Caratteristiche e storia
| Tipologia dello sbarramento |
Volta a doppia curcatura in calcestruzzo |
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| Progettista |
C. Semenza |
| Anni di costruzione |
1957-60 |
| Luogo |
Erto (PN) |
| Corso d'acqua |
Vajont |
Quota del coronamento
[m.s.m.] |
725.50 |
Quota di massima regolazione
[m.s.m.] |
722.50 |
Altezza dello sbarramento [m] |
264.60 |
Sviluppo del coronamento
[m] |
190.15 |
Volume della diga
[metri cubi] |
360000 |
Capacità bacino
[milioni di metri cubi] |
168,715 |
| Gestore dell'impianto |
ENEL |
La diga del Vajont è nota in tutto il mondo a causa della frana
del 9 ottobre 1963.
Oltre a questo è la quinta diga più alta del mondo e la seconda
ad arco. La sua triste storia è lunga e complessa quindi è stata posta su di una pagina a se stante: La storia della diga del Vajont.
Descrizione e foto dell'impianto
Lo sbarramento è a cupola. Il suo spessore alla base è di
22.11 metri e quello minimo è di 2.9 metri. Il suo coronamento è lungo
190.5 metri con una corda di 161 metri. Gli scarichi di superfice sono
costituiti da 16 scarichi a stramazzo distribuiti sulla maggior parte
del coronamento. La diga era dotata di 4 scarichi in profondità:
- di alleggerimento a quota 579.36 m.s.m.
- di mezzo fondo a quota 573.36 m.s.m.
- di fondo a quota 514.37 m.s.m.
- di esaurimento a quota 481.9 m.s.m.
Oltre agli scarichi dell'impianto sono presenti i due scarichi di immissione
provenienti dal serbatoio del Piave (quota 600,84) e dalla centrale di
Gardona (quota 585) e le due prese, una per la centrale del Colomber
(quota 583.91) e per il serbatoio di Val Gallina (quota 591). Di fronte
alla diga è presente il ponte tubo che con l'impianto in funzione avrebbe dovuto costituire il by-pass dai
serbatoi a monte al serbatoio di Val Gallina. In anni recenti(1988), con
la messa in sicurezza della zona della diga, la galleria sul ponte tubo è stata
fatta passare a monte della diga, dentro la frana.
Galleria fotografica
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La diga, in alto
si vedono ancora le luci degli scarichi di superfice e più in
basso il ponte tubo che è stato ricostruito dopo la frana.
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Vediamo in questa
immagine il dettaglio di dove sorgeva la cabina dei comandi. La
galleria che si può vedere in basso a destra è molto
probabilmente lo sbocco dello scarico di allegerimento posto a
quota 663.
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La diga a monte,
vista da sopra la frana.
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La diga vista dall'abitato
di Casso.
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La visione aerea della valle.Si vede il lago residuo e la dimensione
della frana.
Fonte: rete
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Il coronamento della diga
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La parte iniziale del
coronamento con le barriere di sicurezza
Foto di Jairo Valdati
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Il coronamento visto
dal fianco destro.
Foto di Vajont.net
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Il coronamento visto dal
fianco sinistro.
Foto di Jairo Valdati
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Dettaglio del coronamento
eroso dall'ondata di piena
Foto di Jairo Valdati
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Dettaglio del coronamento
eroso dall'ondata di piena
Foto di Vajont.net
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Il coronamento eroso
visto dal basso
Foto di Jairo Valdati
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Il Corpo diga
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Foto del corpo diga e del coronamento viste probabilmente dal ponte
tubo
Foto di Jairo Valdati
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Foto del corpo diga e del coronamento viste probabilmente dal ponte
tubo
Foto di Jairo Valdati
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Foto del corpo diga e del coronamento viste probabilmente dal ponte
tubo
Foto di Jairo Valdati
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Foto del corpo diga e del coronamento viste probabilmente dal ponte
tubo
Foto di Jairo Valdati
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Foto del corpo diga e del coronamento viste probabilmente dal ponte
tubo
Foto di Jairo Valdati
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Il piede della diga
Fonte: Vajont.net
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Il corpo diga e il
ponte tubo
Fonte: Vajont.net
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Il corpo visto dal ponte tubo
Fonte: Vajont.net
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Lavori di consolidamento
dei fianchi
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Dettaglio dei lavori
di consolidamento dei fianchi.
