Il Piave mormora - Testimonianze della tragedia del 9-10-63

Un forum specifico, al di là della suddivisione regionale, dedicato esclusivamente alle discussioni, ai reportage e alle informazioni sulla diga, storia e tutto quello che riguarda direttamente il Vajont.

Il Piave mormora - Testimonianze della tragedia del 9-10-63

Messaggioda cestò » sab nov 05, 2011 10:48 am

Nel 1915 mormorava al passaggio dei primi fanti il 24 maggio.
Ha mormorato la notte del 9 ottobre "63, al passaggio di 25 milioni di mc d'acqua in una manciata di secondi, o forse non ne ha avuto neanche il tempo.
Mormora ancora il Piave, almeno nel tratto in cui si è consumato uno dei più spaventosi massacri della storia. Quanti corpi giacciono ancora sotto il suo letto...
Un letto che porta tuttora i segni di quello che c'era e quello che è stato.
Incamminandosi lungo i suoi argini vuol dire rivivere quei tremendi momenti, anche perché ci sono ancora dei testimoni, o meglio, delle testimonianze che li ricordano.


La Grande Sequoia

A Longarone è considerato uno dei simboli della tragedia. L'albero monumentale che ha resistito alla furia impressionante dell'onda, ovvero all'impatto di tonnellate d'acqua.
Il suo tronco ne porta ancora evidenti segni, infatti ha una ferita che raggiunge un'estensione di 5 metri, ossia una parte priva di corteccia. Ma la sequoia è ancora lì, bella, enorme, viva e vegeta e ancora bene ancorata alla sua terra. E' alta 33 metri, ma sarebbe più alta se nel "50 un fulmine non ne avesse reciso 8 metri del suo tronco. E' stata importata dalla Sierra Nevada nel lontano 1840 e per questo, grazie ad una ricerca dell'Università degli studi di Padova, è stata dichiarata una delle prime sequoie importate in Europa, se non addirittura la prima in assoluto.
Viene chiamata anche Pianta Santa, perché durante la guerra di Longarone del 1917, i soldati austro-ungarici usavano celebrare la Santa messa domenicale sotto di essa. Si trova QUI, dove un tempo c'era il grande giardino di Villa Protti e dove ora sorge un'oasi naturalistica, nella quale si trova tra l'altro un agriturismo, un laghetto ed una grande piantagione di mele e di piante officinali.
Vengono organizzate anche delle visite a scopo didattico per i bambini delle scuole. Un illustre studioso di questo luogo, che ha anche scritto un libro in merito, è Agostino Sacchet, un grande appassionato di natura.

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Messaggioda Il guardiano della diga » sab nov 05, 2011 4:21 pm

Però!
Questa cosa non la sapevo. Interessantissimo cestò, davvero molto bravo!
Vivo la mia vita un quarto di diga alla volta,
e in mezzo a quei conci...mi sento libero!

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Messaggioda cestò » sab nov 05, 2011 5:45 pm

Il guardiano della diga ha scritto:Però!
Questa cosa non la sapevo. Interessantissimo cestò, davvero molto bravo!

Grazie Guardiano!!

In effetti si è parlato molto della valle del Vajont, delle testimonianze che si vedono nella pietraia sotto Erto dove un tempo c'era un bacino, dove poi abbiamo visto la famosa Topolino. Oppure lungo le sponde, come ad esempio i numerosi pavimenti di case distrutte dall'onda con tutti i suoi occupanti o il famoso traliccio piegato in due, anch'esso uno dei simboli dell'immane tragedia.
La forra poi è piena di rimasugli di ogni genere, di pezzi di manufatti in cemento, di ferri contorti. Anche loro sono dei testimoni.

Ho sentito il bisogno di parlare della valle del Piave, dove poi si è consumata gran parte della tragedia. Di testimonianze ne sono rimaste ben poche perché la furia dell'acqua non ha risparmiato quasi nulla. Ha portato via le case, le fondamenta e pure quello che c'era sotto. Dentro le case ovviamente c'erano uomini, donne e bambini.
Queste poche ma significanti testimonianze sono rimaste ed è giusto ricordarle come monito, per testimoniare quello che può fare la natura quando andiamo a modificarla troppo e senza le dovute accortezze.

