Vajont

di



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Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza!

Dante Alighieri, La Commedia, Inferno, canto 26, 118

  • Stato: Italia
  • Regione: Friuli-Venezia Giulia
  • Provincia: Pordenone
  • Corso d'acqua: Vajont
  • Condizione: Invaso sperimentale
  • Uso: Varie
  • Concessionario: Enel Produzione S.P.A.
  • Ufficio periferico RID: Venezia
  • Tipologia dello sbarramento: Cupola
  • Anno Fine Costruzione: 1960
  • Quota di massima regolazione[m s.l.m.]: 722.500
  • Altezza dello sbarramento[m]: 255.500
  • Lunghezza del coronamento[m]: 190.000
  • Volume della diga[103 x m3 ]: 360.000
  • Capacità  invaso[Mm3]: 0.710
  • Quota autorizzata[m s.l.m.]: 0.000
  • Volume autorizzato[Mm3]: 0.000
  • Capacità  nominale dell'impianto idroelettrico[MWh]:
  • Coordinate: 46.26800783703 N 12.3285672068596 E

Vedi sullo SKYdam: Vajont


La diga del Vajont è nota in tutto il mondo a causa della frana del 9 ottobre 1963.
Oltre a questo è la quinta diga più alta del mondo e la seconda ad arco. La sua triste storia è lunga e complessa quindi è stata posta su di una pagina a se stante: La storia della diga del Vajont.
Descrizione e foto dell’impianto

Lo sbarramento è a cupola. Il suo spessore alla base è di 22.11 metri e quello minimo è di 2.9 metri. Il suo coronamento è lungo 190.5 metri con una corda di 161 metri. Gli scarichi di superfice sono costituiti da 16 scarichi a stramazzo distribuiti sulla maggior parte del coronamento. La diga era dotata di 4 scarichi in profondità:

- di alleggerimento a quota 579.36 m.s.m.
- di mezzo fondo a quota 573.36 m.s.m.
- di fondo a quota 514.37 m.s.m.
- di esaurimento a quota 481.9 m.s.m.

Oltre agli scarichi dell’impianto sono presenti i due scarichi di immissione provenienti dal serbatoio del Piave (quota 600,84) e dalla centrale di Gardona (quota 585) e le due prese, una per la centrale del Colomber (quota 583.91) e per il serbatoio di Val Gallina (quota 591). Di fronte alla diga è presente il ponte tubo che con l’impianto in funzione avrebbe dovuto costituire il by-pass dai serbatoi a monte al serbatoio di Val Gallina. In anni recenti(1988), con la messa in sicurezza della zona della diga, la galleria sul ponte tubo è stata fatta passare a monte della diga, dentro la frana.


Come raggiungere la diga

Ci sono due modi per approcciare la diga del Colomber.
Il più diretto è quello di raggiungere Longarone da Ponte delle Alpi seguendo la SS51 e guardare dall’altra parte della vallata.
Ad un certo punto, poco prima del centro del paese, la valle del Vajont si apre alla vista e in quella stretta V di roccia appare in tutta la sua allucinante maestosita una alta lama di cemento, segno imperituro dell’ardito progetto.
Da li, deviando alla sinistra, seguendo le indicazioni per la diga o per Erto si raggiunge la strada che sale sui fianchi del monte fino alle gallerie sovrastanti la diga, a quel punto conviene oltrepassare le gallerie e la chiesa dedicata all’evento e parcheggiare o lungo la strada o nei parcheggi più a monte e poi scendere a piedi.
Dalle finestre delle gallerie stradali si riesce a vedere abbastanza il coronamento, e la diga a monte (vedi foto del sito).
La Pro Loco Longarone organizza una visita consistente di una parte di racconto, effettuata presso la chiesa della diga e una visita ai primi 20 metri di coronamento, dai quali si riesce a vedere il paese di Pirago. Per informazioni rivolgersi alla Pro Loco Longarone oppure all’ufficio informazioni posto sulla strada dopo la diga.
Di un certo interesse è la visita della mostra fotografica permanente sul Vajont presso la sede della pro loco di Longarone.
La sede della pro loco si trova nel centro di Longarone di fronte alla chiesa monumentale.
Strada da percorrere da Ponte nelle Alpi: 18 Km.

Il secondo modo, è quello di raggiungere la diga arrivando dalla Val Cellina, quindi attraverso Barcis, Cimolais e poi Erto.
Scesi dal passo di S. Osvaldo dopo Cimolais, in lontananza, si vede la M del fronte della frana, visione che ci accompagna fin dopo l’abitato di Erto.
Questa via però personalmente la consiglio a coloro che hanno una buona conoscenza dei fatti connessi alla diga del Colomber in quanto dopo Erto si passa direttamente sulla frana per poi giungere dietro alla diga. Se non si ha una buona conoscenza della storia e dimensioni della frana (vedi il libro di Edoardo Semenza) difficilmente si riesce ad apprezzare l’enormità del fronte franoso e quindi si rischia di passarci a fianco senza nemmeno notarlo, anche perchè oggi come oggi, sullo smottamento ha attecchito un discreta vegetazione e quindi potrebbe sembrare un monte qualsiasi.
Strada da Barcis: 28 Km

Dalla nostra esperienza il miglior periodo dell’anno per vedere la diga è d’inverno, in quanto in quota ci sono molti meno turisti "della domenica" e si riesce a vedere il tutto con molta più tranquillità.
In questo stesso periodo però, nei fine settimana, la strada che da Longarone porta a Ponte nelle Alpi è un’inferno in quanto al pomeriggio ci sono tutte le auto di ritorno dalle località sciistiche più a nord.
Da evitare i fine settimana primaverili ed il periodo estivo a causa di una quantità enorme di turisti.

Riferimenti turistici

- Carta escursionistica Tabacco: 021


Libri e siti internet

- La Storia del Vaiont raccontata dal geologo che ha scoperto la frana di Edoardo Semenza
- Le foto della frana del Vajont a cura di Giovanni Masè, Michele Semenza, Paolo Semenza, Pietro Semenza e Maria Chiara Turrini
- Sulla pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont di Tina Merlin
- Vajont la diga di Agostino Sacchet
- Le dighe e le centrali idroelettriche del bacino del Piave
- Vajont. La storia idraulica di Claudio Datei


info portfolio

(pubblicato il Gennaio 2009 — modificato il Aprile 2010)