Fonte Vajont.net
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Dettaglio dei lavori
di consolidamento dei fianchi.
Fonte Vajont.net
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Dettaglio dei lavori
di consolidamento dei fianchi.
Fonte Vajont.net
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Dettaglio dei lavori
di consolidamento dei fianchi.
Fonte Vajont.net
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Dettaglio dei lavori
di consolidamento dei fianchi.
Fonte Vajont.net
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Dettaglio dei lavori di consolidamento delle fiancate. Ogni "trave " verticale
di cemento fa da punto di appoggio alle piastre dei tiranti.
Ogni tiranti è lungho circa 40-50 metri ed è fissato sulla montagna
con un bulbo di cemento.
Fonte Vajont.net
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Gallerie interne
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Una galleria interna
Foto di Jairo Valdati
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Galleria con finestre
Foto di Jairo Valdati
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Trafilaggi e tubi
Foto di Jairo Valdati
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Probabilmente l'ingresso alla sala della ex-centrale del Colomber.
Fonte Vajont.net
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Ingresso alla galleria di sorpasso
Fonte Vajont.net
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Condotta, probabilmente
la condotta di ingresso della centrale del Colomber
Fonte Vajont.net
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Condotta forzata.
Fonte Vajont.net
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Fonte Vajont.net
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Il ponte tubo
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Il ponte tubo visto dal ciglio della diga
Fonte Vajont.net
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Il ponte tubo visto dal ciglio della diga
Fonte Vajont.net
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Il ponte tubo visto dal ciglio della diga
Fonte Vajont.net
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Il ponte tubo visto dal ciglio della diga
Fonte Vajont.net
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Il ponte tubo visto dal ciglio della diga
Fonte Vajont.net
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In senso antiorario dall'alto:
-La struttura metallica del ponte tubo
-Dettaglio dell'ancoraggio del ponte tubo
-La passerella del ponte tubo
Fonte Vajont.Net
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In senso antiorario dall'alto:
-La struttura metallica del ponte tubo
-Dettaglio dell'ancoraggio del ponte tubo
-La passerella del ponte tubo
Fonte Vajont.Net
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In senso antiorario dall'alto:
-La struttura metallica del ponte tubo
-Dettaglio dell'ancoraggio del ponte tubo
-La passerella del ponte tubo
Fonte Vajont.Net
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La struttura del ponte tubo
Fonte Vajont.Net
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Passerella del ponte tubo
Foto
di Jairo Valdati
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Imbocco del ponte tubo
Fonte
Vajont.net
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Il ponte tubo
Foto
di Jairo Valdati
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La valle del Vajont
L'orrido del Vajont e la
valle
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Forra del Vajont
a valle della diga con scarico della galleria di bypass
Foto di Jairo Valdati
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Forra del Vajont
a valle della diga
Foto di Jairo Valdati
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La valle
Foto
di Jairo Valdati
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Vista del fondo valle,
sul fondo si vede longarone
Fonte Vajont.net
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Vista del fondo valle,
sul fondo si vede longarone
Fonte Vajont.net
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Vista della valle
Fonte Vajont.net
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Casso
Foto di Jairo Valdati
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Scarico a valle della diga, si tratta del prolungamento
della galleria di bypass che consente il controllo del livello
del residuo del lago che si trova ai piedi di Erto.
Fonte Vajont.net
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Scarico a valle della diga
Fonte Vajont.net
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La vecchia strada del
Vajont
Vecchia strada di accesso
alla valle.
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Gallerie della vecchia strada sul lato destro della valle. Il primo
ingresso, posto al centro della foto è l'ingresso alla centrale
del Colomber.
Fonte Vajont.net
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Gallerie della vecchia strada sul lato destro della valle.
Lo scarico che si vede sulla sinistra in basso quasi sicuramente
è lo scarico di mezzo fondo posto a quota
578. L'ingresso posto sulla destra, poco prima della roccia
è l'accesso alla centrale del Colomber.
