Caratteristiche e storia
| Tipologia dello sbarramento |
Gravità massiccia |
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| Progettista |
F. Aprilis, F.
Bigalli, P. D'Alessandro, R. Pezzini |
| Anni di costruzione |
1995 - 200? |
| Luogo |
Montereale Valcellina(PN) |
| Corso d'acqua |
Cellina |
Quota del coronamento
[m.s.m.] |
- |
Quota di massima regolazione
[m.s.m.] |
- |
Altezza dello sbarramento [m] |
- |
Sviluppo del coronamento
[m] |
- |
Volume della diga
[metri cubi] |
- |
Capacità bacino
[milioni di metri cubi] |
22 (?) |
| Gestore dell'impianto |
Consorzio Bonifica
Cellina-Meduna |
La storia della diga
di Ravedis è molto travagliata in quanto i primi progetti
di costruire uno sbarramento nei pressi la stretta di Ravedis risalgono
agli anni 50. Il bacino imbrifero del Cellina e del Meduna fanno
parte di una zone delle più piovose d'italia, se non la più piovosa.
Questo causa, specialmente nel periodo autunnale, frequenti piene del
fiume Cellina che si traducono in tracimazioni nella zona
di Pordenone. Questo
problema aveva raggiunto l'apice con la piena del '66. Oggi come oggi
il problema è ancora d'attualità in quanto oltre alla patologica
piovosità si è unita anche una scarsa pulizia degli alvei
dei fiumi (causata sia da incuria che da motivi ambientali) che portano
il fiume Cellina a tracimare praticamente ogni autunno, causando innumerevoli
danni. Negli anni 50 era stata costituita una commissione per lo studio
e la prevenzione di questo fenomeno. La soluzione propugnata dalla commissione
era quella della costruzione di uno sbarramento che fungesse da regolatore
per le piene del Cellina. Questo sbarramento è quello di Ravedis.
Purtroppo nell'ottobre del 1963 franò il monte Toc nel bacino
del Vajont.
Questo fatto fermo completamente la costruzione di qualsiasi sbarramento
nella zone e di conseguenza quella della diga di Ravedis. Negli anni '90
visto che il problema delle piene del Cellina non era stato risolto venne
ripresa la costruzione della diga da parte del Consorzio di Bonifica
del Cellina-Meduna. I lavori procedettero per alcuni anni fino
alla fine dei stanziamenti. Recuperati i fondi per completare la costruzione,
al momento di riprendere i lavori, sull'impresa costruttrice della diga
si abbattè il ciclone tangentopoli bloccando nuovamente i lavori.
Solo alla fine degli anni 90, inizio del 2000 i lavori hanno ripreso
il loro corso e attualmente (7/03/2005) il corpo diga sembra completato
mentre non sono ancora finiti i lavori per il completamento degli scarichi
di superfice e per le cabine motori delle paratoie degli scarichi di fondo.
Descrizione e foto dell'impianto
La funzione dello sbarramento è principalmente
quello di regolare il deflusso del torrente Cellina e quindi, diversamente
dalle altre dighe essa è dotata da 2 enormi scarichi di fondo
dal diametro di 8 metri. Come termine di paragone possiamo prendere le
dighe di Cà Selva e di Ponte
Antoi che hanno uno scarico di fondo di circa 4 metri di diametro.
Si ha anche la presenza di una presa per la derivazione elettro-irrugua della
centrale elettrica di San Leonardo.
Foto della diga
Per la diga di Ravedis è disponibile la foto panoramica del bacino:
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In questa foto del 1996
si vedono i lavori di consolidamento dei fianchi della montagna.
Questi lavori sono molto estesi nonostante la diga sia di proporzioni
non eccezionali. Si può vedere la scarico di fondo di destra
e la presa per lo sfruttamento elettro-irriguo.
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Gennaio del 2005, il corpo diga è completato, il lago si sta
riempiendo, non è più presente il cementificio. Sembra
che i lavori siano finiti, ma non è vero.
Fonte: Davide P.
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Lo sbarramento completato
come si presenta nella primavera del 2004. Si notano al centro due
scarichi di alleggerimento.
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Il coronamento della diga
e la parate destra in cui si vedono chiaramente i lavori di consolidamento
della stessa.
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La diga a valle vista dal
coronamento. La diga ha circa la forma di un triangolo rettangolo,
e la parte a valle fa da scivolo per le luci di scarico sul corpo
diga.
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Corpo diga visto dall'alto nel gennio 2005
Si nota chiaramente la struttura a sezione tringolare della diga.