Sapevo dell'esistenza della grande sequoia già dalla prima volta che ho partecipato ai PDM, quelli del 2009, però non ricordo dove ho ricevuto questa informazione. Ogni volta che tornavo a Longarone desideravo riuscire a scovarla ma, quando non si sa dove cercare, è difficile anche orientarsi in modo approssimativo.
Questa volta ho chiesto informazione ad un ragazzo di Longarone, che tra l'altro è anche iscritto nel forum e che ringrazio di cuore (I.P.), il quale mi ha dato la giusta direzione da prendere. Con grande stupore ho potuto constatare che la sequoia si trova non molto distante da quello che ogni anno è il "mio" albergo ogni volta che salgo su a Longarone. Ma pensa te, ci stavo vicino e non lo sapevo!

Vorrei postare ancora tre foto:

Immagine La sequoia con sotto la mia amica Luna

Immagine Luna sulle radici della sequoia

Immagine Luna :wink:

Non so, forse ho un qualcosa che mi fa attirare i cani, forse sono anch'io un cane ma camuffato da uomo, il fatto è che ad ogni posto che vado, c'è una cane (o due) a farmi compagnia! :lol:
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Messaggioda Il guardiano della diga » sab nov 05, 2011 10:27 pm

Pare anche abbastanza grossa (non Luna, la sequoia :wink: ).
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Messaggioda AGID » dom nov 06, 2011 12:22 pm

Non l'ho mai vista, dove si trova?interessante meta x il prossimo anno (ma deve ancora passare un' anno!!!!!!!!!!!!!!!) :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
...QUESTA ERA UNA VALLE...NON UN CATINO DA RIEMPIRE CON L'ACQUA...

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Messaggioda cestò » lun nov 07, 2011 2:48 pm

AGID ha scritto:Non l'ho mai vista, dove si trova?interessante meta x il prossimo anno (ma deve ancora passare un' anno!!!!!!!!!!!!!!!) :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
Il prossimo anno vi ci porto di persona, è molto più facile che spiegarlo a parole :wink:

Il guardiano della diga ha scritto:Pare anche abbastanza grossa (non Luna, la sequoia :wink: ).
Anche Luna però non scherza... :lol: :wink:
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Messaggioda cestò » lun nov 07, 2011 5:00 pm

Come già scritto, la sequoia si trova all'interno di quella che un tempo era l'immensa tenuta di Villa Protti, in località Faè.
Le origini di questa tenuta però vanno ricercate ancora prima, infatti risale attorno all'anno 1830 la sua realizzazione per mezzo di uno dei più grandi impresari dell'Impero Austo-Ungarico, ovvero Antonio Talacchini, costruttore, tra l'altro, della strada postale "D'Allemagna", della ferrovia Trieste - Vienna e di molte altre opere.

All'interno dei 283 ettari si trovavano un'azienda agricola, un giardino, una chiesa, una segheria ed un lago. Quest'ultimo veniva alimentato (e lo fa tuttora) da una sorgente.
Nel 1900 la tenuta, compresa la villa e la chiesetta di San Nicolò, è stata acquistata dall'industriale Gustavo Protti, conosciuto in questo forum come colui che ha commissionato la realizzazione dell'impianto idroelettrico che captava le acque del Vajont ai mulini delle Spesse e comprendente, tra l'altro, di un'opera ardita quale la famosa "canaletta Protti", in modo da poter alimentare il cartonificio che si trovava nella frazione Vajont.

C'è da sottolineare che Erwin Rommel, il 9 novembre del 1917, pose qui le basi per la "battaglia di Longarone", durante la quale fece prigionieri 10.000 soldati italiani.

La drammatica notte del 9 ottobre "63 spazzò via, eccetto la sequoia, quest'oasi di straordinaria bellezza oltre a 38 creature di questa frazione, Faè.




Villa Protti


I resti della splendida villa si possono tuttora ammirare in tutta la loro tristezza:

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La cantina della villa:

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La chiesetta di San Nicolò, ricostruita oltre i resti di quella storica fatta edificare nell' "800 da Antonio Talacchini:

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La villa, com'era:

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Ultima modifica di cestò il lun nov 07, 2011 7:30 pm, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Il guardiano della diga » lun nov 07, 2011 5:13 pm

Mi stupisci sempre di più!
Bellissime immagini ed un'ottima ricerca storica. Bravo!
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Messaggioda AGID » lun nov 07, 2011 6:39 pm

cestò ha scritto:
AGID ha scritto:Non l'ho mai vista, dove si trova?interessante meta x il prossimo anno (ma deve ancora passare un' anno!!!!!!!!!!!!!!!) :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted: :twisted:
Il prossimo anno vi ci porto di persona, è molto più facile che spiegarlo a parole :wink:

Il guardiano della diga ha scritto:Pare anche abbastanza grossa (non Luna, la sequoia :wink: ).
Anche Luna però non scherza... :lol: :wink:

Preso in parola :wink:, Cesto', sei più' di una guida!!!!!
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Messaggioda sander » lun nov 07, 2011 6:54 pm

Complimenti cestò!
Ottime immagini ed interessantissimo lavoro di ricerca.
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Messaggioda Elettronico » lun nov 07, 2011 7:10 pm

mi associo ai complimenti.
veramente un ottimo lavoro di documentazione storica e fotografica.