Fonte Vajont.net
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Il tracciato della
vecchia strada sul versante destro della valle.
Fonte Vajont.net
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Il tracciato della vecchia
strada sul versante destro della valle. Questa strada è accessibile
svoltando su di una strad secondaria in uno degli ultimi tornati della
strada che da Longarone porta alla diga. A livello della galleria
la strada è chiusa da un cancello.
Fonte Vajont.net
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La galleria che dalla vecchia
strada proveniente da Dogna portava agli abitati della valle, più a
monte la strada passava dall'altro versante della valle mediante
un ponte. La strada è percorribile solo fino al cancello, ma
da li non si riesce a vedere la diga. Oltretutto il sentiero è alquanto
pericoloso a causa della natura estremamente friabile del fianco
della montagna che comporta un alto rischio di caduta massi.
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I cancelli della galleria
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L'imbocco della galleria
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Gallerie della vecchia
strada che portava a Longarone costruita a causa della realizzazione
della diga. La strada si inoltrava nella valle per poi passare sull'altro
versante, e quindi ricongiungersi con il vecchio tracciato, mediante
un ponte.
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La vecchia strada
sul versante sinistro vista dal versante destro.
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Foto storiche - prima
della diga
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Foto della strada che dalla valle del Vajont conduceva a Longarone.
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Vista della valle e dei suoi ponti
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Ponte del Colomber
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Valle del Vajont prima
della costruzione della diga ma con i lavori iniziati. Si vede il
ponte tubo(in basso) e la passerella di controllo(in alto)
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Foto Storiche - La costruzione
Le foto della costruzione della diga presenti in questo sito sono solo
veramente poche e non riescono a dare l'idea dell'imponenza del cantiere
e delle difficoltà in cui incorrevano gli operai, in particola modo quelli
addetti alle perforazione dei fianchi ed al getto dei pulvini.
Per chi
fosse interessato in particolar modo a vedere immagini sulle condizioni
di lavoro e di tutto il prcesso di costruzione dell'impianto suggeriamo
il libro Vajont
la diga di Agostino Sacchet,
Associazione Pro-Loco Longarone e la visita alla mostra fotografica presente
sempre presso la Pro-Loco Longarone.
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I primi conci della diga
stanno crescendo.
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La diga quasi completata con il lago che si sta riempiendo
Fonte: Archivio Elvis Del Tedesco
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La diga e il cementificio sul lato destro della valle
Fonte: Archivio Elvis Del Tedesco
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La diga quasi completata,
sullo sfondo si nota chiaramente la struttura della cabina dei
comandi.
In primo piano si può vedre una delle due benne per il trasporto
del calcestruzzo.
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La diga completa.
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Prime fasi di riempimento
del lago.
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Foto Storiche - Prima
della frana
Foto storiche - la frana
del 4 novembre 1960
Altre foto
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1975 Vista della zona della
chiesa commemorativa nei pressi della diga
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1986 Il lago del Vajont
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Questa parte di strada
e di galleria è presente sul film di Martinelli in una
delle sequenza iniziali. Ma essa non si trova nella valle della
diga, per sapere dove si trova domandalo nel forum
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Disegni e schemi
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Schema generale degli impianti sulla valle del Piave prima della
costruzione del serbatoio del Vajont, di Pontesei e Val Gallina
Fonte: rete
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Schema degli impianti con le relative altezze.
Fonte: rete
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In questo schema possiamo vedere la struttura dell'impianto con anche la diga del Vajont.
Fonte: rete
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Bacino del Vajont
Fonte: rete
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Pianta dell'impianto. Si nota la complessa rete si prese e scarichi.
Fonte: rete
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Pianta dell'impianto. Sono evidenziate le condotte dell'acqua.
Fonte: rete
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Schema tridimensionale dell'impianto con evidenziate le condotte
dell'acqua.
Fonte: rete
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Schema frontale del corpo diga. si distinguono i vai conci, i cunicoli
d'ispezione, il pozzo del pendolo e lo scarico di esaurimento.
Fonte: rete
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Sezioni del corpo diga.
Fonte: rete
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Schemi di impermeabilizzazione.
Fonte: rete |
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Schema generale del cantiere,
con anche la posizione della cava per la ghiaia.
