la SADE a quello dei residenti.

Ho provveduto a scrivere "moralmente inaccettabile" e mettere "ertani tra i piedi" rigorosamente tra virgolette, proprio per far capire che non è un pensiero che mi appartiene, ma a quanto pare non hai capito...
Un'altra cosa: ma di opera pubblica esiste solo la diga del Vajont oppure ce ne sono altre in Italia? Non dirmi che non prendi mai l'autostrada, che non attraversi nessun ponte, che non ti servi dell'elettricità prodotta dalle centinaia di centrali idroelettriche presenti nel nostro territorio (tra cui quelle della sade)...centrali per le quali sono stati realizzati dei bacini, quindi espropri, soprusi, abusi. Se anche tu utilizzi le grandi opere, indirettamente stai dalla parte delle società private che hanno anteposto i loro interessi a quello dei residenti.


Camillo ha scritto:Se manomettere quell'impianto, dopo quel che era successo, avesse rappresentato anche solo un minimo pericolo per chiunque, era facoltà E DOVERE dello Stato di mandare aff... Enel e i suoi interessi e proibirle di posare un solo tubo, anche all'interno della sua proprietà.

Ma l'Enel ERA (ed è) lo Stato.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » lun ago 18, 2014 10:05 pm

emilio taboni ha scritto:all'epoca del disastro ero già un po' cresciutello ma sin dalle prime battute si e vista circolare
parecchia demagogia, ( inchieste giornalistiche film ecc.) la storia si ricostruisce con fatti reali
e non per compiacere questo o quello purtroppo in qell'evento ci sono stati troppi morti e per il
rispetto ed onorarli dovevano approfondire seriamente e mettere in luce e grandi magagne che cerano
sotto.

emi.

Quoto!


emilio taboni ha scritto:.......ERA UN DOVERE DELLO STATO DI MANDARE ............

ma l'ENEL a quanto mi risulta a quei tempi era statale .... ENTE NAZIONALE ENERGIA ELETTRICA ....

Infatti...
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda Camillo » mar ago 19, 2014 12:05 am

cestò ha scritto:
Vedi, è proprio questo il punto, io non ho bisogno di cercare in rete, e so distinguere i millantatori da chi invece è una fonte attendibile.



Bhe, se hai la verità in tasca, scusami tanto.
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Re: Vajont: Cantieri e lavori nella valle

Messaggioda cestò » mar ago 19, 2014 9:00 am

Camillo ha scritto:Bhe, se hai la verità in tasca, scusami tanto.

Ce l'avessi la verità in tasca...non ci sarebbe bisogno di andarla a cercare.
Sai cos'è che mi fa rabbia? Il vedere degli ertani andare in giro a raccontare la loro versione dei fatti dicendo di essere dei testimoni oculari, quando invece, al momento della tragedia, erano da tutt'altra parte...
Quando poi sentirai anche tu una ertana dire "...veramente qui ad Erto quasi tutti volevano quella diga..." allora forse comincerai a capire che c'è dell'altro da sapere oltre le solite baggianate mandate in giro da attori, giornalisti o pseudo scrittori. Arrivederci alla pedonata :wink:
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