(tra l'altro mi hai finalmente risolto il dubbio su cos'era quella scalinata che dava su un prato che ho sempre visto e mai compreso)

bravo e grazie
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Messaggioda Il guardiano della diga » lun nov 07, 2011 10:26 pm

Elettronico ha scritto:(tra l'altro mi hai finalmente risolto il dubbio su cos'era quella scalinata che dava su un prato che ho sempre visto e mai compreso)


A chi lo dici. :roll:
Umilmente cestò ha postato qui in 'chiacchiere' ma essendo storia del Vajont a tutti gli effetti (considerando anche l'importante derivazione storica Protti), spostiamo questo interessante topic nella sezione opportuna, così è anche maggiormente rintracciabile.
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Messaggioda cestò » mar nov 08, 2011 4:13 pm

Il guardiano della diga ha scritto:Umilmente cestò ha postato qui in 'chiacchiere' ma essendo storia del Vajont a tutti gli effetti (considerando anche l'importante derivazione storica Protti), spostiamo questo interessante topic nella sezione opportuna, così è anche maggiormente rintracciabile.

In effetti avevo pensato di inserire l'argomento in "Vajont" ma avevo dei dubbi visto che credevo che fossero considerate solo delle curiosità, senza degli argomenti tecnici, a parte il piccolo riferimento alla canaletta Protti.
Non pensavo poi che queste informazioni riscuotessero tutto questo interesse! :shock:

Elettronico ha scritto:(tra l'altro mi hai finalmente risolto il dubbio su cos'era quella scalinata che dava su un prato che ho sempre visto e mai compreso)
Il guardiano della diga ha scritto:A chi lo dici. :roll:

Per me è la stessa cosa. Essendo la zona molto vicina alla statale Alemagna, anzi...praticamente è attaccata, anch'io quando passavo, l'occhio cadeva sempre su quella scaletta che non riuscivo a capire a cosa appartenesse, però... non saprei dire se è originale oppure no :-?
In effetti sembra molto antica, però se si guarda la foto storica:

Immagine...quella scaletta non la vedo! Più o meno dovrebbe trovarsi a destra, sotto la bifora di sinistra...
La facciata mi sembra che sia quella, infatti credo che quello alle spalle della villa sia il monte Salta.
Magari l'anno prossimo tornerò e con foto alla mano constaterò di persona! :wink:
A destra della foto infatti si vede quello che dovrebbe essere l'ingresso, ossia questa scalinata qui:

Immagine

Metto il link per localizzare anche la villa: CLICCA
Il puntatore l'ho messo proprio dov'è la scaletta. In basso a destra si vede anche la sequoia.

Aggiungo anche quello di street view: CLICCA

Comunque vi ringrazio tanto per i complimenti e se ci dovesse essere la possibilità mi offrirò volentieri come guida!!
...e pensare che questo report è iniziato tutto per caso... :roll:

P.S. Il post sulla villa risulta modificato perché ho aggiunto il titolo (Villa Protti). L'avevo dimenticato... :oops:
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Messaggioda Darlazz » mar nov 08, 2011 9:19 pm

Molto interessante, bravo cestò, veramente una storia da raccontare 8-)
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Messaggioda Macchia » mer nov 09, 2011 3:53 pm

Darlazz ha scritto:Molto interessante, bravo cestò, veramente una storia da raccontare 8-)

Verissimo!
Bel lavoro e soprattutto ottimo racconto che tramanda un pezzo di storia anche a chi è lontano da quei luoghi.
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Re: Il Piave mormora - Testimonianze della tragedia del 9-10

Messaggioda MauriHRC88 » dom nov 13, 2011 1:36 pm

Molto interessante, tutte le volte che ci sono passato di fianco !!
Non riesco ancora a realizzare con quanta forza e quanta acqua sia passata in quel momento per cancellare in quel modo edifici. E non siamo proprio sotto la diga.
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Re:

Messaggioda cestò » lun nov 14, 2011 10:07 pm

Ancora grazie per i vostri complimenti!
cestò ha scritto:
Il guardiano della diga ha scritto:Umilmente cestò ha postato qui in 'chiacchiere' ma essendo storia del Vajont a tutti gli effetti (considerando anche l'importante derivazione storica Protti), spostiamo questo interessante topic nella sezione opportuna, così è anche maggiormente rintracciabile.