Fonte: rete
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Come raggiungere la diga
Ci sono due modi per approcciare la diga del Colomber.
Il più diretto è quello di raggiungere Longarone da Ponte
delle Alpi seguendo la SS51 e guardare dall'altra parte della vallata.
Ad un certo punto, poco prima del centro del paese, la valle del Vajont si
apre alla vista e in quella stretta V di roccia appare in tutta la sua allucinante
maestosita una alta lama di cemento, segno imperituro dell'ardito progetto.
Da li, deviando alla sinistra, seguendo le indicazioni per
la diga o per Erto si raggiunge la strada che sale sui fianchi del monte fino alle gallerie sovrastanti
la diga, a quel punto conviene oltrepassare le gallerie e la chiesa dedicata
all'evento e parcheggiare o lungo la strada o nei parcheggi più a monte
e poi scendere a piedi.
Dalle finestre delle gallerie stradali si riesce a vedere abbastanza il coronamento,
e la diga a monte (vedi foto del sito).
La Pro Loco Longarone organizza una visita consistente di
una parte di racconto, effettuata presso la chiesa della diga e una visita
ai primi 20 metri di coronamento, dai quali si riesce a vedere il paese di
Pirago. Per informazioni rivolgersi alla Pro Loco Longarone oppure all'ufficio
informazioni posto sulla strada dopo la diga.
Di un certo interesse è la visita della mostra
fotografica permanente sul Vajont presso la sede della pro loco di Longarone.
La sede della pro loco si trova nel centro di Longarone di fronte alla chiesa
monumentale.
Strada da percorrere da Ponte nelle Alpi: 18 Km.
Il secondo modo, è quello di raggiungere la diga arrivando dalla
Val Cellina, quindi attraverso Barcis, Cimolais e poi Erto.
Scesi dal passo di S. Osvaldo dopo Cimolais, in lontananza, si vede la M
del fronte della frana, visione che ci accompagna fin dopo l'abitato di Erto.
Questa via però personalmente la consiglio a coloro che hanno una buona
conoscenza dei fatti connessi alla diga del Colomber in quanto dopo Erto si
passa direttamente sulla frana per poi giungere dietro alla diga. Se non si
ha una buona conoscenza della storia e dimensioni della frana (vedi il libro
di Edoardo Semenza) difficilmente si riesce ad apprezzare l'enormità del
fronte franoso e quindi si rischia di passarci a fianco senza nemmeno notarlo,
anche perchè oggi come oggi, sullo smottamento ha attecchito un discreta
vegetazione e quindi potrebbe sembrare un monte qualsiasi.
Strada da Barcis: 28 Km
Dalla nostra esperienza il miglior periodo dell'anno per vedere la diga è d'inverno,
in quanto in quota ci sono molti meno turisti "della domenica" e
si riesce a vedere il tutto con molta più tranquillità.
In questo stesso periodo però, nei fine settimana, la strada che da
Longarone porta a Ponte nelle Alpi è un'inferno in quanto al pomeriggio
ci sono tutte le auto di ritorno dalle località sciistiche più a
nord.
Da evitare i fine settimana primaverili ed il periodo estivo a causa di una
quantità enorme di turisti.
Riferimenti turistici
- Carta escursionistica Tabacco: 021
- Coordinate(stimate): 46.2673° N 12.3303° E
- Foto dal satellite di Google Maps:
Libri e siti internet
Per conoscere la storia umana e tecnica del Vajont consigliamo i seguenti
testi:
- La Storia del Vaiont raccontata dal geologo che ha scoperto
la frana di Edoardo Semenza, Tecnoproject 2001 o k-flash 2005
Il libro analizza abbastanza dettagliatamente, ma in modo comprensibile
anche ai non geologi, gli studi e le considerazioni sulla frana. In appendice
ci sono i vari commenti di Edoardo Semenza sugli altri libri e sul film.