Fonte: Davide P.
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La struttura al centro
della foto è lo scarico di superfice sinistro. Si noti
la particolare conformazione, tale da massimizzare il perimetro
dello stesso. In basso a sinistra si vede la presa dello scarico
di fondo sinistro e l'avandiga in terra.
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Gennaio 2005. Si nota lo scarico di superfice sinistro che non è ancora
completo nel suo perimetro (durante la nostra visita nella primavera
dello stesso anno il completamento del troppo pieno doveva avveneri
lunedì .... ma non ci è stato specificato quale :-),
mentre sembrano finiti i lavori della cabina motori.
Fonte: Davide P.
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Primavera 2004: Sala motori,
casa del custode, scarico di superfice destro e lago.
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Gennaio 2005. Dettaglio della presa dello scarico di fondo destro.
Fonte: Davide P.
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Gennaio 2005. I due scarichi di superfice.
Fonte: Davide P.
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Gennaio 2005. Vista dall'alto dello scarico di superfice destro.
Si nota la conformazione per massimizzarne il perimetro.
Fonte: Davide P.
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Primavera 2005: In questa
foto vediamo il bacino che si sta costituendo a monte della diga e
un dettaglio della struttura (ancora incompleta) dello scarico di
superfice destro.
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Lo scarico dello sfioratore
destro. Questo scarico si immette direttamente dopo le paratoie di
regolazione dello scarico di fondo destro.
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La sala motori per il controllo
delle paratoie dello scarico di fondo.
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Lavori a valle della diga.
In fondo alla valle si vede il ponte che da Montereale porta a Maniago.
Dal ponte si riescono a vedere gli sbocchi degli scarichi di fondo.
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Altro dettaglio dei lavori
a valle. Se può notare parte dei lavori di consolidamento
e la galleria che faceva parte della vecchia strada della Val
Cellina
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Primavera 2005- Diga di
Ravedis a valle, si nota il cantiere ancora aperto e lo sbocco dello
scarico di fondo di destra
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Gennaio 2005: Torre del
blondins
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Gennaio 2005. Sopra la diga si vede il blondin.
Fonte: Davide P. |
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Motori del blondins
Fonte: Davide P. |
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Gennaio 2005. Pulegge del blondin.
Fonte: Davide P. |
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Gennaio 2005. Scatola con quelli che probabilmente sono degli
estensimetri. Oltre al fatto che c'è acqua dentro al contenitore,
fatto ininfluente in quanto le apparecchiature dovrebbero essere
stagne, si nota che uno dei cinque è scollegato e coperto
con dello scotch.
Fonte: Davide P. |
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Fonte: http://www.semiperdo.it/album/album2002/diga/ |
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Il corpo diga in costruzione, si distinguono chiaramente i vari
conci.
Fonte: http://www.semiperdo.it/album/album2002/diga/ |
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Fonte: http://www.semiperdo.it/album/album2002/diga/ |
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Il corpo diga in costruzione, si distinguono chiaramente i vari
conci.
Fonte: http://www.semiperdo.it/album/album2002/diga/ |
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Probabile condotta di uno scarico di superfice
Fonte: http://www.semiperdo.it/album/album2002/diga/ |
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Schema dell'impianto
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Come raggiungere la diga
Da Montereale (PN) imboccare la SS521 Val
di Zoldo-Valcellina, proseguire in direzione Barcis. Appena sopra l'abitato
di Montereale si entra nella galleria Magredo. Poco dopo la galleria
sulla destra, in fondo alla vallata si può vedere
la diga.
I punti per parcheggiare sono in prossimità della diga sono due, un
piccolo spiazzo all'inizio di una strada sterrata immediatamente fuori della
galleria oppure sulla strada principale appena un centinaio di metri più avanti,
un grande spiazzo che è l'ingresso per i mezzi pesanti per i lavori
della diga.
Dal ponte che collega Montereale a Maniago, sempre sulla SS521,
si riescono a vedere gli sbocchi degli scarichi di fondo.
La diga attualmente è ancora un cantiere aperto ma comunque è possibile
organizzare delle visite per piccole comitive contattando il Consorzio
di Bonifica Cellina-Meduna.
Riferimenti turistici
- Carta escursionistica Tabacco: 012 - 026
- Coordinate(stimate): 46.xxxxx° N 12.xxxxx° E
- Foto dal satellite di Google Maps: sbarramento, lo sbarramento si trova in una zona a bassa definizione quindi è impossibile distinguerne la sagoma
Libri e siti internet
Niente da segnalare.
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