In effetti avevo pensato di inserire l'argomento in "Vajont"...

Beh...in verità...inizialmente avevo pensato di metterlo in "Chiacchiere" ed addirittura nel topic "Oggi ho visto" invece che dedicargli un topic :roll: , precisando però che si trattava di un reportage "di repertorio".
Che fosse la villa Protti l'ho scoperto proprio mentre scattavo le foto. Sapevo che la villa si trovava non molto distante dalla sequoia, ma non pensavo che ci fossero dei resti. Addirittura credevo che quei resti appartenessero alla vecchia fabbrica di Faesite! :shock:
Una volta vista però la doppia scalinata, caratteristica proprio di edifici lussuosi e non certo di fabbriche, ho capito subito che si trattasse della villa, cosa poi confermata da uno schema su di un tabellone esposto all'interno della tenuta.

Non so se lungo il Piave ci siano altre testimonianze, per il momento ho trovato solo queste due. Comunque vedrò di informarmi e chissà se uscirà fuori qualche altra interessante storia...

MauriHRC88 ha scritto:Molto interessante, tutte le volte che ci sono passato di fianco !!
Non riesco ancora a realizzare con quanta forza e quanta acqua sia passata in quel momento per cancellare in quel modo edifici. E non siamo proprio sotto la diga.

Già, deve essere stato qualcosa di inimmaginabile! Il calmo e placido Piave diventato tutto d'un tratto impetuoso e mortale.
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Re: Il Piave mormora - Testimonianze della tragedia del 9-10

Messaggioda vicio74 » gio nov 24, 2011 5:15 pm

Finalmente,ho trovato un po di tempo per leggermi questo interessantissimo Topic sul Piave,con annessi e connessi.

La storia della sequoia poi non ,la conoscevo proprio, come del resto quella della villa del sig Protti.
Sarà un grande piacere il prossimo anno,assieme al caro Cestò andare a fare una visitina anche a quel sito li...visto poi la sua estrema vicinanza con il nostro campo-base di rito. :wink:

Bravo Cestò...ottima ricerca.
Su quella parete ancora nascosta,la frana e' ormai una massa inerte in movimento....da ore e' iniziata la fine.
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Re: Il Piave mormora - Testimonianze della tragedia del 9-10

Messaggioda Il guardiano della diga » mar dic 06, 2011 5:37 pm

In questi giorni, purtroppo a casa dal lavoro, ho cercato su tutta la mia bibliografia del Vajont info e qualche foto in merito a questa bellissima e storica villa.
Ebbene, caro cestò, non ho trovato nulla se non l'immagine del "villino Protti" costruito alle porte di Longarone e molto più piccolo come edificio residenziale.
Davvero in gamba a trovare fonti uniche. Complimenti ancora.
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Re: Il Piave mormora - Testimonianze della tragedia del 9-10

Messaggioda cestò » mar dic 06, 2011 9:41 pm

Il guardiano della diga ha scritto:In questi giorni, purtroppo a casa dal lavoro, ho cercato su tutta la mia bibliografia del Vajont info e qualche foto in merito a questa bellissima e storica villa.
Ebbene, caro cestò, non ho trovato nulla se non l'immagine del "villino Protti" costruito alle porte di Longarone e molto più piccolo come edificio residenziale.
Davvero in gamba a trovare fonti uniche. Complimenti ancora.

Un complimento davvero molto gradito caro Guardiano! :oops: ...ed anche inaspettato :shock:
Grazie!!!!! :wink:
Non sono stupito del fatto che tu non abbia trovato nulla su questa villa vista la scarsità di informazioni in merito. Del resto anch'io mi sono imbattuto in molte fonti inutili, ma tra le quali, per fortuna, ho trovato anche quello di cui avevo bisogno grazie ai pochissimi siti che trattavano, in modo marginale, l'argomento. Una serie di minuscoli tasselli che messi insieme hanno permesso questa piccola, ed a quanto pare apprezzata, ricostruzione storica.
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