Commento degli autori del sito: Il libro è molto tecnico
riguardo alla frana e aiuta notevolmente a chiarire le masse in gioco,
ma parla poco della diga in sè. Leggere i commenti di chi ha
lavorato su parte del progetto è comunque un buon modo di vedere
tutta la vicenda nel suo complesso e farsi un'idea più precisa
su come si sono sviluppati i fatti senza fermarsi sulla classica visione "la
SADE spadroneggia" presente nella maggior parte del materiale
in rete e, purtroppo, televisivo. Resta il fatto che E. Semenza è secondo
noi troppo leggero nel giudicare l'operato, a volte sconsiderato, dei
tecnici ed ingegneri che lavoravano sull'impianto.
- Le foto della frana del Vajont
La scoperta dell'antica frana - Le fotografie e gli studi geologici di Edoardo Semenza, Franco Giudici e Daniele Rossi prima e dopo la catastrofe
del 9 ottobre 1963 a cura di Giovanni Masè, Michele Semenza, Paolo Semenza, Pietro Semenza e Maria Chiara Turrini
Libro, carte e CD-ROM con 300 fotografie, k-flash, 2004
- Sulla pelle viva di Tina Merlin
Il libro racconta la vicenda "umana" del Vajont.
Dalle preoccupazioni e i problemi legali degli abitanti della valle fino
a agli oscuri raggiri del dopo frana.
Commento agli autori del sito: Il libro non parla assolutamente
della diga se non come comprimaria dell'ondata scesa nel Piave. Tina
Merlin racconta come i fatti sono stati vissuti dalla popolazione e
denuncia i mali patologici delle istituzioni italiane e lo strapotere
dei monopoli. Peccato che le sue conoscenze tecniche si fermino alla
definizione di diga e che,
sia sempre pronta a cercare il complotto che va contro "la povera
gente", senza valutare le reali considerazioni tecnico/economiche
che stanno dietro a certe strutture. Il racconto è la fonte
primaria della visione "la SADE spadroneggia", da
cui poi si sono estratti film e sceneggiati televisivi e la maggior
parte del materiale in rete. Va letto per avere l'altra visione della
vicenda senza farsi plagiare dal buffo semplicismo di Paolini.
- Vajont la storia idraulica di Carlo Datei,
Libreria Internazionale Cortina Padova, 2003
Il libro analizza la storia del modello idraulico della diga e ne giustifica
la correttezza. Interessante complemento per quanto riguarda la storia del modello.
Commento agli autori del sito: Questo è un libro interessante per la sua parte tecnica e quindi per chi vuole andare alla radice del perchè l'evento franoso sia stato così devastante.
- Vajont la diga di Agostino Sacchet, Associazione
Pro-Loco Longarone, 2003
La diga, solo la diga e nient'altro la diga. Poi c'è il ponte
tubo, la centrale del Colomber ....
Ricco di foto e di dettagli tecnici su come sia stata costruita la diga e le
strutture accessorie.
Commento degli autori del sito: Un libro veramente
indispensabile all'appassionato. Si parla della diga e dei problemi
della sua costruzione con più di cento foto(di cui la maggior parte
a pagina intera) sulla fasi di costruzione. Su 158 pagine le uniche parole
sulla frana sono: "Una massa di 260 milioni di metri cubi di materiale
aveva iniziato il suo movimento ormai incontrollabile e stava precipitando
dentro il lago del Vajont." E qui finisce il libro. Se siete
appassionati di dighe è fondamentale possederne una copia.
- Le dighe e le centrali idroelettriche del bacino del Piave ristampa
di pubblicazioni ufficiali della SADE, Camillo Pavan Editore.
Questo volume è la ristampa delle pubblicazioni ufficiali della
SADE e contiene delle belle foto e i dati tecnici degli impianti al 1963.
In pratica un catalogo di dighe.
- Mostra fotografica presso la Pro-Loco Longarone
Una mostra molto bella che raccoglie la storia della vallata, da prima
della costruzione a dopo la frana. Molte delle foto presenti sul libro Vajont
la diga sono esposte nella mostra. E' presente anche un modello
1:85 della diga. Interessante da visitare come complemento di una visita
nella vallata. La sede si trova di fronte alla chiesa monumentale di
Longarone. Per informazioni http://www.longarone.net/proloco.
- Sito dal quale sono state "estratte" le
foto di Jairo Valdati: http://www.terra.unimo.it/picsPHP/album.php?album=vajont&nbpage=1&lang=it
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